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ZUCCHI: “CEDO LA MIA AZIENDA ALLO STATO E ME NE VADO”

di CARLO MELINA

“Queste sono le chiavi della mia attività. Con stasera ho finito. Domani i miei negozi li aprite voi.” Con queste parole rivolte a Gianfranco Polillo, sottosegretario al Ministero dell’economia, Andrea Zucchi ha concluso il suo intervento giovedì scorso su La7, durante una puntata di Piazza pulita (vedi video sotto). Sposato, due figli, originario di Fidenza, nel piacentino ha due punti vendita di occhiali. Intervistato in esclusiva da L’indipendenza, lancia un appello: “cerco un paese al mondo in cui io sia gradito. Azienda, magazzino, macchina… cedo tutto quello che ho allo stato. Mi bastano solo i vestiti che ho addosso. Voglio un passaporto nuovo, di un Paese qualsiasi, dove l’imprenditore non sia un nemico. Un Paese dove possa crescere i miei figli, perché qui non è possibile”.

Mica per colpa della crisi: “Ho chiuso i bilanci in pareggio, senza debiti con le banche, anche perché a me, le banche, non hanno mai dato un soldo. Peccato che mi sia arrivata una lettera dall’INPS con minacce d’arresto perché non avrei pagato tutti i contributi, benché io sia in credito d’Iva e attenda dallo stato più soldi di quelli che mi chiede. – chiarisce Zucchi – E consideri che il mio settore non andrebbe neanche male. Si potrebbe fare bene, creare posti di lavoro… il problema è che in Italia c’è una cultura generalizzata che porta a considerare gli imprenditori dei ladri, mentre sono quelli che mantengono tutti, compresi gli statali. Gente che è convinta di pagare le tasse, mentre in realtà le loro tasse sono solo una partita di giro”.

“Qui in Italia siamo alla pura follia – spiega Zucchi – Trent’anni e passa fa un gruppo di soloni si è messo d’accordo per fregarci tutti, costruendo un sistema di clientele che garantisse poltrone a vita. Per farlo ha dovuto venderci un sogno folle: ‘lavorerai il 9% del tempo della tua vita e tanto basterà per mantenere te, la tua famiglia, un pensionato e un dipendente statele’. Perché 40 ore settimanali per 40 anni sono il 9% di una vita. Roba incredibile, ma noi ci siamo cascati perché i soloni hanno usato la parola magica: ‘questo è un vostro diritto’”.

“Neanche i professori, con il loro aplomb, possono fare niente – continua Zucchi – Tranne fare quello che potrebbe fare qualsiasi cretino in un quarto d’ora. Hanno alzato le tasse, invece di abbassare la spesa, tutelando soprattutto gli statali, vedi riforma Fornero. Come se non sapessero che da gennaio a settembre dell’anno scorso 720 aziende del nordest hanno trasferito la loro attività in un posto dove si può lavorare”. Zucchi si riferisce all’Austria, di cui abbiamo parlato qui. “E non appena è successo, tutti a dire che gli imprenditori delocalizzano perché sono stronzi e sfruttano i bambini del Pakistan. Un paio di palle, l’impresa si localizza dove vengono rispettati i diritti civili dell’imprenditore”.

Zucchi trasecola quando pensa all’idea di Attilio Befera, direttore dell’Agenzia dell’Entrate, di dotare di dotare di un bollino blu le imprese che pagano le tasse: “Li ho già visti i bollini colorati messi addosso alle persone, durante il fascismo. E non vorrei vederli più. Che poi un funzionario di stato, pagato colle mie tasse, si permetta di concepire un’idea simile è folle. Questi si sentono unti del Signore. E fanno sentire me indesiderato. Non mi vogliono? Me ne andrò”.

L’Italia, secondo Zucchi, è irriformabile: “qui non si salva nessuno. Lo stato italiano, così come lo racconta Napolitano, è un’idea che non funziona. La costituzione è stata scritta da gente impaurita con attorno macerie ancora fumanti, che temeva svolte autoritarie. Ne è nato uno stato in cui non comanda nessuno. Neanche i signori professori del club di Monti. Ormai viviamo in una pantomima perché la comunicazione pubblica ha preso il sopravvento sulla sostanza delle cose. E quindi tutto è possibile. Infatti in Italia tutto è a norma di legge. L’unico fuori legge sono io”.

Deciso ad abbandonare il Paese, completamente sfiduciato dalla politica, Zucchi, che ammette di aver votato un po’ per tutti i partiti, salvo poi pentirsene ogni volta, rivendica la necessità di compiere quello che definisce un gesto autonomo: “Non voglio implicarmi con movimenti o peggio con associazioni di categoria mangia soldi. In questo stato io sono perdente, quindi non mi resta che andarmene. Non nell’aldilà, come hanno fatto alcuni” conclude Zucchi, al plurale, ripercorrendo i numerosi casi di imprenditori suicidi: “io cerco un Paese che abbia bisogno di gente che sa fare e vuole lavorare. Se ci sono altri che la pensano come me, lo dicano, e scegliamo insieme la meta”.

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252 Responses to “ZUCCHI: “CEDO LA MIA AZIENDA ALLO STATO E ME NE VADO”” Subscribe

  1. FERRUCCIO 29 Aprile 2013 at 8:14 pm #

    ZUCCHI VENGO IO A DIRIGERE LE SUE AZIENDE LEI SI VA A RIPOSARE E IO OGNI MESE LE MANDO LO STIPENDIO E POI ME LO VEDO IO LAVORANDO CON ONESTA’ NON SI PREOCCUPI

  2. Alberto Mori 29 Aprile 2013 at 4:50 pm #

    Zucchi, sei un grande e parli chiaro! Non fa una piega. I miei migliori auguri.

  3. Piero marrone 27 Aprile 2013 at 2:31 pm #

    In Italia si è creato un vortice pericolosissimo dove i politici si incolpano a vicenda e c’è uno scollamento profondo tra loro e il popolo , solo che non se ne accorgono ,e neanche di quanto stanno rischiando , perché gli italiani sono molto orgogliosi e cercano di resistere fino alla fine però poi quando non ce la faranno più sarà come una molla caricata al massimo le conseguenze saranno disastrose

    • Andrea Zucchi 27 Aprile 2013 at 3:58 pm #

      Che il vortice sia pericolosissimo sono d’accordo, che vi sia una reale possibilità di reazione dall’italico popolo, molto meno… basterà sempre molto poco per riportarli “alla ragione”.

  4. Max 18 Aprile 2013 at 10:38 am #

    Io sono il sig. ” zucchi” ed ero nella stessa situazione ed oggi sono sei mesi che faccio il mio lavoro in Australia. Condivido ogni parola ed ogni pensiero.

  5. Marco 16 Aprile 2013 at 12:20 pm #

    Salve….io sono….anzi ero un dipendete di una societa privata del settore delle rinnovabili….licenziato in 1 solo giorno!…..questo grazie alla legge Fornero!
    Chiamato in sede il 19 febbraio e licenziato il 20 febbraio!
    Premetto che una settimana prima del licenziamento mi era stato detto che tutto andava bene e che a breve sarebbero partite nuove commesse….
    Adesso mi chiedo dove vado con moglie e figlia a seguito senza casa,ne auto…….senza busta paga chi mi fitta/vende nulla?
    Adesso dove vado a dormire e a mangiare a casa dei politici?…..bisognertebbe andare a votare……e li non votare nessuno….cosa succederebbe?….forse solo così andrebbero tutti a lavorare per 1300 € al mese…senza benefit…….Poveri noi!!! Se non facciamo qualcosa andiamo proprio a finire male!!

  6. Alessandro 16 Aprile 2013 at 10:00 am #

    Notare come a distanza di un anno, la situazione non solo sia uguale, ma addirittura peggiore.
    Io ho una piccola azienda di IT e mi guardo bene dal prendere a lavorare anche solo un ragazzo, uno stagista, anche se ne avrei bisogno.
    Lo Stato è diventato un socio in azienda troppo esoso, che non partecipa in nessuna maniera, tranne che a prendere più del 60% di quello che si fattura annualmente.
    Sempre lo stesso socio mi obbliga a spendere in tasse più del doppio di quello che quel dipendente prende al mese, ergo stipendio ridicolo al collaboratore e costo mensile piuttosto alto. Ha senso?? No, ditemi, ha senso???
    In America prendono e lasciano gente a lavorare con facilità estrema, il costo del lavoro è bassissimo in quel senso, per questo si trova lavoro con una facilità estrema.

    Il sistema americano è, forse, troppo dall’altra parte, ma noi siamo l’opposto della stessa medaglia, con più oneri e meno onori.

    Il risultato qual è?
    Se fatturerò sempre così, rimarrò praticamente un libero professionista, non riuscendo a compiere il mio sogno di creare almeno un posto di lavoro per un ragazzo, altrimenti andrò via, in Canada, in Germania, in Svizzera, posti dove l’assumere qualcuno non sia una colpa o un aggravio tale da non riuscire poi a pagare i contributi.

    Un Paese dove le Leggi sono fatte o da malfattori, o da professori (con la p minuscola) che non hanno mai lavorato un giorno in vita loro e non hanno la minima idea di cosa significhi riuscire a fare l’imprenditore in Italia.

    Politici, sindacalisti e compagnia cantante: ma andaste tutti a fare in ….

  7. Filippo soave 15 Aprile 2013 at 10:19 pm #

    .. Scusami collega. ! Ma ripeto , perché dovremmo andare via Noi , che SGOBBIAMO DALLA MATTINA ALLA SERA GIORNO DOPO GIORNO E COSÌ DA ANNI !!
    .. Ascoltano me !! : MANDIAMO VIA LORO !!

    • gianluca 15 Aprile 2013 at 11:00 pm #

      Scusi se mi intrometto, ma la sua è pura illusione in tempi brevi

  8. Roberto Ronzani 15 Aprile 2013 at 7:15 pm #

    Io vivo in Norvegia da circa otto anni e se il sig Zucchi ha voglia di lavorare, interesse ad apprendere un nuova lingua e non ha paura del freddo e di inverni un po lunghi e sicuramente il benvenuto !

    • gianluca 15 Aprile 2013 at 9:26 pm #

      Guardi che Zucchi insieme ad altri sta già operando a Londra

  9. Andrea Zucchi 15 Aprile 2013 at 9:48 am #

    Ringrazio tutti, ringrazio ciascuno personalmente per i commenti, il sostegno, le critiche e soprattutto per le testimonianze.

    In un anno la situazione italiana è peggiorata esattamente come previsto.

    Nel frattempo insieme ad altri imprenditori che mi hanno contattato abbiamo fatto ciò che sappiamo fare…

    …abbiamo lavorato …

    Il progetto sta procedendo e potete seguirlo sulla pagina fb di Invoice Italia.

    Io non mi ucciderò.

    Preferisco il fatturato.

    • gioele 16 Aprile 2013 at 3:18 pm #

      andrea mi scusi, ma non trovo la pagina fb invoice italia.

      in oltre, ci sarebbe da parlare per giorni, i problemi italiani sono centinaia, basti pensare a quanto ci costa la criminalità organizzata e quanto si potrebbe recuperare solo con delle leggi a costo zero, ha un giro d’affari di circa 500 miliardi di euro, e limita investimenti per almeno 200 miliardi, ( esempio il racket è presente in modo capillare in tutto il meridione, gli imprenditori impauriti non investono e sono costretti a pagare il pizzo e per giunta gli imprenditori del nord non investono a sud proprio per questo) immagini lei che perdita, io ho lavorato nel settore produttivo del tessile, abbigliamento, calzatura e arredamento, conosco bene come si forma il personale e come si produce un oggetto per poi metterlo sul mercato internazionale, ma molti nel meridione non saprebbero nemmeno da dove cominciare. pensi lei se ci fossero stati gli imprenditori del nord a dare il via ai distretti. noi italiani siamo delle capre è questa la verità…. ci meritiamo quello che abbiamo, ci siamo fatti prendere per i fondelli e non vogliamo ammetterlo.

      • Andrea Zucchi 17 Aprile 2013 at 5:09 pm #

        La pagina la trovate cliccando sul simbolino facebook di fianco al mio nome .

    • andrea 18 Aprile 2013 at 12:44 pm #

      grazie per aver parlato a nome di tanti

    • Francesca 15 Maggio 2013 at 2:18 pm #

      Bravo Andrea! Auguri per il suo nuovo progetto!

  10. Giuseppe Sannazzaro 15 Aprile 2013 at 7:06 am #

    Concordo al 100% che altro dire?

  11. vittorio 15 Aprile 2013 at 3:09 am #

    Buongiorno a tutti … venite in Peru’… un paese che cresce sempre di piu’ ogni anno e dove di occasioni cene sono per tutti… saluti….

    • Andrea 15 Aprile 2013 at 11:01 pm #

      Il Perù.. la mia carriera professionale incrociò il paese di Ataualpa quando TIM era una potenza, ora invece ridotta ad uno straccio (grazie Tronchetti, che il nostro paese ti benedica) . Confermo che già allora, e siamo nel 2001, era un paese vivace. Ci avevo visto bene allora :)

  12. Simone 14 Aprile 2013 at 10:53 pm #

    Sono d’accordo col sig Zucchi,io sto cercando di trasferire la mia attività in Svizzera a Lugano,con tutte le difficoltà che comporta e lasciando la mia famiglia in Italia.
    Me ne vado perché io voglio pagare le tasse,ma per avere dei servizi da uno stato equo.

  13. Stefano 14 Aprile 2013 at 7:09 pm #

    Tutto tristemente vero Sig. Zucchi. :-( si consideri compreso al 100%. Chi la pensa diversamente, certo può farlo… ma basterebbe provare a fare l’imprenditore per scoprire magicamente che è tutto vero. Cosa fare? Rinunciare a produrre in uno stato nemico come l’Italia. ITALIA, questo nome tanto amato in mano a delle persone tanto odiate.

  14. CLAUDIO 14 Aprile 2013 at 5:00 pm #

    Comunque la cosa che mi colpisce, è che ci stiamo facendo maltrattare e non reagiamo come si dovrebbe, insomma dico che nessun popolo dovrebbe sentirsi come ci stiamo sentendo noi italiani. Siamo contrapposti allo stato; essendo la prima e più grande azienda con oltre 5.000.000 di dipendenti, ci chiede sacrifici elevatissimi per poter pagare loro gli stipendi. Siamo alla frutta abbiamo forse ancora 1 annetto di vita e loro pensano che sia possibile alzare ancora la tares????E noi ci beviamo ancora tutto questo???Allora ce lo meritiamo c…o!!!!!Ma scusate se alla fine tutti smettiamo di fare il ns. compitino voglio vedere chi paga gli stipendi agli statali e ai pensionati e vuoi vedere che facciamo questo alla fine qualcuno si incazza???? e in piazza ci va per davvero???
    I vecchi si sentono tranquilli in quanto uno straccio di pensione loro ce l’hanno, ma siamo sicuri che si riesca a pagare per molto le pensioni? Ma se fino a pochi anni fa le pensioni non venivano neppure erogate, ora si pensa che sia possibile continuare a pagarle se in cassa non ci sono i quattrini?

    Buttiamo via tutto chiediamo ad uno stato qualsiasi del nord europa, di governarci alla fine sarà sempre meglio di ciò che abbiamo ora!!!Tutto va alla deriva le strade, le autostrade, le aziende, le famiglie, la felicità di un popolo che si sente strozzato.
    Stiamo pagando il conto dei ns. governi e tutti stiamo zitti, siamo allo sfacelo totale e in tutto il mondo facciamo ridere…..che tristezza.

    INFINE LA COSA PIU’ VERGOGNOSA SONO LE PENSIONI D’ORO CHE CONTINUIAMO A PAGARE A COLORO CHE SI SENTONO IN DIRITTO DI CONTINUARE A GODERLE.
    PENSATE CHE PER SPEZZARE LA CATENA OCCORRE UNA RIFORMA DELLA CONSULTA E QUINDI UN CAMBIO DI COSTITUZIONE…ROBA DA ITALIANI!!!!!!!

  15. CLAUDIO 14 Aprile 2013 at 4:43 pm #

    ALESSANDRA MI DICA DOVE IO VENGO CON LEI SONO UN RISTORATORE ESAUSTO DEL SISTEMA ITALIA….OCCORE DARE DIGNITA’ AL NS. FUTURO E NON SENTIRSI DEI PERSEGUITATI DA UNO STATO CHE NON CI VUOLE……

    DOPO 19 ANNI DI SACRIFICI MI VEDO AZZERARE LA MIA AZIENDA DA UN’ECONOMIA CHE NON C’E’ PIU’….NON MI ASPETTO CHE TUTTO SIA FACILE MA PERLOMENO CHE SIA POSSIBILE ANCORA PER POCO POTER AVERE UN PICCOLISSIMO SOGNO……CIO’ CHE DA SEMPRE ALIMENTA LA VITA DI UN IMPRENDITORE…

  16. Germano Ventura 14 Aprile 2013 at 8:48 am #

    Condivido pienamente la sua analisi, e, malgrado tutto, credo che ormai a noi piccoli imprenditori che hanno sacrificato tutto per il lavoro onesto … a sostegno di uno Stato …. sia rimasta l’unica strada da perseguire. Mollare tutto al caro ” Stato ” …. ma proprio tutto ed essere accettati in altri paesi dove la dignità di chi lavoro, dell’imprenditore che produce non è schiacciata …. dove non siamo considerati deliquenti ma parte integrante di un sistema.
    con affetto e stima … anche se non ho il piacere di conoscerla personalmente.
    Germano Ventura

  17. francesco 13 Aprile 2013 at 10:32 pm #

    spett.dott.zucchi invece di scappare uniamoci e combattiamo il nemico,perchè sono loro che devono andare via.Non sono un imprenditore ma solo un dipendente ma pronto a vendere cara la pelle sia per me che per la mia famiglia e nipoti. firmato movimento lavoro dignità e libertà

    • Maia 14 Aprile 2013 at 2:05 am #

      …il solito “movimento” tutti diritti e niente doveri…

    • Andrea Zucchi 15 Aprile 2013 at 4:59 pm #

      Ho parlato di scappare?

      Parlo di ragione al governo dell’emozione.

      Parlo di impresa, pardon: di Impresa.

      • elegantissimo 16 Aprile 2013 at 1:14 pm #

        Sig. Zucchi, grazie, per aver gridato al paese la sua situazione. La sua decisione sarebbe un regalo per questa classe e sistema di sotto politica da mangiatoia. La motivazione è che il potere politico ha lasciato posto al potere economico-finanziario. La verità è che siamo nel bel mezzo di una guerra dichiarata da altri soggetti: FMI, BCE, UE, e i loro colonelli: Draghi, Barroso, Von Rompuy, Holii Rhen, Schulz. Dopo aver ceduto e venduto la Costituzione art. 1(all’UE) e quindi venendo meno la forma Repubblicana art. 139 dell’Italia, possiamo ritenerci liberi di non rendicontare a nessuno organo costituito. Consegnamoci tutti, nessuno escluso, alle patrie galere perchè i reati ascritti prevedeno la reclusione e che Dio ci assisti.Margherita Hack, nota astro-fisica, diceva che “quando in un paese la democrazia è in pericolo , la disubbidienza civile è legale.”

  18. Alessandro 13 Aprile 2013 at 5:50 pm #

    D’accordissimo con zucchi io sono pronto ad andarmene alla prima occasione

  19. Cristian 13 Aprile 2013 at 1:36 pm #

    Sei un grande!

  20. Vladimiro sgaggero 13 Aprile 2013 at 1:04 pm #

    Grande , condivido ogni tuo punto .

  21. luigi 13 Aprile 2013 at 12:51 pm #

    Caro Zucchi, noi come Lei, abbiamo chiuso la stalla quando i buoi sono scappati. Ma..non e’ mai troppo tardi abbandonare questo paese che, alla fine ha comunque quello che si merita. Vale a dire una classe politica, dirigenti boiardi, giustizia ed istituzioni composte da ladri, asini, corrotti ed oppressori che, nonostante tutto,restano tranquilli al loro poste nel nome del Popolo Italiano. Imprenditore, professionista o operaio non fa piu’ differenza, siamo alla merce’ di criminali che usano il potere e la giustizia secondo il proprio arbitrio ed i propri interessi di bottega. Io da tempo ho aperto gli occhi altrove e finalmente porto a casa le mie soddisfazioni. Se facessimo tutti così, come me, come Lei, finirebbe in poche ore il malcostume, il clentelismo, la spartizione di potere dei nostri ladri istituzionali e politici. O almeno, assisteremmo alla loro fisica eliminazione per mano di quei quattro poveracci rimasti.

  22. Alessandra 13 Aprile 2013 at 12:07 pm #

    Carissimo, ho 44 anni un compagno che con me lavora nel nostro ristorante, abbiamo due figli e sono pienamente d’accordo con quello che dici tu, io il paese l’ho già trovato, il problema e’ che l’Iter burocratico e’lungo e complesso, ma se tutto va come deve andare n 2015 non sarò più cittadina italiana!!!!!e sai cosa ti dico? Che non mi dispiacerà affatto! Ti auguro di trovare un posto dove crescere con serenità i tuoi figli. In bocca al lupo. Alessandra.

  23. Alfonso 13 Aprile 2013 at 11:34 am #

    sono con te. grazie per ciò che hai detto.
    alfonso

  24. annibale 13 Aprile 2013 at 11:02 am #

    non dobbiamo scappare tutti, e la nostra terra e non delle mafie di vario stampo. C’è solo un passaggio obbligatorio…….La storia dira se opercorso oppure no…..In quest’ultimo caso sara medio evo per sempre.

  25. Stefano 13 Aprile 2013 at 3:51 am #

    Esattamente quello,che penso e,dico da anni, io sono un ex lavoratore , ed alla “mia”azienda ho sempre “dato una mano” , perché penso che se aiuto l’azienda aiuto me stesso, sono loro che mi danno da mangiare no?ora le cose sono degenerate troppo , apparte che a 36 anni sono vecchio per essere assunto(assurdo)non ho più i soldi neanche per partire e provare , tutto quello che avevo, l’ho speso per cercare di essere onesto pagando la macchina ,assicurazione gomme elettrauto imu acqua e tutto , oggi non posso pagare piu niente e mi arrivano continuamente cartelle , non posso pagare neanche il posto di mio padre al cimitero (fortuna che si è fatto cremare e posso tenerlo legalmente in casa)oggi stanno aprendo solo centri commerciali perché sanno che puoi toglierai tutto ma dobbiamo pur mangiare .sonvenzionano gli strozzini e insabbiano i ladri legali ,che paese di merda , ci hanno costruito una cella da cui non si può scappare , la cosa triste e che nascondono tutto dietro la cronaca per non dare le giusta informazioni , viviamo in un paese dove leggiamo di gnocca e di cronaca nera così da pensare quello è un porco e c’è chi sata peggio di me , come quando ci dicevano stiamo meglio della Grecia , affondata la Grecia ,..stiamo meglio della Spagna , ma mai a dire ..”ma in che posizione siamo “?a 90°.e continuano a spendere soldi in inutili consulenze per chiedere con mila euro cosa fare quando tutti dicono la stessa minestra , non servono i saggi per sapere che siamo oppressi, questo paese vive (e muore) solo per campare l’assurdita macchina burocretica che non ha nessun paese , dicono che vogliono copiare i modelli Esteri , perché non incominciano dai loro ruoli anziché da quelli che tagliano il popolo?!

  26. Volare 12 Aprile 2013 at 11:16 pm #

    In aereo andando a Berlino, da Milano, avevo una giovane ragazza, neo-laureata in chimica (se ricordo bene) accanto a me: “e’ la prima volta che vai a Berlino?” le chiesi; “no, la seconda” “e quando torni in Italia?”… “Mai più: ho passato un anno a cercare lavoro senza successo; ho fatto una sola application in Germania e mi hanno assunto a tempo pieno immediatamente”.
    Durante questa conversazione mi domandavo: “chissa’ di che qualita’ sara’ l’immigrato appena sbarcato in Italia che sostituira’ questa ragazza che stiamo esportando”.

    Io mi sono auto-esportato nel 2007 in quanto il mio mondo in Italia era dominato dalla generazione precedente e non c’era spazio per nessun altro.
    6 anni dopo, la generazione precedente che mi impediva di crescere e’ fallita; io nel frattempo ho fatto fortuna all’estero. Torno in Italia solo per le vacanze e non investirò un solo euro in questo paese, finche’ non ci saranno un sistema giudiziario efficiente ed un sistema fiscale ragionevole.. Purtroppo ho l’impressione che cio’ non avverra’ molto presto..
    Tutta la mia solidarieta’ a Zucchi, uomo con le palle e che ha il coraggio di metterle sul tavolo!

    • Leonardo 13 Aprile 2013 at 12:37 am #

      Grazie per la testimonianza

  27. Fabio 12 Aprile 2013 at 7:00 pm #

    Una storia, la mia, di ordinaria persecuzione da parte dell’agenzia delle entrate. Cosi dopo 22 da imprenditore in Italia, quando finalmente mia figlia ha raggiunto l’eta per capire, ho deciso di re iniziare dalla gavetta in un paese piu’ civile e mi sono trasferito a Londra dove almeno ho la speranza di poter ottenere un trattamento meritocratico.

  28. Fabio 12 Aprile 2013 at 4:35 pm #

    Probabilmente lei è una persona onesta peccato che il 90% di voi onesti imprenditori ASSUMETE GENTE A 300 max 600 EURO AL MESE IN NERO ( INDIANI RUMENI ECC..non sono razzista assolutamente sono straniero pure io in parte, voglio solo regole come in tutta l’Europa che non sfrutta gli immigrati in nero…) E GLI ITALIANI A CASA…..se poi uno chiama la finanza, colui che denuncia passa pure i guai… dunque il suo comportamento è solo quello di un mediocre egoista, Italiota che come al solito non ha capito che l’Italia è così ridotta sicuramente per mille motivi, ma l’ingordigia finanziaria senza regole e una delle prime…. e tutti voi del settore lo sapete…. l’ho avete pure scritto che il capitalismo selvaggio e la fine della nostra civiltà!!!!!!!!!!!!

    • maurizio 12 Aprile 2013 at 6:04 pm #

      Fabio io non riesco a capire di cosa parla, in un negozio non assumi nessuno a 300 / 600 euro al mese sopratutto in nero perchè se ti arriva un controllo ti fanno chiudere l’attività.
      Forse nei campi di raccolta di mele o pomodori fanno così,dove esiste il caporalato che però è una storia diversa…
      Chiamare egoista una persona che sfiduciata vuole dare un segnale forte a uno Stato ladro e incapace, significa che Lei forse non conosce come vanno le cose nel resto d’Europa con gli immigrati…
      Buona fortuna !

    • Paolo 14 Aprile 2013 at 2:34 pm #

      Lei è un dipendente, vero? Si alza, pendola, timbra, passa il tempo, timbra, pendola, torna a casa,

    • Luca 15 Aprile 2013 at 2:01 pm #

      Gestisca lei l’attività che Zucchi lascia allo Stato. Poi fra 3 mesi ci risentiamo.

  29. gianni 12 Aprile 2013 at 2:54 pm #

    non so chi sia il sig. che si firma luk ,ma per fortuna il Signore ci ha forniti di cervello e per fortuna non l’ha inserito a tutti allo stesso modo. Quando si scrive bisognerebbe che l’apparato comprendente la famosa materia grigia sia inserito! Signor Zucchi ha tutta la mia solidarietà

  30. gigi 12 Aprile 2013 at 10:43 am #

    Buongiorno Sig.Zucchi, mi dispiace moltissimo per Lei e per molti altri nostri Italiani.
    La mia storia è incredibile: si pensi che collego aziende in difficoltà e non, a certi contatti per farsi i propri business, c’è tantissimo lavoro da fare, la grossa difficoltà e che le banche non aiutano per produrre ” avendo già gli ordini in mano ” INCREDIBILE ” etc…

  31. ondine 12 Aprile 2013 at 8:36 am #

    Anche mio marito ed io siamo imprenditori. Quanto vorrei che questo paese sia un paese di speranza per i miei gigli. Ma non ci credo piu. Finquando noi italiani rimaniam seduti davanti alla televisione a seguire il cacio e i show scadenti, con un piatto di pasta preparato dalle mogli affaticate non potra succedere niente e i migliori e i corragiosi come zucchi se ne andranno.

  32. Roberto 12 Aprile 2013 at 6:12 am #

    Fratelli D’Italia… già, che amarezza! E pensare che potevamo essere una potenza mondiale, con la nostra cultura, storia, bellezze ambientali , fantasia eccetera. Credo che ci portiamo dietro ancora le maledizioni di Annibale e di tutte le popolazioni sottomesse dai Romani

  33. Angelo 12 Aprile 2013 at 3:15 am #

    Questa storia e’ vecchia, credo sia nella nostra natura di italiani. Non per nulla il fascismo e’ stato inventato da noi. Ci mettiamo nei guai a tal punto con le nostre mani che, speriamo che uno salga sul balcone a Palazzo Venezia e dica: ‘Ci penso io!’

  34. olywer 12 Aprile 2013 at 12:50 am #

    io posso solo dire che dopo 25 anni di lavoro mi ritrovo disoccupato , costretto ad emigrare perchè a 49 anni qui in questa nazione del cavolo nessuno mi assume perchè troppo vecchio per il mio tipo di lavoro troppo giovane per quella che loro chiamano pensione , mi ritrovo giornate intere a fare anche dei brutti pensieri , adesso forse tramite un amico vado in svezia solo lasciando gli affetti più cari in Sardegna , chi vivrà vedrà ,spero solo di riuscire ad avere uno straccio di lavoro e qui non tornerò neanche da morto ,,

  35. enea 12 Aprile 2013 at 12:04 am #

    quando hai scelto il paese fammelo sapere. grazie!!!!!

  36. Carlotta 11 Aprile 2013 at 10:08 pm #

    Putroppo con amarezza condivido le parole di ZUcchi,qui in Italia non si può lavorare e non si possono fare crescere i figli.
    Io e mio marito abbiamo pensato di cercare lavoro in un altro paese che accetti gente che ha voglia di lavorare e non la tratti come nemici
    Io sono stanca di lavorare per mantenere lo stato !!!!

  37. Antonio 11 Aprile 2013 at 10:05 pm #

    non ho più una vita al di fuori del lavoro, vivo solo per lavorare 365 giorni all’anno e nonostante questo sono spalle al muro, con un’attività un tempo valida uccisa da tasse e contributi.
    ho sprecato una vita, ma non sprecherò una morte.
    Se va male per me, mi porto dietro qualcun altro.
    Scusate lo sfogo.

    • Andrea Zucchi 15 Aprile 2013 at 5:03 pm #

      Antonio,
      prima di fare sciocchezze facciamo due chiacchiere, la prego.

  38. luk 11 Aprile 2013 at 9:16 pm #

    bhe uno che pensa che 40 a settimana sono un problema lo posso assumere io sono operaio di fabbrica ma con 1400 euro mi posso permettere come la maggior parte degli imprenditori italian di pagare uno per 80 ore a settimana e pagarlo 600 euro come fanno moltissimi in italia quindi non emigri resti tra noi che viene il suo turno ci divertiamo cosi vediamo se emigra per le 40 ore e le tasse o per le 80 ore e i 600 euro gli affitti i problemi economici e tutto il resto avete fatto quello che volevate in questo paese con sto piagnistero sfruttando le persone e evadendo in massa che siamo il paese con l’evasione piu’ alta d’europa corruzzione piu’ lata d’europa e c’e’ ancora chi da ragione a sta gente andatevene perche se non ve ne andate prima o poi vi cacciamo noi gentaglia

    • ROSA 12 Aprile 2013 at 11:31 am #

      mi meraviglio che c’è gente che la pensa come il sig.luk veramente quesati hanno fatto il lavaggio del cervello per far credere che veramente i ladri siamo noi imprenditori è assurdo evidentemente il signore ha fatto sempre il dipendente e nn può sapere le difficoltà di ogni genere che si devono affrontare .condivido pienamente quello che dice zucchi ha perfettamente ragione noi siamo i nemici dello stato noi siamo i ladri i truffatori gli evasori siamo coloro che abbiamo ridotto l’italia così sig. LUK CREDO CHE DEBBA INFORMARSI UN PO DI PIù:

      • Dibo 13 Aprile 2013 at 6:45 pm #

        Preghi Cristo che quel delinquente che Le dà 1400 euro tutti i mesi continui a poterglieli dare. Corruzione una “z” prego.

    • Max 12 Aprile 2013 at 11:52 am #

      Ma non fare ragionamenti da cretino, guarda che se non fosse per gente come quell’imprenditore l’Italia non esisterebbe nemmeno, e ringrazia dio che ci sono gli imprenditori che ti assumono e ti pagano le tasse, che per come ragioni a te ti danno pure troppo!

    • Luca 12 Aprile 2013 at 12:11 pm #

      di nuovo la solfa dell’evasione…vorrei guardare in faccia il tuo idraulico…

    • roberto 12 Aprile 2013 at 12:18 pm #

      Purtroppo la cultura e la conoscenza non si apprende dal lavoro e dal sindacato ma dallo studio. La gentaglia è quella che si inventa un’azienda che crea lavoro, per gli operai, che paga le imposte, indirette e dirette, che crea volano per il PIL. Gli operai fanno parte di questo grande ingranaggio, e in Italia sono tra i più tutelati, che crea ricchezza ma … arriva la Pubblica Amministrazione e tritura questa ricchezza. Si vuole far credere che i grandi evasori siano i piccolissimi artigiani, commercianti o imprenditori per proteggere i grandissimi evasori: banche, multinazionali, assicurazioni, lobby farmaceutiche e della sanità, medici con doppi lavori.
      Siamo arrivati al paradossi di voler far credere che Equitalia stani gli evasori; Equitalia è il concessionario che incassa (raddoppiando) qualsiasi tassa dichiarata ma che non è stata versata per qualsiasi motivo (dimenticanza o impossibilità). Quando la gentaglia avrà chiuso tutte le imprese gli ex dipendenti potranno andare in fila fuori l’Inps a chiedere quanto di diritto.

    • Mr Antonino 51 12 Aprile 2013 at 2:39 pm #

      Differenza tra un operaio ed un imprenditore.
      Operaio:40 ore di lavoro settimanale.
      Imprenditore: 80 Ore di lavoro settimanale.
      Operaio: 1.400€ mensile in busta paga garantiti.
      Imprenditore: 1.400€ Operaio; 1.000 € di contributi per lo stesso; 1.400€ Iva, inps, inail, Irap, e chi più ne ha più metta…€ 500 Luce, acqua, telefono; €… Mezzi di trasporto, carburante, tassa di circolazione, revisione mezzi… Se rimane qualcosa sono suoi.
      Operaio: in media un’ora di malattia al giorno.
      Imprenditore: Vietato ammalarsi; Deve dare lo culo per non farti mancare il lavoro.
      Operaio Luk: Vai a cagare, tanto tu puoi permettertelo, io, Imprenditore, non potendo mangiare, non posso fare neanche questo.

    • BARBARA 12 Aprile 2013 at 5:37 pm #

      CARO LUK EVIDENTEMENTE RAGIONI IN MODO PIATTO E POCO OBBIETTIVO COME LA TUA VITA DA DIPENDENTE TI PERMETTE!!!! .. MI PIACEREBBE FARTI VEDERE LA MAREA DI TASSE ASSURDE CHE DOBBIAMO PAGARE OGNI MESE,( SI PAGA LA TASSA SULL OMBRA CHE I TENDONI ESTERNI FANNO SUL SUOLO PUBBLICO, SI PAGA LA TASSA A SECONDA SE L INSEGNA E’ PIATTA O SPORGENTE PERCHE’ OCCUPI LO SPAZIO AEREO DELLO STATO ..) NOI PICCOLI, MEDI IMPRENDITORI PER NN METTERE A RISCHIO I POSTI DI LAVORO COME IL TUO!!! DOVRESTI VERGOGNARTI DI QUELLO CHE DICI E INFORMARTI UN PO’ DI PIU’ VISTO CHE QUELLI CHE RUBANO E EVADONO SONO PROPRIO QUELLI CHE HAI VOTATO TU PERCHE’ TI TUTELASSERO!!!!! IO, PER NN FAR PERDERE LA PENSIONE ALLE MIE 2 COMMESSE ALLE QUALI MANCANO 2 ANNI PER MATURARLA, E QUINDI LICENZIARLE, NN STO’ PAGANDO L ASILO DI MIA FIGLIA DA 4 MESI. NOI NN ABBIAMO MALATTIE RETRIBUITE, IO NN HO POTUTO USUFRUIRE DELLA MATERNITA’ PER NN FALLIRE E VADO IN FERIE DOPO CHE HO PAGATO CONTRIBUTI, IVA E TASSE SE MI RIMANGONO SOLDI!!!!! VERGOGNATI!!!!

    • ROBERTO 12 Aprile 2013 at 7:11 pm #

      Sig Luk , potrebbe cercare di scrivere in maniera più chiara che non si capisce un emerito c…o di quello che ha detto??? In ogni caso vorrei proprio vederla , Sig Luk , quando di persone come Zucchi che vi danno da mangiare , non ci saranno più perché costretti a chiudere perché il Suo stato non paga ma pretende di essere pagato. Vorrei proprio vederla Sig Luk , dopo aver cacciato chi vi paga lo stipendio come farà a mangiare ed a trovare il tempo per dire una VALANGA DI STRONZATE !!!
      Sig Luk, sei proprio uno STRONZO !!!

  39. corso marco 11 Aprile 2013 at 8:58 pm #

    Voglio andarmene anche io disponibilita’ immediata! Operaio specializzato in serrande finestre tende strutture in legno

    • alex 12 Aprile 2013 at 8:17 am #

      vai in svizzera, un mio conoscente si è trasferito la a montare porte e finestre.

  40. Salvatore 11 Aprile 2013 at 8:47 pm #

    Andrea sono completamente d’accordo con te e mi sto organizzando. In bocca al lupo!

  41. Giuseppe Callegari 11 Aprile 2013 at 7:39 pm #

    Condivido tutto il contenuto al 100×100

  42. beppe 11 Aprile 2013 at 2:44 pm #

    Non pensavo di poter dire un giorno di essere d’accordo con un imprenditore… beh, quel giorno invece è arrivato!

  43. Herman Gremlich 23 Novembre 2012 at 12:40 am #

    Ho letto qualche commento,,si capisce chiaramente che vivono tutti in un paese in grande sofferenza,ma perche’ non vi siete svegliati prima.Perche’vi accorgete solo adesso che ci hanno svenduto alle multinazionali, che sta diventando un paese invivibile, lo dico da povero pensionato,dopo aver lavorato e pagato una valanga di tasse e contributi mi trovo con mille al mese,qui al nord si fa la fame.Zucchi ha ragione ad andarsene,ormai questo paese e’ distrutto dalla burocrazia da un sistema statalista peggiori che ci sia sul pianeta.Per accorgersi basta passare i confini e ci si rende conto della differenza.Buona furtuna a tutti.

  44. Giobbe 11 Novembre 2012 at 3:57 pm #

    TUTTO ERA STATO PREVISTO, MA POLITICI INCAPACI CI HANNO PORTATO ALLA ROVINA
    Così la Cina ci rovina Non solo magliette e pantaloni. Ma anche mobili, gioielli, frigoriferi, rubinetti: i campioni dell’export italiano rischiano di essere travolti in Europa da una concorrenza «impossibile». È il momento di bloccarla? > Forum 03-06-20052:00 Invia per e-mail Stampa di Raffaella Galvani C’è un rapporto riservato sulla situazione del made in Italy che fa paura. Poche pagine e qualche tabella, ma i contenuti sono esplosivi. Cifre alla mano, lo studio della Fondazione Edison, che Panorama può anticipare, dimostra che gran parte del sistema industriale italiano non solo è entrata in crisi profonda, ma rischia di subire drastici ridimensionamenti nel giro di pochi anni. E che, se non si prendono contromisure che vanno ben al di là dell’abolizione dell’Irap, da qui al 2009 sono in serio pericolo come minimo un milione e mezzo di posti di lavoro. La causa? «Per almeno due terzi la crisi dell’economia dell’Italia è dovuta alla concorrenza della Cina» sostiene Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison e autore del rapporto. Questa volta non si tratta del solito grido d’allarme in difesa dei produttori di magliette o pantaloni, massacrati dalla liberalizzazione degli scambi con Pechino a seguito dell’ingresso nella Wto. Lo studio condotto da Fortis analizza infatti i dati di mobili, cucine, oreficeria, rubinetti, valvole, sedie, divani, frigoriferi, piccoli elettrodomestici, macchine utensili per il legno, lampade. Insomma, il meglio della produzione dei settori fiore all’occhiello del sistema paese, quelli che con il loro export sostengono l’economia italiana. In tutto 40 prodotti che, sulla base dei dati disaggregati del commercio con l’estero, risultano in testa alla classifica dei 587 articoli in attivo della bilancia commerciale. Ma che attivi rischiano di non essere più, falcidiati dalla concorrenza cinese. Qualche esempio? Prendiamo i mobili e le cucine: con 4,2 miliardi di euro, questo settore rappresenta la seconda voce positiva della bilancia commerciale dopo i componenti per auto. Dal 1996 al 2004 l’export di mobili e cucine della Cina verso l’Europa dei 15 è aumentato del 915 per cento contro il 22 dell’Italia. Oggi l’export made in Italy verso l’Ue vale solo una volta e mezzo quello cinese, mentre nove anni fa il rapporto era di 13 a uno. (Continua)CINA, VOLA L’EXPORT DI SCARPE Le importazioniin Europa di calzature cinesi è aumentato del 700% nei primi 4 mesi del 2005. E la Ue pensa a sanzioni Il sistema di sorveglianza messo in atto dalla Commissione europea ha mostrato un aumento delle importazioni di calzature dalla Cina del 700% tra gennaio e aprile scorso in rapporto allo stesso periodo dell’anno precedente. Lo ha detto la portavoce del commissario Ue Peter Mandelson sottolineando che al momento Bruxelles “sta valutando attentamente i dati riflettendo” sull’eventualità di misure. Nei dati stilati dall’esecutivo Ue si riscontra “un abbassamento del 28% dei prezzi di vendita di queste sei categorie di calzature sempre nei primi quattro mesi dell’anno in corso, rispetto al 2004″ ha spiegato il portavoce. Nel caso in cui l’industria calzaturiera richieda delle misure anti dumping Bruxelles “analizzerà l’eventuale richiesta con tutta l’urgenza necessaria”. “Dopo il tessile è allarme per il settore delle calzature nel made in Italy” dice il ministero delle Attività Produttive Adolfo Urso – solo nei primi 4 mesi del 2005 la quantità di tali calzature arrivate in Europa ha superato di gran lunga quella di tutto il 2004, e rappresenta già il 139% delle importazioni di tutto lo scorso anno”. (ANSA) E la situazione, con cifre a volte ancor più preoccupanti, si riproduce per tutti i prodotti considerati (tranne gli occhiali): per sedie e divani la Cina è passata da 77 milioni a 1,2 miliardi di vendite nell’Ue, con una crescita del 1.464 per cento, mentre l’Italia da 1,3 miliardi è salita a 1,9. Nei rubinetti e nelle valvole, poi, dove l’Italia batteva la Cina 27 a uno, oggi l’Italia non raggiunge neppure il 3 a uno. Insomma, secondo i dati della Fondazione Edison una vera débâcle che, fatte le somme, equivale a 13 miliardi di euro di maggiori vendite sullo scacchiere europeo del Drago cinese, che sta colpendo e rischia di devastare tutti i settori strategici del made in Italy. E se è vero che l’Europa non è il mondo, Fortis conferma, sulla base dei dati, «che in media per l’Italia rappresenta tra il 40 e il 60 per cento dell’export. La guerra apertasi in Europa si sta replicando anche su altri mercati». Come si è arrivati a questa emergenza? Per lungo tempo, in effetti, l’Italia aveva retto bene. Tra il 1990 e il 2003, mentre solo la Cina ha aumentato del 4,6 per cento la sua quota del commercio mondiale e tutti i paesi forti sono andati indietro, l’Italia è riuscita a perdere meno degli altri grandi esportatori, Usa, Germania e Francia compresi. «Ma negli ultimi anni la situazione è precipitata» ricorda Fortis. Il motivo? «L’Italia» sostiene «è in difficoltà perché è rimasta un paese industriale, a differenza per esempio della Gran Bretagna che ha puntato tutto sui servizi, deindustrializzando intere regioni. Inoltre l’Italia non ha delocalizzato le produzioni come ha fatto la Germania in paesi a basso costo del lavoro, Cina in testa». Se si trattasse solo del costo del lavoro a crearci problemi, sostengono alla Fondazione Edison, sarebbe ancora poco male: il valore aggiunto delle nostre produzioni potrebbe aiutarci. Invece, spiega Fortis, non è così: «Non abbiamo degli imprenditori che sono improvvisamente diventati dei brocchi, solo gente che di colpo si è ritrovata di fronte un concorrente come la Cina che ha costi e oneri di produzione complessivi risibili, ma soprattutto può contare su una moneta, lo yuan, che negli ultimi tre anni si è svalutata sull’euro del 45 per cento. In queste condizioni non ha senso produrre più niente, neppure l’hi-tech». Sono privi di colpe gli imprenditori, che sono magari rimasti arroccati in settori obsoleti, non hanno investito in ricerca e innovazione, o, come emerge anche dall’ultimo rapporto Mediobanca, non hanno fatto crescere le loro aziende su dimensioni in grado di reggere la competizione globale? Dice Fortis: «È vero che Francia e Germania hanno un numero maggiore di grandi aziende, ma sono state proprio le multinazionali le prime a delocalizzare». (Continua)In Germania questo ha portato la disoccupazione per la prima volta oltre la soglia dei 5 milioni. «In Italia le piccole e medie hanno finora conquistato i mercati mantenendo le radici in casa. Non potranno però reggere a lungo». In effetti, basti pensare ai casi della De Longhi (piccoli elettrodomestici), o della Natuzzi (divani), le prime fughe verso la Cina o le prime crisi eccellenti sono già iniziate. «E se non si interverrà, arriveremo allo smantellamento del sistema industriale» teme Fortis. Esagerato? Lui è convinto di no. Al punto che va esponendo le sue tesi a destra e a sinistra. Ha partecipato come esperto alla conferenza nazionale sul commercio con l’estero a fianco del viceministro delle Attività produttive Adolfo Urso a fine febbraio; e il 2 maggio si è presentato a Bologna, alla Fabbrica del programma di Romano Prodi. Certo, secondo Fortis il primo a dover intervenire sarebbe il commissario europeo al Commercio Peter Mandelson: innanzitutto con le clausole di salvaguardia, che consentono fino al 2008 di porre dei limiti di crescita del 7,5 per cento annuo all’import dalla Cina di prodotti che superino le soglie d’allerta registrando incrementi tra il 10 e il 100 per cento rispetto al 2004. Ma anche, o soprattutto, affiancando gli Usa in una pressione che porti le autorità cinesi a rivalutare lo yuan. Mandelson invece prende tempo. I motivi? Alla Fondazione Edison condividono il parere dell’economista americano Dominick Salvatore, consulente di Nazioni Unite, Banca mondiale e Fmi, secondo il quale ci sono paesi europei che non vogliono inimicarsi le autorità cinesi sperando di fare affari con loro, dagli armamenti alle tecnologie. Ma a proposito di affari, fino a che punto è vero che la Cina, oltre che una minaccia, rappresenta una grande opportunità? Anche qui Fortis spariglia le carte. «Intanto con Pechino l’Italia ha un saldo negativo di 7,4 miliardi di euro. Si fanno tante chiacchiere, ma finora l’unico paese che davvero ha fatto affari con la Cina è la Germania, che nel 2004 ha esportato per 21 miliardi di euro a base di centrali e reti elettriche, treni superveloci, airbus o fabbriche chiavi in mano per aziende tedesche che delocalizzano». Altri paesi come la Gran Bretagna esportano meno di noi: 3,4 miliardi di euro contro i 4,4 dell’Italia. «Ma questi 4,4 miliardi di export equivalgono a poco più di quanto vendiamo al piccolo Portogallo» spiega Fortis. È poco perché abbiamo dormito? Forse, dicono alla Fondazione Edison. Anche ipotizzando una crescita annua dell’export del 15 per cento nei prossimi anni (negli ultimi sei mesi ci siamo mantenuti sul 5 per cento), solo nel 2015 le vendite verso la Cina eguaglierebbero quelle con la Spagna, che sono a 20 miliardi di euro. Al ritmo del 10 per cento, dovremmo aspettare il 2020. Sarebbe troppo tardi

    • Andrea Zucchi 12 Novembre 2012 at 1:04 pm #

      Scusate, ma se qualcuno ha voglia dileggersi sta pappardella e mi fa un riassunto….

      • Giobbe 27 Dicembre 2012 at 10:03 pm #

        Piu semplicemente leggere http://www.lacinacirovina.it/index.html

      • walter fortuna 17 Gennaio 2013 at 9:32 am #

        Buondì Sig. Zucchi.Per caso leggo tardivamente questa notizia. Purtroppo seguo poco o nulla più la tv italiana essendo spesso in Slovenia. Il Web è più veloce e funzionale.
        Un passaporto ad un’imprenditore italiano è più facile venga dato in Croazia che Slovenia ma per contro, tra 2 Stati in recessione, la Slovenia offre meno sorprese rispetto alla Croazia. In ex Yugoslavia c’è sempre stata una forte e radicata corruzione e forme di criminalità locale diverse da quelle italiane ma quando un Paese è con l’acqua alla gola con i suoi conti deve per forza accogliere gli imprenditori stranieri a braccia non aperte ma spalancate. Io arrivo dall’export tessile e calzature per Slovenia e Croazia, ho doppia cittadinanza Slovena e Italiana. Penso di conoscere un pochino questi Stati… Non so che progetti abbia Lei ma le assicuro che le Camere di Commercio per l’ex Yugoslavia danno info e assistenza minime. La mia mail è kragulj70@libero.it. Walter Fortuna ( TS )

    • Dante 11 Dicembre 2012 at 1:34 pm #

      Caro Zucchi
      la sua condizione non è diversa da quella di centinaia di altri imprenditori italiani.
      ad alcuni di questi forniamo consulenza ed un appoggio finanziario.
      tuttavia non ci basiamo sui canoni italiani ma bensì sui canoni imposti dalla nostra bella ed indipendente isola.
      l’Isle of Man.
      La mia compagnia ha sede quì.
      Mi contatti via E-Mail se può dirsi interessato le spiegherò meglio e magari ci potremo vedere, anche in Italia, per scambiare due parole.
      Solitamente non tratto direttamente con i client ma la situazione Italiana comincia ad essere davvero incontrollabile, percui preferisco, quale President, vagliare di persona i problemi che Vi affliggono.
      Purtroppo la nomea italiana non è molto affidabile ma io una mano non la ritraggo per nessuno in linea di princìpio.

      Mi faccia sapere.

      Distinti Saluti
      President Dante Fontana, S.M.C.C. Douglas I.O.M.

      • Dante 14 Dicembre 2012 at 2:24 pm #

        e-mail: saintmatthewfinancial@gmail.com

        • Ezequiel R. Sanchez 24 Aprile 2013 at 12:06 pm #

          Buonasera,
          sono un imprenditore della Galizia, come da voi in Italia, paese in cui abbiamo intessuto negli anni centinaia di buoni rapporti e proficui commerci, anche da noi, forse in maniera peggiore data la durezza con cui la Comisaría General de Policía Judicial, la vostra Guardia di Finanza, colpisce gli imprenditori, sopratutto medi, come lo sono io.
          Ho circa 200 dipendenti in Galizia e purtroppo ad Ourense, la città in cui era sita la centrale della mia Azienda, c’è stata una forte repressione del governo madrileno contro l’imprenditoria privata con decine di suicidi, anche tra colleghi che mi vanto di chiamare amici.
          Ero sul punto di mollare o tentato di fare come il Sig. Zucchi ed andare all’estero ma, in verità non sapevo a chi rivolgermi, quindi durante un viaggio di lavoro in Inghilterra ho conosciuto un vostro compaesano. Como anche noi espagnoli, purtroppo, gli italiani sono famosi per parlare e mantenere poco, (non vi offendete), ma la chiacchierata con questo sig. Fontana mi ha subito ispirato fiducia oltre che sembrarme una persona muy seria.
          Così, mi ha lasciato una tarxeta de presentación e ci siamo salutati. Poi per un mese mezzo mi soy dimenticato della cosa fino a quella tarxera ho trovato nella mia valigia, ed ho chiamato.
          Devo dire che subito i costi mi sono sembrati alti ma giusti, l’unica necessità era di farsi pagare anticipadamente, e poi mi è stato spiegato anche il perchè ed è dereito.
          Ho incontrato il Presidente in persona, e devo dire che subito mi è sembrato molto giovane, avrà circa 40 anni ma, la sua competenza e la sua correttezza sono, come poi avrei scoperto, eccezionali.
          vi faccio exemplo: alla fine del mese scorso si chiudeva l’anno fiscale dove ho aperto la nuova azienda, io non sapevo di un risparmio di 200£ rispetto al preventivo al mese che in un anno viene circa 2400£…. ebbene non solo mi è stato comunicato che la ditta cui facciamo capo, la SMCC, ma mi sono stati recapitati a Tenerife dove ero en vacacións in contanti da un membro dell’SMCC direttamente nella Hall del resort.
          Vi posso garantire che in 45 anni di attività sul mercato non mi era mai successo.
          Oggi posseggo una ditta al di fuori della Espana, per la nostra lexislación è tutto corretto, tanto è che all’inizio dell’anno un Oficial de la Comisaría General de Policía Judicial, è venuto a chiederme (non facio el nome perprivacidade) a me se poteva incontrare con confidencialidade il Presidente, che ora è anche direttore della mia e di un altro paio di azienda che conosco, Fontana. così ho telefonato, ho chiesto ed indovinate un poco? ha mandato un aereo della loro aviacion a prenderlo e quando l’Oficial è tornato è persino venuto a ringraziarmi porque el Director non solo ha spiegato ogni mia mossa giustificandola ma anche consigliato di non dire a tutti cosa aveva fatto della mia azienda porque altrimenti la Galicia sarebbe restata senza aziende entro un anno.
          Devo ammettere che è dificile entrare nel sistema, sia per i costi, sia per gli obblighi ma con carta di resoconto in mano oggi posso vivere con la mia familia e non pensare quasi più all’azienda, che resta mia e mia è ogni decisione. Ho fatto questa scelta più che altro per mio fillo, poichè la SMCC ha un progetto aposta creato per gli eredi. E’ una specie di academia di gestione in empresa, e devo dire che, se il mio Miguel oggi è máis responsábel e maduro è anche grazie alla SMCC. Parlavo ieri con un amico di Padova e ricordo quante volte abbiamo parlato dei nostri fillos, tutti e due maschi, tutti e due con la passion delle auto, ecco, oggi ho un fillo che non ha più tempo per despropósito e lui stesso è un Uomo.
          Ho letto questo post perché questo mio amico cercando il President Fontana in Italia ha trovato quì, così mi sono permesso di rispondere, posso fare poco per il Director ma almeno questo me pareva doveroso.

          Grazie a Tutti.

          Enxeñeiro E.R.Sanchez

          Facer Desculpe para o Italiano non completamente certo

    • elegantissimo 5 Marzo 2013 at 1:33 pm #

      Egr. sig. Zucchi, Le suggerisco la repubblica Ceca, anche perchè non ha adottato l’euro(e mai l’adotterà) e si sta avviando ad una crescita costante. Aggiungo che è insita nella gente del posto ancora la solidarietà e l’aiuto reciproco. Italiani anni ’60. In Italia se non andranno tutti a casa, a riscrivere le regole, succederà il ’48 non se ne può più. Dicono che Befera(Equitalia) ha lavorato in banca come dirigente negli uffici: contenzioso e fallimenti, è tutto dire!

  45. Giovanni.B 21 Ottobre 2012 at 11:56 am #

    scusate gli errori ma sto scrivendo dal palmare

  46. Giovanni.B 21 Ottobre 2012 at 11:52 am #

    amici miei sfondate una porta aperta ,
    venerdi’ mi sono recato in slovenia per lavoro, alle 10.30 avevo finito con il cliente , essendo a Capodistria ed avendo letto quanto aveva fatto veneto stato sono entrato in una banca , succursale slovena di una banca italiana.
    dopo averi fatto fare 4 uffici una bellissima signora mi ha detto in un italiano perfetto, “mi spiace ma conformemente alle ultime leggi slovene non possiamo aprore conti ai non residenti”.
    mi sono detto OK forse ho capito male ed anche qua’ e’ come da noi.
    davanti c’era unaltra banca sempre succursale di una b. italiana entro e sento la stessa solfa.
    e mi ridico ” GIO’ , come mi chiamano gli amici, non hai proprio capito nulla.
    gia’ che nella piazza ne ho vista un’altra sempre di italica origine sono entrato e mi hanno ripetuto il ritornello.
    tutte queste erano nel raggio di 300 metri da dove avevo parcheggiato.
    vicino a dove c’era la macchina c’e’ una filiale di una banca austriaca, dato che sono duro di testa e d’orecchi sono entrato anche li’ erano circa le 12.
    ed alla mia domanda mi rispondono in un Italiano perfetto con un belissimo accento veneziano: ” Caro signore , certo che e’ possibile , vada a farsi il codice fiscale sloveno, poi, dopo le due venga qui’ che siamo aperti FINO ALLE 17 che facciamo tutto”
    mi sono recato all’uff del ministero delle finanzedove mi chiedono un documento, do il documento e chiedo del bagno, vado in bahno la gentilissima signora dello sportello mi da un foglio e mi dice buongiorno, rimango li impalato e la tipa mi chede se ho domande da fare le rispondo chiedendole se c’rano bolli o altro.
    mi guarda sorridendo come se fosse abituata alle estressioni stupite di noi italiani e mi risponde che non c’era nulla essendo un documento di stato in carta semplice .
    in attesa della riapertura della filiale giretto al porticciolo turistico, pranzo a base di calamari (ottimi) fritti patatine ed insalata,caffe’, birra tutto per 12 euri.
    solo il posto valeva la gita.
    alle 2 mi ripresento in banca, mi offrono unaltro caffe, mi fanno accomodare e dopo 15 minuto avevo il conto corrente con relativo accesso via internet.
    il bancomat e dati della connessione devo tornare a prenderle la settimana prossima perche’ serve la firma alla consegna della tesserina che viene spedita dalla sede di Lubiana.
    tutto parlando in italiano con tutti i prospetti della banca sono scritti in italiano ed inglese.
    morale della favola Le banche Italiane, anche all’estero hanno esportato il loro modo di essere st..ze.
    mi sto informando per trasferirmi in slovenia mantenedo l’attivita’ come agente di commercio per una ditta italiana, magari aprendo una commerciale.
    il tutto a 100 Km di autostrada da dove vivo ora.
    roba da matti a rstare in Italia.
    ciao a tutti e buona emigrazione.
    Gio

    • Giobbe 27 Dicembre 2012 at 10:23 pm #

      Giovanni , una esperienza simile, ai primi di novembre parto per riga in auto assieme a mio figlio ad una fiera , forli > nova gorica prima tappa hotel sabotin € 85,00 doppia, cena e prima colazione, seconda tappa polonia , € 65,00 x2 pernottamento cena , prima colazione, Riga hotel 4 stelle € 85 a notte con prima colazione all’americana (di tutto di piu)
      Ritorno tappa prima Polonia €60,00 in due con cena e prima colazione, seconda tappa Austria , a 50 km dal confine Italiano € 80,00 con cena e prima colazione. (Preciso che in tutti gli hotel wireless gratuito) . Dopo 2 gg Italia uscita Vicenza da solo Hotel € 75,00 cena 35,00 colazione gratuita (capuccio e brioss) collegamento a Internet € 6,00. Come puo un paese di questo tipo attrarre investimenti dall’estero e incrementare il turismo ? (I costi enormi a fronte di tasse assurde)

  47. giobbe 14 Settembre 2012 at 3:15 pm #

    Anche se in ritardo leggo questa verita’ vi invito a leggere la mia opinione sul sitema Italia, perche’ anche io ho pronte le chiavi da dare alla GDF qualora venga chiedermi come mai nel 2011 ho fatto una dichiarazione irpef in perdita, mentre gli studi di settore ecc.ecc.ecc. la mia risposta su http://lacinacirovina.it/index.html

  48. PASQUALE 7 Agosto 2012 at 7:47 pm #

    carissimo sig ZUCCHI, mi chiamo PASQUALE sono di RIMINI, la mia professione sono capo chef di brigata con 40 anni di esperienza, di cui 15 anni di estero, per cui oh girato mezzo mondo, stò aprendo attivita di ristorazione veloce col sistema del franchising sempre all estero con un mio marchio, sto cominciando proprio adesso,posso commentare che lei a perfettamente ragione su tutto quello che le successo, ma quando sarà all estero ritornerà a vivere nel vero senso della parola, io somo molto felce di vivere all estero ,attendo informazioni sul vostro progetto di LONDRA . distinti saluti.

    • Andrea Zucchi 7 Agosto 2012 at 10:35 pm #

      Pasquale,
      contattami su fb e ti darò volentieri i nostri contatti.

      Andrea Zucchi

      • Davide 1 Settembre 2012 at 3:09 am #

        Egregio Sig. Zucchi, il suo gesto mi ha molto colpito.
        Avrei voluto fare la stessa cosa, solo che non mi è più possibile in quanto i miei negozi ho dovuto chiuderli e un incendio doloso ha distrutto la sede della mia attività.. ed ho solo 28 anni!
        Ora ci saranno le Amministrative Regionali qui in Sicilia e il popolo più clientelare del mondo non farà nulla di nuovo!
        Peccato

        • luigi 8 Settembre 2012 at 12:40 pm #

          Sono uno che e’ stato spennato in borsa. Chiunque porta la sua azienda a quotarsi in borsa lo fa solo per derubare i risparmiatori. Zucchi e’ un massone padano che ha recitato la sua parte in tv, altro che poveraccio, ah ah ah

      • Paolo 2 Settembre 2012 at 10:43 am #

        Pensa a pagare il dovuto piuttosto, che non sei piu’ dritto degli altri. E a proposito degli statali le cui tasse sarebbero una partita di giro. Se arrivi in un pronto soccorso non credo che troverai partite iva a ricucirti: sono statali. Prova a spiegargli che li mantieni, e che le loro tasse sono una partita di giro.
        Per quanto riguarda il 9% della propria vita che dovremmo fare? Contare come lavorative anche le ore di sonno?
        Ragionamenti da occhialaio, che sta dietro il bancone. Ragionamenti da persona di corte vedute, che considera degno di rispetto solo il proprio lavoro. A proposito di fascismo: il fascismo crebbe proprio grazie a persone della tua levatura.

        • Leonardo 2 Settembre 2012 at 11:07 am #

          Fascisti, fin nel dna, siete voi che vivete alle spalle degli altri, non chi fa l’entrepreneur. In una società libera i servizi di cui si ha bisogno si acquistano, senza sprechi, a minor prezzo, volontariamente, evitamdo di mantenere schiere di nullafacenti. Vada a raccontar le sue barzellette a quelli che in ospedale entrano sano ed esconi storpi, oppure non escono proprio.

        • beppe 4 Settembre 2012 at 11:54 am #

          ENon si parla dei medici e paramedici, le cui assunzioni, salvo figli di.. o amici di.. o sponsorizzati da questa o quella parte,sono bloccate ed i nostri giovani devono espatriare. Si aprla di queio palazzi ,anche asl, pieni di uffici e di gente incompetente assunta a piene mani…

          • Max 7 Settembre 2012 at 2:19 pm #

            Bene, continuiamo con la criminalizzazione di chi “non fa impresa”. E già, perché non si sono rimboccati le maniche. E’ noto infatti che ogni giro che i polsini fanno lungo il braccio piove una caterva di soldi dal cielo: se li raccogli ti metti su un’impresa coi fiocchi, se non lo fai sei destinato a fare il medico, l’insegnante, il magistrato, il vigile del fuoco, il carabiniere… il mantenuto, insomma, a leggere certe atrocità.

            • Sciampu 11 Aprile 2013 at 3:21 am #

              Ma quanto vi rode solo perchè non capite l’italiano. Proviamo a calarla col cucchiaino: uno statale paga le tasse ma in realtà non paga, subisce una trattenuta chiamata tassa, e che per lui tassa è, ma non proviene dalle sue tasche, semplicemente rimane nelle tasche dello stato (partita di giro). Un imprenditore invece realizza ricchezza (non partite di giro con lo stato) e ne versa una cospicua parte in tasse allo stato che le utilizza in (minima) parte proprio per pagare gli stipendi agli statali. Questo non implica che si accusi gli statali di parassitismo, non si vivrebbe senza i servizi che offrono, ma semplicemente serve a chiarire chi in un paese produce davvero la ricchezza.

        • Dibo 13 Aprile 2013 at 7:01 pm #

          Le tasse dei dipendenti dello Stato sono una partita di giro. Vale a dire che non sono denari prodotti e versati, ma trattenuti. Sono numeri non soldi. Tutti i dipendenti lavorano per il netto non per il lordo. Con la differenza che un dipendente del privato ha un imprenditore che per lui versa soldi veri e guadagnati. Il dipendente statale ha invece uno stato che trattiene dei numeri sulla busta paga. Ergo è corretto dire che le tasse degli statali sono una partita di giro.

        • Dibo 13 Aprile 2013 at 7:14 pm #

          Le tasse degli statali sono una partita di giro. Non sono soldi veri guadagnati e prodotti, sono solo numeri trattenuti sulla busta paga. Un dipendente del settore privato ha un datore di lavoro che versa la sua irpef stornandola dalla busta paga e versando materialmente dei quattrini prodotti e guadagnati con una attività allo stato. Il dipendente statale subisce invece uno storno di numeri dalla busta paga che non sono soldi prodotti sono solo una percentuale del lordo corrispondente alla remunerazione per i servizi resi. Sono soldi che non esistono. Lo stato non li versa da nessuna parte. Gira i numeri all’Inps che è comunque dello Stato. E’ quindi corretto dire che si tratta di una partita di giro.

    • lorens 5 Settembre 2012 at 11:26 am #

      Salve sig.Pasquale mi chiamo Loredana ho letto il commento e ammiro la sua forza e la sua volontà.Noi dopo l’ennesimo faticoso e temendo anno abbiamo deciso di lasciare il paese. Sono terrorizata da tutto,dal futuro che non c’è qui, per mio figlio e non solo. Mio marito preferirebbe Londra, io anche un po più su. Sono dieci anni che provo a vivere, vorrei farlo.
      Distinti saluti

  49. est-wind 29 Luglio 2012 at 2:06 am #

    errata corrige

    ed il disatro è sempre più = ed il disastro è sempre più

    banchieri/bancarittieri = banchieri/bancarottieri

    indirizzi siti JAPTI :

    http://www.japti.si/home

    http://www.investslovenia.org/it/

  50. est-wind 29 Luglio 2012 at 1:40 am #

    Carissimo Andrea ti pubblico la lettera che ho scritto il 29 gennaio 2012 ad un mio amico di Reggio Emilia,
    penso sia ancora attuale visto che da allora le cose sono peggiorate ed il disatro è sempre più imminente…

    ***************************************************************
    Mentre “super testa di ” , “La mente piu amata dai banchieri/bancarittieri”… continua a sparare cazzate e balle colossali su tutti i media italiani
    (quelli stranieri non lo cagano neanche più)

    nessun giornalista italiano si permette di dirci quello che in Slovenia hanno già fatto 4, dico, quattro anni fa….

    fonte più che attendibile la famigerata ICE (istituto commercio estero)

    ente pubblico caduto in disgrazia ai tempi di tangentopoli
    (fiore all’occhiello del duo Craxi-Forlani)
    eclissatosi per eccesso di ruberie, truffe e sparizioni di fondi pubblici per un totale che all’epoca non si riusciva nemmeno a scrivere per quanti zeri avesse ai tempi della lira (scandalo del 1992)
    Gli organi istituzionali dell’ex ICE sono decaduti a seguito della soppressione dell’Ente con L. 111 del 15 luglio 2011 (Berlusconi)

    come dalle proprie ceneri rinasce l’ araba fenice, ST(?) Mario con la Legge 22 dicembre 2011 n. 214 istituisce l’Agenzia ICE rifinanziandola, dandogli un bel nome in inglese e piazzandoci i suoi amici ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane – attualmente in gestione transitoria
    e guarda un po la faccia del nuovissimo direttore generale

    http://www.ice.gov.it/corporate/direttore.htm

    leggendo il curriculum sembra proprio che gli abbiano cucito l’ente addosso, proprio come un vestito su misura….
    a te a quarant’anni non solo non ti assumono in banca come cassiere, manco ti fanno un mutuo e a questo….
    A 39 anni entra nel Comitato Esecutivo del Consiglio di Amministrazione della Banca Cassa di Risparmio di Asti SpA – AT – di cui è Vice Presidente Esecutivo dal 2004 e membro del Consiglio di Amministrazione del Fondo Pensione per i Dipendenti Bancari.

    a leggere il resto i casi sono due:
    o questo ha una testa da premio Nobel e fra tre mesi il pil dell’Italia vola ai livelli della Cina
    ( +9 %)

    oppure è il figlio illegittimo (segreto) di Giulio Andreotti con una figlia/nipote/zia di Totò Riina da Corleone

    la comunicazione è rivolta agli imprenditori italiani che già operano sul mercato russo,

    come dire:
    al contadino (sfigato ed ignorante) non far sapere quanto è buono il cacio con le pere

    domenica 3 febbraio 2008
    Slovenia: costituzione di una SRL in un’ora e mezza

    (ICE) – ROMA, 01 FEB – La costituzione di una società a responsabilità limitata in Slovenia è dal 1° febbraio gratuita e può essere fatta in circa un’ora e mezza di tempo. Si risparmiano così circa 600 euro, che erano fino a gennaio necessari per la costituzione di una s.r.l., con capitale di costituzione di 7.500 euro.
    .
    La costituzione si può fare tramite il sito dell’amministrazione pubblica VEM – Vse na enem mestu (Tutto in un posto) evem.gov.si o in uno dei 300 punti di registrazione VEM. Il progetto VEM è nato a giugno 2005 e all’inizio permetteva la registrazione agli imprenditori autonomi; da febbraio 2008 si è esteso anche sulle S.r.l. Il progetto VEM costava 2,4 milioni di euro, il 85% dei fondi sono stati finanziati dai fondi strutturali europei. (ICE LUBIANA)
    .

    http://evem.gov.si/evem/en/home.evem

    questo è l’indirizzo dell ufficio di supporto @vem più vicino

    AJPES, branch Nova Gorica Trg Edvarda Kardelja 1 Nova Gorica

    info.ng@ajpes.si tel 05/ 338 62 00

    distanza da Reggio Emilia
    (informazione per le vittime del sisma che prima di 4 anni non riusciranno, anche mettendoci loro i soldi, a ricostruire i capannoni)
    351 km, 3 ore 25 min 351 km,
    50€ di carburante 30 di autostrada

    da casa mia meno di 20 km 15 minuti

    http://maps.google.it/maps?q=Trg+Edvarda+Kardelja+1+Nova+Gorica+slovenia&hl=it&ll=45.94924,13.547173&spn=0.192878,0.305901&sll=45.943511,13.558846&sspn=0.192898,0.305901&t=h&z=12

    e dulcis in fundo beccati questa !!!

    accendi per qualche ora la tv, fai il pieno di un altra vagonata di cazzate, oscenità demagogiche e promesse da marinaio elargite a noi poveri gonzi sprovveduti dal bocconiano che ha surclassato alla grande Vanna Marchi nel telefacking …
    112 € annue di canone per bearci delle sue puttanate…
    spegni tutto !

    rifletti in silenzio sulle parole di Gandhi:
    La vera moralità non consiste nel seguire un sentiero già tracciato, ma nel trovare il vero sentiero da soli e nel seguirlo senza paura
    La felicità e la pace del cuore nascono dalla coscienza di fare ciò che riteniamo giusto e doveroso, non dal fare ciò che gli altri dicono e fanno

    poi apri questo sito e sgrana gli occhi !!! Fatti non balle

    Contatta la JAPTI per piú di un semplice consiglio e scoprirai cosa la JAPTI può fare per te.

    Agenzia Pubblica della Repubblica di Slovenia per l’Imprenditorialità e gli Investimenti Esteri

    **************************************************

    da allora ci sono stati svilluppi,
    ho ancora molto da dirti: l’unione fa la forza
    est-wind@libero.it

  51. Corto Maltese 15 Luglio 2012 at 1:42 am #

    Sig. Zucchi, complimenti per il lucido ragionamento, merce rara nell’Italia di oggi. Ho abbandonato l’italia 5 anni fa muovendomi verso il centro america, tornato alla “normalità” imprenditoriale (paghi le tasse solo se guadagni realmente, non c’è credito ma i bonifici sono in tempo reale). Piccoli volumi, piccola economia, piccoli rischi, ma grandi soddisfazioni. un banco di prova per capire se veramete le mie rotelle non funzionavano quando ero in Italia, o se erano le rotelle di qualcun altro. Non capivo il motivo di lavorare tanto e riempirmi di debiti….
    Ora guadagno quanto lavoro e non ho nessun debito.
    Ossigenato ed aperte diverse piccole attività, sto raggiungendo capacità e numeri per spostarmi più in alto, stato uniti o canada, dove spero di essere fortunato e trovare la città “giusta” dove ripartire un’altra volta, dopo 7 anni di “ferie-lavoro”. Ci vuole coraggio e forza, ma paesi che sembrano sottosviluppati possono offrire molto di più delle nostre terre “sviluppate”, senza la pretesa di convertirsi in una fortune 500 in 2 anni….

    • Luigi 1 Settembre 2012 at 3:10 pm #

      fatta la stessa scelta, andandomene via da Roma a Viterbo. Quei soldi per un appartamento romano li sto facendo fruttare…

  52. Mauro 8 Luglio 2012 at 12:37 am #

    Carissimo Zucchi, condivido appieno soprattutto lo sfregio sublime di lasciare le chiavi di attività dove si lavora, dove se fadega, a uno nella cui cultura lavoro si traduce con travagghiare, si perchè per loro il lavoro è un travaglio, una roba da evitare se possibile.
    Non serve andare lontano, una volta le imprese delocalizzavano in Romania o in Cina, oggi si va in Svizzera dove la GGBA http://www.ggba-switzerland.com o il progetto Copernico offrono a chiunque abbia attività interessanti per loro condizioni irripetibili e irrinunciabili in un paese con un TTR (total tax rate) del 30% contro il 68.6% italiano. In un paese dove saranno anche tristi ma spesso c’è più vita che in tanti posti in Italia, dove di notte non ci sono quelli che fanno casino con le moto per le strade e si può dormire, dove la gente rispetta le leggi, dove non guidano ubriachi, dove non esistono sequestri di persona e gli antifurti in casa non sono una necessità, dove i treni sono puntuali e ci sono le piste ciclabili, dove se vuoi emigrare devi farlo legalmente, dove non ci sono mafie, camorre, sacre corone unite, n’dranghete o regioni dove l’evasione fiscale è il 90%. E non ci rompete il razzo con la storia dell’imprenditore evasore che non sapete nemmeno come si redige un bilancio e cos’è uno studio di settore oltre a non immaginare nemmeno che chi scrive paga 10 volte le tasse che pagate voi ergo datevi una mossa perchè non vi deve più poter essere permesso di pesare sulla collettività con la scusa che fate 8 ore al giorno e che non potete evadere.

  53. OMNIA 5 Luglio 2012 at 7:06 pm #

    Anche io concordo con Zucchi sul fatto che lo strozzinaggio ormai è cosa politico-bancaria, però vorrei anche suggerire di concordare con altri imprenditori come lui di fare resistenza comune contro chi fa questi espedienti anormali (tasse anormali) e predilige le banche alla collettività. Ritengo che in tale modo avrebbero l’aiuto dalla popolazione in quanto sia bene, questa falsa crisi è stata studiata a tavolino, come nel 1929.

    Chi ha creato ed applicato tali espedienti, si crede “pescatore”che ha tirato le reti, ma è un altro con il classico delirio di onnipotenza. La cosa che fa peggio è che la gente non ha reazione…

    • Andrea Zucchi 6 Luglio 2012 at 1:05 pm #

      Chi ha creato questa crisi confida nella resistenza dei più che gli riempirà le tasche, svuotando la vita dei resistenti.

      Desistere Desistere Desistere.

      Il 15 Luglio a Bologna per sapere come organizzarci un futuro libero e pieno di vita.

      • Ornella 10 Luglio 2012 at 12:41 am #

        Egregio signor Zucchi, capisco la sua frustrazione ha pienamente ragione. In Italia e negli Stati dell’eurozona andrà sempre peggio. Pur dandole ragione però scrivo questo commento per segnalarle che qualcosa si può fare, e che qualcosa si sta già facendo. Foese non è al corrente del fatto che l’avvocato Paola Musu, il giornalista Paolo Barnard e altri 140 cittadini italiani hanno denunciato Napolitano, Monti e tutto il governo con l’accusa di colpo di stato finanziario e violazione di numerosi articoli della Costituzione italiana. Inoltre le segnalo alcuni video you tube di Paolo Barnard che spiega la teoria della moneta moderna, teoria sviluppata da 12 economisti di livello internazionale che dà pienamente ragione alle sue argomentazioni. (impossibile sintetizzarla qui) Inoltre Barnard organizza incontri e convegni e sta tentando di contattare in particolare i piccoli e medi imprenditori per portarli a conoscenza di questo modello di economia sano e realizzabile, per farne poi insieme a loro forte richiesta di attuazione al governo che verrà eletto. Con la speranza di averle dato informazioni utili la saluto invitandola a restare. Il nostro martoriato paese, oggi più che mai ha bisogno di persone come Lei. Ornella

  54. max atwork 23 Giugno 2012 at 3:20 am #

    Caro Zucchi, non ho letto tutti post
    ma mi sorge un dubbio:
    lasci tutto? la tua fatica la regali a questi inetti?
    io venderei tutto e me ne andrei a ricostruire la mia vita.
    Sicuramente il frutto del mio sacrificio mi aiuterebbe a ricominciare!!
    Il problema è : te li lasciano portare via?
    oppure esiste un sistema legale a costo zero per poter portare via i nostri sudati risparmi?
    e per sudati intendo ciò su qui abbiamo già pagato il 60% di tasse.
    perchè i befera vogliono il piatto intero e senza vedere le carte, loro oltre lo stipendio beccano il premio per ogni euro recuperato, ecco perchè ti chiedono 1000 ed ottengono 500, prima ti spaventano poi fanno finta di ammorbidirsi, tanto devi comunque versare il 25% dell’accertATO PER IMPUGNARE L’ACCERTAMENTO.

  55. Giacomo 22 Giugno 2012 at 12:42 pm #

    Con ritardo mi aggiungo a quelli che hanno espresso rispetto e ammirazione per Zucchi. Sta facendo la cosa giusta e la fa con intelligenza e con la dignità dei giusto, per l’appunto. Al rispetto e all’ammirazione aggiungo un pizzico di invidia. Se fossi un imprenditore farei lo stesso. Mai dire mai.
    Giacomo Consalez

  56. Marco saggio 16 Giugno 2012 at 1:24 pm #

    caro Zucchi hai fatto un’analisi corretta ma aggiungo:
    il CETO statalista (politici, amm.ne pubblica, sanità, avvocati, notai, ecc) TEME da sempre gli imprenditori in quanto con i propri dipendenti sono i SOLI a creare VALORE, ne temono quindi l’enorme potere economico e forse politico, per questo da 35 anni DEVONO essere soffocati da tutti i punti di vista; inoltre DEVONO essere sfruttati e denigrati (per esempio: non conoscono il latino ah ah ah…); e si la cultura statalista passa per kla loro lingua ufficiale: SPARTACUS (latino)

  57. Monici giuseppe 13 Giugno 2012 at 8:07 pm #

    non ricordo bene ,ma 8 o 9 anni fa ci fu una riunione in comune a casorezzo ,paesedove a sede la ditta zucchi. riunione con la presenza di cittadini e lavoratori della zucchi e sindacalisti (che non capiscono nulla )solo per far bella figura.fregatura per i presenti,si perche il sindacato non cura affatto gli interessi dei lavoratori della zucchi.chiesi la parola ,mi fu concesso di parlare ed esposi il problema che i lavoratori si trovavano di fronte a una situazione disastrosa e di cominciare a preoccuparsi del posto di lavoro ,e se stavano ad ascoltare il sindacato a breve si sarebbero trovati senza il posto di lavoro.rimasero stupiti e inpietriti dalle mie parole,il sindacalista mi diede torto ecerco di deviare il discorso. mi dispiace dirlo ma capisco la situazione di chi viene tartassato da un governo che non fa nulla per migliorare una situazione che peggiora tutti i giorni.

  58. halnovemila 11 Giugno 2012 at 7:39 am #

    TASSA SULLA IDONEITA’ AL LAVORO
    Dopo la “MINIMUM TAX DI 1035 EURO SUI DISOCCUPATI”, di cui ho già detto il 5 maggio scorso, e attualmente in fase di definizione alla commissione Finanze, il cui scopo dichiarato è quello di far finalmente pagare almeno “un minimo” di tasse anche a tutti gli evasori totali, è ora in cantiere un’altra imposta che prende spunto dal consolidato “principio” fiscale del “ti tasso perchè potresti…”.
    La nuova imposta prende origine dalla oggettiva constatazione che chiunque è dotato di un fisico sufficientemente “normo-sano” e di una mente sufficientemente “normo-dotata” è “atto o adattabile” allo svolgimento di un lavoro o una professione dalla quale ottenere un reddito.
    Con tutta probabilità l’imposta sarà maggiore per coloro che frequentano studi universitari, e maggiore ancora per coloro che conseguono ottimi risultati negli studi.
    Per evitare una “doppia tassazione IRPEF”, la TASSA SULLA IDONEITA’ AL LAVORO, che verrà pagata da tutti gli italiani maggiorenni che non risultano impiegati o svolgere alcuna attività professionale (in pratica i disoccupati, ovvero quelli su cui graverà anche la minimum tax… che tra l’altro sono in aumento, per cui aumenta anche il numero dei soggetti passivi su cui far valere l’imposizione) verrà considerata come una sorta di “anticipo IRPEF” sul redditto da lavoro futuro, e potrà quindi, essere messa in detrazione sulle future dichiarazione dei redditi.
    Con questa nuova imposta il governo monti conta di poter ottenere un gettito di almeno 10 miliardi di Euro, sufficiente quindi a far scendere di un quarto di punto il rapporto PIL/debito pubblico.

  59. mario 8 Giugno 2012 at 4:18 pm #

    ciao andrea dimmi dove vai che ti seguo!!

  60. alberto 7 Giugno 2012 at 9:24 pm #

    secondo me molti imprenditori continuano a scornarsi portando avanti un concetto di vita che in futuro non sarà più sostenibile. 30 anni fa le imprese europee o comunque occidentali non avevano la concorrenza a livello planetario,e un altro aspetto è che molte imprese son fallite per superamento del loro prodotto ,o inutilità dello stesso o semplicemente perchè se prima le ditte che producevano occhiali erano 10 adesso sono 300 e ovviamente non tutti i consumatori possono o sentono il bisogno di aquistare 5 paia di occhiali a testa……

  61. Mauro Bosisio 5 Giugno 2012 at 5:58 pm #

    Buongiorno ia tutti
    io come piccolo imprenditore nel 2005 prevedendo la situazione attuale europea
    ho fatto le valigie e mi sono trasferito in sud america
    a lavorare e vi devo dire che qui in Colombia sei rispettato dallo stato per quello che fai
    sei considerato una ricchezza ,per esperienza ,capacita qualita del lavoro se lo avessi saputo prima me ne sarei andato negli anni 90
    in italia chi fa impresa viene maltrattato
    in Colombia chi fa impresa viene aiutato

    Zucchi ti aspettiamo ciao

    Mauro Bosisio Bogota Colombia

    • Andrea Zucchi 6 Giugno 2012 at 11:40 am #

      Mauro, ti prego contattami su FB e grazie.

  62. Federico 4 Giugno 2012 at 8:23 am #

    MA PERCHE’ ANDARSENE…….CONSEGNANDO ANCORA UNA VOLTA LA VITTORIA NELLE LORO MANI, SENZA CHE BUTTINO FUORI NEMMENO UNA GOCCIA DI SUDORE………..ALMENO IN MEZZO ALLE CHIAPPE NON LO SARANNO SOLO PER ESSERE SEDUTI SU UNA POLTRONA!!!!!
    ANDIAMO TUTTI…….MA PROPRIO TUTTI A ROMA, E TOGLIAMOLI DALLE SPESE PUBBLICHE!
    Io sono un semplice operaio, con un mutuo trentennale, una bimba di sei mesi. Sia io che la mia fidanzata lavoriamo, è da anni che non andiamo a mangiare fuori nemmeno una pizza e a fine mese non ci arriviamo mai!

    Sei grande Zucchi, non mollare come hanno gia fatto in tanti, smettiamola di dire che ci hanno rotto i Coglioni, ma ORGANIZZIAMOCI PER ANDARE NOI…..A ROMPERGLI I COGLIONI!

    • Andrea Zucchi 6 Giugno 2012 at 11:43 am #

      Federico, capisco la tua logica. Purtroppo è una logica reattiva. Ne ho parlato alla convention di Jesolo. Chi è reattivo fa ciò che il Leviatano si aspetta.
      Per questo sono preparati.
      Alla nostra desistenza non sono preparati. la mancanza di violenza li spiazza perchè quando viene meno la violenza prende il sopravvento il pensiero.
      Siamo stati addestrati ad essere reattivi, occorre che ci alleniamo alla proattività.
      Un abbraccio

      • francesco 14 Agosto 2012 at 4:26 am #

        Daccordo 100%

        Complimenti ed in bocca al lupo da un Italiano residente in Corea del sud da 8 anni.

  63. stefano 28 Maggio 2012 at 11:29 pm #

    Fra le varie cose condivisibili, zucchi se la prende anche con i dipendenti pubblici dicendo che credono di pagare le trasse invece è solo una partita di giro ed in sostanza che non producono vera ricchezza.
    Capisco che quando si arriva alla disperazione si perde un pò di lucidità ma ho l’impressione che si tratti di una concezione sbagliata del funzionamento del sistema.
    Se vogliamo parlare della produzione di valore in quanto funzionale al benessere della collettività, (credo sia questo il senso secondo zucchi) allora deve rivolgere le sue critiche non solo ai dipendenti pubblici ma ad una marea di operatori “economici” come le società che si occupano di scommesse oppure quelle che si occupano di produzione e distribuzione di armi e potrei continuare con operatori manifatturieri ad esempio che realizzano ed altri che distribuiscono prodotti antiquati ad alto contenuto di inquinanti oppure energivori etc..
    Quello che voglio dire è che per semplicità riteniamo economicamente rilevante ciò che si confronta col mercato e produce profitti anche se non necessariamente prduice benessere.
    Il classico esempio al contrario è la sanità che nell’esperienza italiana è tipicamente pubblica e notoriamente si è occupata della salute di milioni di italiani: spesso è mal gestita ma ricordiamo che una grossa fetta della spesa sanitaria se ne va in farmaci per finanziare in parte la ricerca ma soprattutto i profitti di una industria farmaceutica che è privata. Allora chi è il buono e chi è il cattivo?

    • Leonardo 28 Maggio 2012 at 11:31 pm #

      Io ritengo Zucchi abbia ragione. La sua affermazione trova conferma in Oppenheimer, che nella sua analisi economica spiega molto bene la differenza fra “produttori di ricchezza” e “consumatori di ricchezza (gli statali). Concetto, ribadito da Max Nordau e molto più recentemente da Gianfranco Miglio, solo per citare tre autori di altissimo lignaggio.

    • alex 21 Giugno 2012 at 5:21 pm #

      Il discorso non è chi è buono o chi cattivo, ma chi produce ricchezza (che prima non c’era) e chi questa ricchezza la distrugge.

      • flavio 14 Agosto 2012 at 3:57 pm #

        Ecco questa è una domanda intelligente…
        Mi piacerebbe sapere cosa è “ricchezza” perché da come la si prospetta mi vien da pensare che solo gli artigiani ed i contadini possano rientrare nella categoria di “produttori di ricchezza”… gli altri sono tutti semplici “consumatori”.
        Ma tra i consumatori mi piacerebbe fare una distinzioni tra “saprofiti” e “parassiti”… in Italia sembrano mancare quelli della prima categoria.

  64. MarcoB 28 Maggio 2012 at 6:40 pm #

    Carissimo Zucchi lei è uno spaccato della mia seppur breve vita. non ho mai assaporato l’imprenditoria con un economia in crescita ma negli ultimi dodici anni ho costituito una piccola impresa con le mie sole forze e senza alcun capitale. Sono sempre riuscito a portare a casa il risultato e a crescere al punto di potermi vantare di avere una impresa con 5 dipendenti e di puntare sulla qualità di attrezzature e manodopera. problemi sempre … ma è il nostro mestiere risolverli e sopportarli. innovare e crescere hanno un sapore di onnipotenza a tal punto che diventa una missione quella dell’imprenditore e non un mero atto per ottenere dei soldi come molti pensano. Ma devo dire che un’anno fa ho deciso di chiudere. la situazione era crediti iva e anticipi irpef (grazie a Tremonti) molto consistenti e fatture non pagate che hanno portato a Tribunali e Costi legali per poi sfociare nella vittoria … purtroppo di Pirro in quanto la controparte si è dichiarata fallita. di fatto oltre ai costi e alle spese legali ho dovuto supportare l’imposta di registro del “perdente” e l’iva e imposte della fattura, spese vive materiali e manodopera oltre al mancato guadagno. Bene uniamo il tutto con una bella cartella pazza a molti zeri perchè gli studi di settore dicono che … e poi scontriamoci con la crisi … poco lavoro, committenti non solvibili …. agitiamo bene con operai viziati e fornitori nevrotici …. e aggiungiamo la disperazione di essere super creditore verso tutti e non ricevere nemmeno un’aiuto dalla tua amata banca per anticipare e dico anticipare i crediti per pagare l’iva e le imposte. Non ce l’ho fatta più. ero l’unico che correva e i miei dipendenti si compravano la macchina nuova. ero l’unico che doveva ricevere e non aveva. ho detto basta. ad un’anno devo ancora ricevere il 40% dei crediti e con le relative sanzioni di non pagamento nei tempi l’erario mi ha costretto a pagare il 30% in più di ciò che dovevo (come dice giustamente lei c’è già il 70% d’imposizione fiscale. .. si figuri con le sanzioni!). beh, sono giovane e laureato e stò cercando con la mia compagna di farmi una vita in un paese che ci rispetti e in cui si possa vivere. l’Italia è il mio paese, ha la mia storia, è bellisima … ma è fatta di gente stupida e purtroppo non c’è speranza per migliorala … ci si è provato. l’unico modo sarebbe di distruggerla come fece Nerone. ho richiesto la sua amicizia in Fb e ritengo di essere uno dei vostri se lo riterrete opportuno.
    Marco B.

  65. Michele 26 Maggio 2012 at 5:57 pm #

    “Neanche i professori, con il loro aplomb, possono fare niente – continua Zucchi – Tranne fare quello che potrebbe fare qualsiasi cretino in un quarto d’ora. Hanno alzato le tasse, invece di abbassare la spesa, tutelando soprattutto gli statali, vedi riforma Fornero.

    L’Italia, secondo Zucchi, è irriformabile.

    E´vero!

    Zucchi fa benissimo ad andarsene via ,
    io l ho gia´ fatto .
    Bravo!

    • Paolo 2 Settembre 2012 at 10:50 am #

      si, ma lui non va via. Come ogni aizzapopolo acchiappagonzi minaccia ma non lo fa. Vuole la sua poltrona in parlamento e grazie a quelli come te la avra’. Scommettiamo?

  66. SANTE 21 Maggio 2012 at 5:20 pm #

    Non siamo piu’ cittadini, ma sudditi!!

  67. Susanna kaldewey 13 Maggio 2012 at 10:20 pm #

    io la penso come lui. Condivido ogni parola di quello che scrive. Gli imprenditori sono lasciati sempre più soli dopo Berlusconi, dice di farsi avanti chi la pensa come lui per scegliere insieme la meta un paese amico di chi ha voglia di fare. Io mi unisco a lui. Dove posso contattarlo? Forse questo paese può essere la Germania? S.

    • Andrea Zucchi 15 Maggio 2012 at 10:31 am #

      Stiamo conducendo una esperienza molto stimolante che abbiamo chiamato passaportoperlavita.
      Sarò personalmente a Jesolo il 26 Maggio.
      Mi trovate su facebook.

      Credo che sia opportuno aprire le nostre menti a visioni molto più ampie e planetarie del nostro essere.

      • Giorgio 19 Maggio 2012 at 8:02 pm #

        Bella condivisione, bei punti di vista pero’ ci inserisci diverse cazzate. Primo sputi sul fascismo senza conoscerlo, perchè la degenerazione storica di uomini imperfetti non è il principio generale che sta dietro che non è il gusto sadico di rovinare la festa agli altri ma è la dottrina sociale rerum novarum. Se ci fosse piu’ principio fascista in azione Tu come piccolo imprenditore saresti stato tutelato molto meglio di così (cioè niente).
        Secondo sbagli a ritenere che sono gli imprenditori a dare il pane a tutti, se pensi davvero’ così sei un arrogante schifoso e ti meriti di essere sbranato dai capitali piu’ grossi (u.s.a) . Noi siamo tutti intercorrelati in una società a piu’ livelli ed ognuno si deve battere con onore nel ruolo che ha .Solo i padreterno è colui che da’ il pane a tutti. Tu da solo non sei nessuno neanche se hai quattro soldi da parte.

        • Andrea 12 Luglio 2012 at 12:51 am #

          Io capisco molto bene quello che volevi dire, ma se lo dicevi in maniera più elegante e meno maleducata secondo me rendeva meglio, così non fai altro che confermare quello che molta gente pensa del Fascismo. Rispetto, disciplina ed educazione prima e uber alle.

          • Federico 11 Aprile 2013 at 9:23 pm #

            Di inelegante e maleducato c’è solo la parola “schifoso”. Se togli quella il discorso è perfetto.
            Di persona un po arrabbiata, ma dall’intelligenza sopraffina. (P.S. Non sono un fascista)

        • Luca 12 Aprile 2013 at 11:54 am #

          Ti correggo nuovamente, sono le imprese le radici economiche di un paese, soprattutto le piccole imprese…quindi si, danno il pane a tutto ciò che è statale e offrono lavoro.

      • fabrizio 29 Maggio 2012 at 11:47 pm #

        Mmm sono tutto uno stimolo…Io lavoro in una multinazionale con interessi in quei paesi in via di sviluppo che vi piacciono tanto…guerre corruzione e dittature!Sì sì sputate su questa terra che vi ha dato tanto che vi ha permesso di essere qui davanti a un pc a scrivere tutte ste fregnacce. Chi vi credete di essere?Ve ne volete andare?Andatevene.Ma in silenzio, non rompete le palle a chi sta qui a lavorare per un futuro?Ah però nel vostro paese che non c’è mi raccomando, non trasgredite le regole, perchè lì non vi rincorre equitalia ma un cane addestrato che mira le palle!

        • alex 21 Giugno 2012 at 5:26 pm #

          Cogli…! guarda che basta andare in Austria o in Svizzera. Salutami la multinazionale (o forse lavori all’agenzia delle entrate?).

        • Andrea 12 Luglio 2012 at 12:54 am #

          Non crederai che siamo davanti ad un pc perchè della gente si comporta in un certo modo nei paesi del terzo mondo spero. Sei grande per credere a babbo natale. Le comodità si possono raggiungere senza sfruttare le popolazioni, anzi.

  68. Joseph R. 11 Maggio 2012 at 12:59 am #

    Ich antrei in Fatikano :)

  69. cittadino 28 Aprile 2012 at 11:53 pm #

    La mia solidarietà ad Andrea Zucchi,è la voce di milioni di cittadini.Racconta perfettamente la situazione di questo Paese ,direi che ne svela la vera essenza.

    • Giorgio 19 Maggio 2012 at 8:17 pm #

      la vera essenza di questo paese è anche la tua, perchè come tutti gli italianetti scarichi sugli altri e non guardi te stesso.

      A proposito conosci qualche altra caratteristica essenziale degli italiani a parte questa (che hai anche Tu!)?

      Io non conosco nessuna altra caratteristica essenziale degli italiani a parte questa: non prendersi la propria parte di responsabilità e scaricare sempre sugli altri.
      Gli italiani sono un popolo troppo composito e anno molte qualità e molti difetti, poco omogenei tra di loro.

      • Luca 12 Aprile 2013 at 11:48 am #

        Pagare un mare di imposte, sbattersi tra allucinanti responsabilità e iperburocrazia non è scaricare sugli altri, ma probabilmente tenere il peso che altri (come lei, piccolo giorgio) ritengono ingiusto sopportare.

    • FRANCO 20 Luglio 2012 at 12:25 pm #

      andremo a lavorare dai cinesi ”””???????????

  70. sandrina 24 Aprile 2012 at 5:38 pm #

    Condivido pienammente le tue opinioni, anch’io sto pensando di espatriare insieme ad altri amici in un paese sicuro economicamente e politicamente dove poter esprimere le nostre potenzialità in modo adeguato per dare un contributo fattivo.

    • Giorgio 19 Maggio 2012 at 8:12 pm #

      bla,bla,bla un paese sicuro economicamente e politicamente.. ah ah e magari fatto a tua immagine e somiglianza. Un paese così non esiste, ogni luogo è idoneo per esprimere le tue potenzialità in modo adeguato per dare un contributo fattivo. Che belle parole…forse intendevi dire che vorresti un paese dove vivere comodamente e senza preoccupazioni e ricevere gratificazioni sociali ed economiche per te e la tua classe di privilegiati e poi degli altri chi se ne sbatte? Sarai solo una dei tanti costretti ad emigrare perchè non hai voluto combattere per elevare la tua nazione.
      Giorgio

      • Giorgio 19 Maggio 2012 at 8:30 pm #

        Ti consiglio il Sud Africa se ancora hanno posti liberi
        nell’estabilishment, sai anchè lì i posti nelle elitè sono quasi tutti occupati

        • miky 25 Maggio 2012 at 9:15 pm #

          Se la speranza di elevare la nazione passa dall’insultare una persona che neanche conosci e che ha solo manifestato una opinione ………………
          Ah a proposito forse non ti hanno avvertito ma in Sudafrica e’ qualche annetto che e’ finito l’aparthaid .

      • Luca 12 Aprile 2013 at 11:45 am #

        mentalità da dipendente statale fancazzista oppure da sindacalista la sua?

  71. marina 20 Aprile 2012 at 10:34 pm #

    fai benissimo almeno salvi la tua famiglia. io ci sto provaf per il momento non ho avuto risposte positive.io e la mia famiglia non ci arrendiamo. continuo a mandare curriculum . mi piacerebbe aprire una attivita all’esterro purtroppo non ho liquidità. lascio aperta una domanda: lavoro ai giovanigiusto, pensione a 65 anni giusto, io ho 48 anni ma che pesce sono? non mi arrendo voglio portare via da questo schifo mio figlio . ha 14 anni studia ha bellissimi voti ma in questo paese nessun futuro. ho studiato ho sempre lavorato accettando qualsiasi lavoro ho avuto due piccole imprese chiuse giusto in tempo per non giocarmi la casa adesso mi sono arresa non ce la faccio soprattutto quando vedo delle merde intorno incollate sulle poltrone.grazie di avermi dato la possibilità di dire cio che penso veramente . mi picerebbe dire tante altre cose ma non è possibile.

  72. vittorio 15 Aprile 2012 at 11:12 am #

    si riuscirà a tradurre in fatti, anche se il fatto è andarsene da questo Paese? Io mezzo piede in UK ce l’ho già. Speriamo che la destinazione scelta da Andrea e da tutti quelli che si uniranno sia proprio gli UK. In quel caso contate pure du di me… Vittorio

  73. Valeria grassi 12 Aprile 2012 at 5:27 pm #

    Sei un grande…scegliamo la meta

    • Andrea Zucchi 14 Aprile 2012 at 5:32 pm #

      Contattami su feisbuc.

      • loredana 11 Maggio 2012 at 5:17 am #

        Sig. Zucchi l’ho contatatta su face perchè mi è impossibile accedere al sito. Ho seguito con profondo interesse e ammirazione il suo intervento di ieri sera e quello precedente. Spero di poterla contattare presto.
        Loredana

  74. Robertone 8 Aprile 2012 at 8:31 pm #

    Bene, io me ne sono appena andato , adesso sono in Italia , ma riparto tra un paio di giorni, diciamo che le tasse sono al 16 per cento massimo , il costo orario è passato da 18 a 1,9 euro all’ora , se faccio un appalto non mi serve il Durc, ecc. ecc. , potrei andare avanti per mezz’ora.
    Ci sono anche gli svantaggi , laggiù non esiste il credito bancario , lo stato non è efficientissimo , e ogni tanto manda delle “cartelle pazze”, l’altro giorno me ne è arrivata una di … cinquecento euro!
    c’è anche il problema della logistica e dei trasporti, e della lingua.
    però non basta smontare una azienda e “rimontarla” all’estero.
    Bisogna avere un business funzionante e remunerativo, e calcolare bene i costi e i benefici.
    Per esempio in uno stato a bassa manodopera converrà automatizzare di meno , e utilizzare macchinari che si possono manutenere con forze interne oppure con centri di assistenza in loco , per esempio.
    E poi se una cosa non si vende in Italia o all’estero è meglio non de-localizzare , ma prima cambiare lavoro.
    Comunque dico a tutti , perché sia chiaro: se si ha una attività non legata al territorio e che rende o è in pareggio , conviene SEMPRE emigrare, magari in Austria o Slovenia, se si vuole rimanere vicino.
    Altro esempio , se hai dieci dipendenti calcola che ti costano normalmente ventinovemila euro al mese, se li assumi in un paese a basso costo di manodopera il costo passa anche a tremila , con un guadagno netto di oltre duecentomila euro all’anno, ne consegue che anche aziende con pochi dipendenti possono trasferirsi , è la novità degli ultimi anni.

    • angelo tondini 9 Maggio 2012 at 2:49 pm #

      Dove sei andato ?
      Grazie.
      Angelo Tondini

      • Robertone 12 Maggio 2012 at 11:25 pm #

        In Romania, anche se ci sono ottime prospettive anche per la Bulgaria, lingua burocrazia e dogane permettendo.

    • Massimiliano Alessandri 16 Maggio 2012 at 3:15 pm #

      Ma perché uno che ha un’attività che rende o è in pareggio (bontà sua) dovrebbe trasferirsi all’estero? Per mettersi in tasca 200000 euro netti all’anno sottopagando e sfruttando la gente? Ma la coscienza, dov’è finita? E poi, cosa ci dovrà fare con tutti quei soldi in più?
      Quello che hai detto la dice lunga sui veri motivi per cui tanti imprenditori delocalizzano…non perché poverini “non ce la fanno a stare sul mercato” ma solo per avidità. Nient’altro che degli straccioni capaci ad arricchirsi solo derubando il prossimo.

      • alex 21 Giugno 2012 at 7:10 pm #

        Delocalizzare è giusto, perchè la tua mentalità, ci fà capire che nel nostro paese cercare di fare soldi e creare al contempo ricchezza è considerato disdicevole.
        Ma questa mentalità sta creando il deserto.
        L’Italia merita di perdere TUTTE le sue aziende, perchè non le ama e le strangola di tasse e vessazioni.

      • rosa 2 Novembre 2012 at 12:17 am #

        Per la tua concezione tarpana significa “sfruttare” ma nei paesi dove andiamo significa : sviluppo, benessere, innovazione, conoscenze, occupazione, aumento dei salari , infrastrutture e tanto altro.

    • Giorgio 19 Maggio 2012 at 8:27 pm #

      Sarebbe perfetto se Lei rinunciasse anche alla cittadinanza italiana, ma quella se la tiene vero? Il passaporto italiano lo tiene vero?

      Ebbene se fosse per me Lei lo perderebbe sia il passaporto che la nazionalità e Lei dovrebbe diventare un cittadino straniero e in Italia non la farei piu’ entrare se non con visto turistico e solo per un mese.

      Tutti quelli che possono se ne vanno dall’Italia dopo averci fatto i porci comodi, ma quando tornerete siete sicuri che troverete ancora un posto decente dove godersi i soldi, non troverete piu’ niente dell’Italia troverete, moschee, ghetti, radioattività, miseria, medioevo, quindi organizzatevi per restare dove andate.

      • alex 21 Giugno 2012 at 7:04 pm #

        Ci tornerà in vacanza.
        Be in effetti, forse è più conveniente la Spagna o la Slovenia!

      • Luca 12 Aprile 2013 at 11:40 am #

        …porci comodi…proprio non capisci, chi fa impresa in Italia fa i porci comodi dei sindacati e dell’apparato statale. Contento che un imprenditore se ne va all’estero, dovrebbe piangere invece e parecchio.

    • Andrea 12 Luglio 2012 at 1:02 am #

      Mirare a pagare poco la gente che lavora però per fare pìù guadagno non mi sembra un buon principio.rispetto ordine e disciplina – Dux

  75. Omar 5 Aprile 2012 at 6:40 pm #

    Il problema è molto complesso. Purtroppo far crollare il sistema imprenditoriale italiano e portare l’ Italia in miseria è l unica soluzione per bloccare la globalizzazione e distruggere l ‘ euro , che sono i 2 cancri dell’ intero sistema europeo. Oggi l’ Italia ( come buona parte dell’ europa ) non produce più nulla , neanche i fiammiferi… perchè i nostri costi tra salari, tasse, certificazioni, messe in sicurezza , etc gravano sul costo del prodotto rendendoci almeno 3 volte più cari del mercato asiatico. Affinchè la gente torni a produrre in Italia deve cadere il sistema ( spariscono i sindacati, la legge 626, inps ,Inail ,iso etc ) .. a questo punto l’ euro diventa una moneta debole ( si spera sotto il valore di quella cinese ) e da li si può ricostruire un paese. La gente tornerà a comprare Italiano e produrre in Italia. Ovvio torniamo al dopo guerra sotto tutti i profili ma di contro è impossibile lottare ad armi pari con i cinesi , che non hanno costi di progettazione perché copiano , non hanno costi aggiunti al dipendente perchè non esistono sindacati o sistemi di controllo qualità/sicurezza e non hanno costi di certificazione (Ce,rohs, iso) perchè se le stampano da soli fasulle!! L ‘ altra soluzione è la bilancia import/export internazionale, se In Italia entrano un tot di prodotti cinesi, indiani, tedeschi , francesi , etc in quei paesi deve entrare un corrispettivo del prodotto “integralmente” made in Italy altrimenti si blocca l ‘ importazione ( questo è facilmente gestibile con intrastat e banche ) … se la gente lavora e le industrie producono non pesano gli evasori , si pagano quei ladroni dei politici e si mantengono quei nulla facenti dei statali…. ma i nostri parlamentari per 30mila euro al mese sanno solo aumentare le tasse… e distruggere le 4 aziende rimaste in piedi..

    • FRANCO 20 Aprile 2012 at 1:04 pm #

      molto luicido

    • Giorgio 19 Maggio 2012 at 8:44 pm #

      Troppo comodo carino, Lei vuole tornare al dopoguerra senza la guerra, invece per me è meglio rifare la guerra e ripartire tutti da zero (chi scampa :) ), non che ripartiamo dal dopoguerra ma io senza niente e Lei con i soldoni. Allora prego perchè ci sia una vera guerra e che si ricominci tutti alla pari.

      Siamo seri!! A casa i nulla facenti della politica, L’Italia si riappropri della sovranità monetaria e svaluti quanto serve, si istituisca il parlamento delle corporazioni, la politica sia limitata a dibattito futile e inoffensivo, avanti la tecnica, avanti gli abili, si difenda con dazi, si mandi a fare in culo il mondialismo dei padroni e l’Europa dei non eletti, si riducano le pretese e i privilegi di tutti, tutti a a far ginnastica insieme all’alba come i cinesi (non come i fascisti), si stampi il denaro per pagare i servizi allo Stato, libertà di opinione ma non di disfattismo, avete il coraggio o state ancora troppo comodi tutto sommato per alzare la testa contro l’impero?

    • Luigi 1 Settembre 2012 at 3:54 pm #

      subito dopo la Cina c’è la Germania…

  76. andrea serpieri 2 Aprile 2012 at 8:19 pm #

    Caro Zucchi da ex imprenditore, ora piccolo imprenditore a 50 anni ne ho fatto di ogni e come te sono stufo di ricevere richieste e minacce da quelli che dovrebbero osannare quelli come te e me che nonostante tutto si alzano ancora la mattina per aprire l’attività e pagare stipendi.
    Hai ragione da vendere ma la prima cosa da fare non sarebbe quella di lasciare l’Italia a questa mandria di nullafacenti che ormai non hanno nemmeno più il ritegno per dare una parvenza di decenza nelle loro scellerate azioni. L’ultimo l’egregio Monti che in una “missione” in Cina chiede ai cinesi di ivestire di più nel nostro paese facendo finta di non sapere che la Cina detiene il 7% del Pil dell’Europa ed una buona fetta di quello italiano. I cari cinesi ci stanno comperando un pezzo alla volta.
    Poi ci sono gli africani che giustamente chiedono aiuto, andando però poi molto oltre manifestando per avere il diritto del lavoro e della casa.
    Poi ci sono i Rumeni, gli Slavi, i Russi, i Marocchini, gli Albanesi, i Libanesi insomma tutti tranne quelli che abitano questo paese.
    Ma sopra ogni cosa ci sono loro gli Homo politicus che magia e ride, ride e mangia e da nostro dipendente decide ciò che ha voglia o non voglia di fare e senza ritegno alcuno prendo uno stipendio vergognoso senza dare la giusta contropartita.
    Cario Zucchi se un signor nessuno si alza e si lamenta non fa notizia se uno come te decide di battersi, beh allora sai che ti dico: chiudo la mia attività e ti do una mano. Cercami pure e mi troverai.

    • Dino 5 Aprile 2012 at 6:24 pm #

      Chissà se gli imprenditori come Zucchi sarebbero, a suo tempo, stati contenti di poter tenere la loro contabilità gestionale su un SW in un Host dello Stato. Si sarebbero eliminati tutti i problemi alla radice, anzichè come ora correre come al gioco dei 4 cantoni.

    • Andrea Zucchi 11 Aprile 2012 at 12:32 pm #

      Andrea, come posso contattarti?

  77. Marco 29 Marzo 2012 at 1:14 pm #

    Da ex libero professionista possessore di, sigh, p. iva e tassato fino al 60% senza alcun tipo di esenzioni e aiuti per la famiglia, soprattutto per la figlia, non posso che essere d’accordo e solidale con Zucchi.

    Il fisco italiano, nonostante le carriolate di tasse ed anticipi da me versati, ha avuto il coraggio di spedirmi un avviso bonario qui in Germania (in realtà l’ha spedito alla mia vecchia residenza di 10 anni fa, ma that’s Italy) dove a 37 anni (5 anni fa) ho stravolto la mia vita. In meglio, ovviamente.

    Sposato, un’altra figlia, tassato al 15% (alla fine dei conti con la differenza tra lordo e netto la percentuale è quella), servizi impeccabili, gentilezza ed educazione ovunque, aiuti a chi vuole intraprendere, addirittura il cibo è buono in questa parte della Germania (Turingia).

    Certo non c’è il bidet e il sole italiano, son problemi grossi questi…

  78. JuNky3 28 Marzo 2012 at 9:45 pm #

    Il mio cuore e il mio cervello sono già altrove… ma la dura realtà è che anche solo per scappare da questa italia è necessario avere un gruzzoletto o un punto d’appoggio altrove a cui aggrapparsi per tirar su un’attività e rifarsi una vita!
    Non so se sarà mai possibile…. io guardo i miei figli di 3 e 4 anni e penso che devo farlo per loro… non posso pensare di rinunciare alla speranza di un VERO futuro…

  79. Antonello R. 27 Marzo 2012 at 7:00 pm #

    Complimenti, quanto hai ragione.

  80. SGL 26 Marzo 2012 at 11:47 pm #

    Caro Zucchi, prima di tutto, complimenti da un concittadino che la pensa esattamente come lei. Sono un ex imprenditore, costretto a chiudere la mia azienda fin dal 2002 a causa degli studi di settore, secondo i quali avrei dovuto pagare le tasse su un reddito triplo rispetto a quello reale (tutto fatturato al 100%, subfornitura meccanica per l’industria). Oggi sono un dipendente, con un buon posto di lavoro ma stufo marcio di questo paese nel quale si fa di tutto pur di mettere i bastoni tra le ruote a chi vorrebbe solo lavorare seriamente. Spero ancora, nonostante la mia non più giovanissima età (47 anni) di potermene andare quanto prima e ricominciare a lavorare in un posto dove si possa semplicemente farlo senza dover vivere in uno stato che è ormai peggio dell’ex Unione Sovietica.

  81. Claudio 25 Marzo 2012 at 8:52 am #

    Per caso mi sono imbattuto in questo articolo ieri sera a cena con amici, mentre si stava parlando di emigrare dall’ Italia, dato che qui oramai è chiaro che non vi è futuro.
    Sono un imprenditore, ho una piccola azienda con 13 dipendendenti, quello che cercavo di spiegare ai miei amici, me lo sono ritrovato nelle parole di Zucchi, condivise al 100%. Mi metterò in contatto su Facebook, io una mezza idea ce l’avrei già…

    • gianluca 25 Marzo 2012 at 9:04 am #

      Buongiorno, se per caso volesse prendere contatto anche con noi per spiegarci la sua mezza idea ci farebbe piacere. Nei contatti sul sito trova il modo per rintracciarci. Grazie
      Il direttore

  82. Marco 24 Marzo 2012 at 10:07 pm #

    Completamente d’accordo con quanto scritto, essendo stata anche la mia scelta. Non ho decenni di esperienza, avendo quasi 26 anni, ho partecipato però in e con diverse società a diversi progetti tra i quali alcuni hanno avuto un discreto successo. Un paio di anni fa decisi di aprire la mia società (startup internet), un srl, insieme ad un’altra persona. E’ stata la peggior idea che abbia mai avuto, non per il socio, ma per la la scelta italiana. Non ho avuto problemi come nell’articolo con l’inps (a parte il pagare 5000 euro, senza aver mai incassato nulla di stipendio, e questo è quello che mi fa girare di più le p….), se non l’avere un pò di iva a credito che probabilmente non rivedrò mai. Ma è tutta la burocrazia in sè che è troppa, in altri paesi è tutto più immediato ed accessibile, qui dobbiamo complicarci la vita.
    Ormai la mia scelta di vita e per il futuro l’ho fatta: e non è in Italia

  83. Giulio 24 Marzo 2012 at 5:29 pm #

    La ammiro.

  84. sergio 24 Marzo 2012 at 8:38 am #

    Il puzzone con la gamba maleducatamente incavallata si permette di fare ironia sui suv omettendo sul fatto che lui gira con l’auto blu pagata dai lavoratori

  85. Interdetto 24 Marzo 2012 at 8:04 am #

    Ammirazione incondizionata.

  86. kkk 24 Marzo 2012 at 12:37 am #

    vengo anch’ioooo

  87. Domenico 23 Marzo 2012 at 9:41 pm #

    Il sig Zucchi ha ragione da vendere. Non c’è una sola affermazione che non sia condivisibile. Ma la sua partenza per lidi migliori è inaccettabile, perchè è inaccettabile che la tirannia romana ci costringa a sloggiare da casa nostra. Dovremmo essere noi a cacciarli fuori dalla nostra terra a calci!

    • Interdetto 24 Marzo 2012 at 8:27 am #

      Esatto. A calci.
      E per quanto mi riguarda non mi ricordo nessuno, almeno recentemente, che in pochi secondi abbia fatto partire un calcio più forte, e allo stesso tempo elegante e pieno di dignità, di questo Signore.

      Un calcio solo non basta, ma le gambe non ci mancano.

      • Andrea Zucchi 24 Marzo 2012 at 10:10 am #

        Io invece penso di lasciargli tutto così domani mattina loro vanno a lavorare e io vado a pescare.

        • Interdetto 25 Marzo 2012 at 5:54 am #

          Ma lei è veramente convinto che quella stirpe sauriana predatrice conosca il significato semantico della parola lavorare? Nel loro vocabolario, a quella voce, probabilmente v’è scritto solo: lavorare v. intr. e tr. arcaico: “incassare il contante”.

          • andrea 25 Marzo 2012 at 10:16 am #

            chiaro, ma se se ne vanno qualli come me chi glielo da più il contante?

            • Interdetto 25 Marzo 2012 at 8:44 pm #

              Infatti. E’ per questo che le prese di posizione come queste sono dirompenti. Sono in grado di cortocircuitare il sistema (e di resettare il loro portafoglio) molto più di una sommossa di piazza. I predatori lo sanno perfettamente, e temono questi atti di coraggio ben più di un milione di “blecbloc” scatenati.

              E’ stato il più efficace atto di resistenza civile che ricordi. Speriamo sia contagioso come merita.

    • Ermanno 27 Marzo 2012 at 11:54 am #

      domenico, la vedo come te e sono pienamente d’accordo con zucchi, tranne che per la decisione di lasciare l’Italia. Io amo l’italia e odio questa situazione, ma non me ne andrei mai nella buona e nella cattiva sorte, perchè dovrei lasciare ad altri frutto di sacrifici e lavoro, e non intendo un’attività, intendo anche una sola e semplice strada costruita con pala e picco 50-100 anni fa. semmai tiriamo fuori le palle noi Italiani che abbiamo il sedere un po flaccido ultimamente, e mandiamo al confino sti farabutti, papponi, mangiaostie a tradimento, banchieri e teorici vari con i loro esercizietti e le loro dimostrazioncine matematiche. L’italia la si fa con la pala e con il picco, non con le chiacchiere.

      • Ermanno 27 Marzo 2012 at 4:26 pm #

        Per contro però devo dire che il mondo è pieno di Italiani meno illustri che ci hanno provato, che hanno reputato l’italia un paese di mxxxa preferendo tentar fortuna altrove, salvo mantenere la loro cittadinanza italiana per poter rientrare ad usufruire del’assistenza sanitaria nazionale, o venire a raccimolare qualche minimo trattamento sociale o pensionistico da poter deviare e spendere in qualche isolotto del pacifico o dell’indiano dove si sopravvive abbastanza dignitosamente con 300 euro al mese (per ora).

        L’italia l’ha fatta chi ha fatto le strade col piccone e la fame, non chi è andato in argentina o altrove

        • Leonardo 27 Marzo 2012 at 4:40 pm #

          Da figlio di emigranti, non sono del tutto d’accordo.

          • Ermanno 28 Marzo 2012 at 12:23 am #

            Leonardo, ovviamente il mio è un ragionamento di massima che trova parecchie conferme ma non è la regola, sarebbe grave se lo fosse. magari ho accentuato questo lato perchè come già detto, il mio spirito di appartenenza mi impedirebbe di andarmene e sebbene inutile ed insignificante la mia personale battaglia è rappresentata dal fare meglio che posso quello che posso, nella buona e nella cattiva sorte, nel mio piccolo, partendo dalla mia famiglia, al mio lavoro al mio paesello etc etc allargando il raggio. Le battaglie non si fanno più con sciabole e fucili (se non giunti a mali estremi) ma con la responsabilità, la partecipazione e la denuncia. perchè la Patria non è più da intendersi un territorio da abitare, e la società non è un organismo di cui di cui usufruire, pagare per avere, ma una società di cui voglio far parte migliorandola e non vendendomi al miglior offerente. Detto questo, ognuno fa le proprie scelte

            • Ermanno 28 Marzo 2012 at 12:28 am #

              dimenticavo, questo valga per Italiani in itaia ed all’estero, ma anche per gli immigrati in Italia

      • Andrea 12 Luglio 2012 at 1:12 am #

        Sono perfettamente d’accordo!

  88. Gian 23 Marzo 2012 at 9:26 pm #

    Zucchi,quando vuoi ti aspetto in Slovenia.

    • Andrea Zucchi 24 Marzo 2012 at 6:35 pm #

      Mi puoi contattare su facebook per cortesia?

  89. Roberto 23 Marzo 2012 at 8:33 pm #

    Mah io un po’ di info su come puo’ essere radicalmente diverso lavorare in proprio le ho messe

    http://www.facebook.com/pages/Fare-impresa-e-lavorare-in-proprio-e-non-in-Inghilterra/359034610790177 ,

    sta a chi puo’ interessare dare un’occhiata e interessarsi.

    Si tenga presente che l’Italia non puo’ cambiare anche solo per motivi puramente matematci: e’ impossibile eliminare 100000 e passa leggi in piu’ del necessario, anche eliminandone 10 al giorno servirebbero 15mila giorni, ovvero 27 anni.

    • Roberto 23 Marzo 2012 at 8:35 pm #

      correzione: 10mila gg ovvero 27 anni

  90. Albert 23 Marzo 2012 at 8:00 pm #

    Bravo Zucchi!!

  91. gufo triste 23 Marzo 2012 at 6:40 pm #

    beato lui che può andarsene,io non ho possibilità di farlo se no l’avrei già fatto.

    • Andrea Zucchi 23 Marzo 2012 at 7:28 pm #

      insieme possiamo tutto con niente

  92. filippo 23 Marzo 2012 at 6:08 pm #

    Non sono per nulla d’accordo con questo imprenditore.
    Fintanto che le tasse chi poteva le evadeva allora andava tutto bene; adesso che qualcuno si è accorto che molte persone sono veri e propri parassiti che non pagano nemmeno un centesimo allora si grida allo scandalo. Allo Stato sanguisuga ecc.
    Sarebbe bene dividere le persone in lavoratori che fanno bene il loro lavoro e in disonesti.
    Ci sono molti statali vagabondi così come ci sono molti imprenditori evasori e corruttori.
    Questi sono la rovina di chi si leva tutte le mattine per fare ONESTAMENTE il proprio mestiere.
    Vogliamo togliere tutti gli statali mi va benissimo privatizziamo TUTTO ma tutto.
    Sanità, pubblica sicurezza, istruzione. Eliminiamo poi tutti gli impiegati statali così almeno ognuno potrà fare tutto quello che vuole senza controllo, inquinare, costruire ecomostri ecc. tutto in nome del profitto personale.
    Paragonare poi chi paga le tasse con le liste proscrizione fasciste è semplicemente ridicolo.
    Che vengano a farmi un controllo e se non faccio il mio lavoro o eludo il mio dovere di pagare gli ospedali e le forze di polizia (che anche il sig.Zucchi utilizza!), allora mi mettano alla berlina non c’è problema.
    Poi lavorare 40 ore per 40 anni vi sembrano poche per 1100 euro al mese? Ritorniamo ai servi della gleba e non ci pensiamo più.
    L’Italia ha bisogno di cambiamenti enormi ma la strada che lei indica è populista e distruttiva.
    C’è bisogno di legalità anzi di giustizia, certamente non di Far West sociale.
    Se un imprenditore come lei se ne andrà in un altro stato io non sentirò di certo nessuna mancanza.
    Arrivederci

    • Trasea Peto 23 Marzo 2012 at 6:43 pm #

      Tu con la macchina non investi la vecchia perché è contro la tua mentalità o perché è vietato dalla legge e ci sono i carabinieri che controllano?
      Secondo te senza Stato ci sarebbe un olocausto di vecchie investite?

    • gufo triste 23 Marzo 2012 at 7:00 pm #

      non mi sembra che sia stata fatta una legge per scovare gli evasori,una legge seria ed efficace intendo..La costrizione di far aprire il conto corrente ai pensionati non la ritengo una misura efficace,per di più è per incassare una somma emessa dallo stato.Dimmi tu che genialata o per meglio dire che bel ragalo alle banche.Perchè hai voglia a dire che è gratis,troveranno di sicuro qualche operazione che non rientra nella gratuità del conto.L’Italia ha bisogno di cambiamenti enormi,sì ma sopratutto di una classe dirigente e politica a termine.

    • Andrea Zucchi 23 Marzo 2012 at 7:01 pm #

      La cosa ci rassicura

    • louis 24 Marzo 2012 at 8:20 pm #

      Se è vero, come affermano i numeri, che meno della metà di quel che lo Stato preleva con le tasse ci ritorna in servizi (22% contro il 52% del PIL), il cittadino dovrebbe chiedersi che fine fa quell’altro 30% e se è giusto che sia lui a pagarlo…

    • Giorgio 19 Maggio 2012 at 8:47 pm #

      Lei è un galant’uomo io mi alleo sicuramente con Lei,
      senonchè la storia vive di corsi e ricorsi e adesso non è il momento della terza repubblica delle banane

    • Luca 12 Aprile 2013 at 11:04 am #

      Si vergogni filippo, per la sua stupidità, nessuno non vuole lo stato (anche se privatizzare tutto in un regime di libera concorrenza renderebbe i servizi statali efficienti). Altra cosa, lei mi tira fuori l’evasione e la corruzione, ma lo sà cosa sono gli studi di settore? Lo sà che un imprenditore deve comunque pagare allo stato quanto lo stato stima egli debba pagare…l’evasione non impoverisce la gente come le folli spese statali, il denaro rimane in circolo dando a chi lavora e finendo sempre e comunque allo stato con l’Iva di beni e prodotti. Il problema è che persone come il Sig. Zucchi vengono sfruttate e strizzate dalle imposte al posto di tanta gente come lei, che lavora poco e poco da. Ringrazi gli imprenditori perchè sono loro a creare lavoro, loro a creare ricchezza usata e fagocitata dallo stato. Si fidi che sentirà la mancanza degli imprenditori quando il paese non avrà più nessuno a cui rubare per offrire i servizi che ritiene tanto essenziali…

  93. MauroLIB 23 Marzo 2012 at 5:36 pm #

    Vi prego di notare il deficiente del conduttore che vuol far passare da deficiente l’imprenditore.

    « Ma come il 70% di tasse! Non esageriamo. Vero? » e guarda la tipa (che non so chi sia, immagino una ‘tennica’).

    E la tipa candidamente « Se ci aggiungiamo i contributi previdenziali e le tasse locali può essere ».

    Questo idiota non va in prima serata a nascondere la verità. Questo proprio non sa niente e non capisce niente !!!

    • Andrea Zucchi 23 Marzo 2012 at 6:26 pm #

      Spezzo una lancia per Formigli. Il suo mestiere qualche volta prevede di fare le domande retoriche per permettere all’ospite di esprimersi.

      • MauroLIB 23 Marzo 2012 at 7:09 pm #

        Carissimo Zucchi,

        effettivamente per uno studente della scuola Santoro far esprimere un ospite controcorrente (la corrente collettivista intendo) è abbastanza curioso e inusuale.

        Sul fatto che la di lui sorpresa a proposito del 70% di prelievo fosse teatrino premeditato ho dei grossi dubbi. Per me era sorpreso veramente perchè per quella gente tutto ciò che non combacia con la loro ideologia NON è reale.

        In ogni caso, buono che le sia stato concesso abbastanza tempo e che lei l’abbia usato in modo veramente incisivo.

        I miei complimenti e tutta la mia solidarietà.

  94. antonio baldini 23 Marzo 2012 at 5:06 pm #

    La fuga potrà anche portare alla soluzione dei problemi individuali, ma non da’ niente in termini di dignità personale, di rispetto per se’ stessi e di fronte ai propri figli. Gli imprenditori e i lavoratori (gli unici a produrre ricchezza, in tutti i settori) hanno un’altra strada: la DISOBBEDIENZA CIVILE ORGANIZZATA. Basta che dicano NO, rifiutando organizzati tutte le pretese intollerabili dello Stato (la vera causa della crisi attuale) e tutto il castello di carte crolla. In brevissimo tempo.

    • Andrea Zucchi 23 Marzo 2012 at 5:20 pm #

      Non è una fuga, è una scelta.

      • Leonardo 23 Marzo 2012 at 5:29 pm #

        Concordo con il signor Zucchi. Tra l’altro è una scelta intelligente, perchè in questo paese malmesso – come descritto dall’imprenditore – c’è troppa gente che promette rivoluzioni e dopo aver lanciato il sasso nasconde la mano. Ergo, la scelta intelligente è mettersi al riparo (proprio per dare un futuro ai propri figli) dalla valanga di statalismo che ci sta impoverendo e ci sta facendo morire poco a poco.

      • Leonardo 23 Marzo 2012 at 5:32 pm #

        con quale nome su facebook?

      • Lorenzo 23 Marzo 2012 at 5:40 pm #

        Sig. Zucchi lei ha perfettamente ragione.
        Non ci sono alternative… Rimanere per quale motivo?
        Per sputare ulteriore sangue e farsi umiliare?
        Sinceramente per me può pure marcire questo paese fatto di ipocriti e succhiasangue.

        Lei ha ragione.
        E’ una scelta non una fuga.

      • Davide Colombo 23 Marzo 2012 at 6:23 pm #

        Sig. Zucchi come posso contattarla? ha un email?

      • fabrizio 29 Maggio 2012 at 11:41 pm #

        Per piacere andatevene . Pensate di fare una scelta, fatela. Pensate di essere più inteligenti di altri. Andatevene. Io credo che vivremo meglio senza di voi. Andatevene. Però non fate tutto questo rumore. Andatevene, in silenzio. Mi da fastidio il rumore. Caro Andrea, vuoi andare a lavorare all’estero?non c’è bisogno che organizzi tutto sto casino vai su internet mandi il tuo cv e prendi lavoro. Come fanno tutti. E se ve ne volete andre meglio!Ci sono tante persone più umili di voi che sapranno rendere questo paese migliore di quello che avete costruito. Ah però non mettetici più piede. Se solo si potessero esiliare le persone…

        • alex 21 Giugno 2012 at 6:55 pm #

          Forse non capisci che questo è un invito a spostare le aziende (che sono rimaste) all’estero.
          Deve fare rumore.
          Tu resta pure in italia a fare il dipendente pubblico (finche lo stato non finisce i soldi) e poi quando non ti arriverà più l’addebito al 27 del mese vai a piangere e a pestare i piedi in piazza.
          il lavoro deve andare dove lo vogliono e lo coltivano.
          Saluti!

        • Andrea 12 Luglio 2012 at 1:49 am #

          Ma prova ad aprire un azienda prima di offendere, perchè Andrea non ha offeso nessuno finora. Provaci prima di criticare, a te sicuro piove il pane ogni mese fisso, non te lo devi cercare codardo.

        • alex magni 25 Luglio 2012 at 9:42 pm #

          il tuo commento è l unico controcorrente . Evidentemente anche tu fai parte del carrozzone godereccio mangiapane a tradimento che cancrenizza questa nazione .!! Verrà il momento in cui tu caro essere con le mani nella marmellata sarai costretto il giorno 27 a ricordarlo non più come un di da giullare ma un numero da scordare….PERCHè VERRà IL MOMENTO CHE ANCHE TU DOVRAI RIMBOCCARTI LE MANICHE SE VORRAI CONTINUARE A INGURGITARE IL GARGAROZZO, altrimenti caro il mio terziarino VEDRAI CHE FAMATE CHE TI FARAI!!!! Stanno fuggendo tutti i signor zucchi dall italia…QUANDO SARETE NEL PASCOLO SOLO LUPI ED AVVOLTOI SENZA PIù PECORE O CGLIONI NE VEDREMO DELLE BELLE!!!! BUONA FORTUNA CARISSIMO…RINGRAZIA I MOLTI ZUCCHI SPARSI PER L ITALIA SE ANCORA SPENDI E SPANDI, IRRICONOSCENTE!!!

  95. Mauro Cella 23 Marzo 2012 at 4:00 pm #

    Durante il Ventennio, un periodico edito da esuli pubblicò un bellissimo fumetto-caricatura.
    Nella prima riga il Duce chiede, con paroli suadenti e atteggiamento quasi di supplica, un sacrificio per la Patria al lavoratore.
    Nella seconda, con in mano il portafoglio dello sventurato, indice puntato e sguardo severo ordina “Di più!”
    Nella terza, con sguardo truce, manganello in mano e con soprabraccio giacca e pantaloni del povero lavoratore, ridotto in camicia, mutande e cappello, ringhia “Non basta!”
    Nell’ultima urla “Ed ora via, in galera!” mentre due guardie trascinano via in catene il poveraccio, ora completamente nudo.

    E’ la parabola di quello che stiamo vedendo adesso.

    Ciò che mi colpisce di più non è tanto il livello della pressione fiscale, che comunque in due soli anni ha fatto balzi da gigante, quanto l’atteggiamento dei burocrati e dei loro giullari nei confronti di chi paga loro lo stipendio. Moraline, prediche, ditini a cucù di triste memoria… si sta arrivando al punto in cui si criminalizza chi spende il proprio denaro dopo avere fatto alla gente il lavaggio del cervello per “fare ripartire i consumi”. Non spendi e metti in soldi in banca dove ti rendono una miseria anche a fare i salti mortali? Male, devi investire nel mattone “per aiutare l’economia” e cambiare l’auto perché inquina! Così l’immobile te lo possiamo tassare coll’IMU e visto che la nuova auto ha senz’altro una potenza nominale più elevata di quella vecchia te la possiamo “spremere” meglio con bolli, imposte sui maggiori consumi di carburante ed assicurazioni, aggiungo io.
    Sei un pensionato che ha comprato una casetta col TFR? La tua caldaia, sempre manutenzionata a norma di legge e a caro prezzo, è da cambiare perché improvvisamente non è più sicura. La tua televisione non può più ricevere Tele Padre Pio perché ora gira tutto sul digitale terrestre che “offre tanti servizi in più” ma richiede un nuovo apparecchio.
    E potrei andare avanti a lungo.
    Almeno i criminali che ci rapinano apertamente non ci tengono lezioni di morale sul perché è giusto che consegnamo loro i nostri averi…

  96. lorenzo canepa 23 Marzo 2012 at 2:53 pm #

    mi sono trasferito in brasile ma avrei dovuto scegliere il canada. Suggerisco a Zucchi di trasferirsi in canada anche per il futuro dei figli.
    Qui in brasile e´peggio dell ´italia. Politici corrotti all´estremo, pessima educazione, pessima sanita´
    Non e´un paese decente. Con la ricchezza che hanno dovrebbe essere la 1º nazione al mondo invece non lo e´
    grazie ai governi e politici che lo dirigono.

    Andate in Canada

    • Francesco 23 Marzo 2012 at 8:57 pm #

      ciao Lorenzo, anch’io mi sono trasferito in Brasile da un anno e mezzo perchè dopo 11 anni di libera professione in italia ho dovuto chiudere e non vedevo futuro. Sono anche sposato qui!
      Effettivamente concordo con quello che dici, il Brasile dovrebbe essere la prima potenza mondiale, ma non gli interessa che le cose funzionino. Speriamo in bene per il futuro, ma per ora sono molto deluso.
      PS: sig. Zucchi condivido al 100% la sua posizione e la sua scelta

    • alberto 23 Marzo 2012 at 9:34 pm #

      O in Australia. Io sono in Uruguay, Punta del Este… non male peró…. tant mejo da noaltri…

  97. Andrea 23 Marzo 2012 at 2:28 pm #

    Per favore potreste girare il mio indirizzo email a Zucchi, dicendogli che sono con lui e disposto a partire anche subito?

    Grazie.

  98. Carmelo Miragliotta (genteproduttiva) 23 Marzo 2012 at 2:15 pm #

    Non servono commenti né frega niente a nessuno dell’iniziativa di Andrea Zucchi.
    Sino a quando si continuerà a vivere in un’unica Comunità (unico STATO sotto unico Governo) ci saranno categorie dominanti (politicanti, burocrati, funzionari e fancazzisti vari) e gruppi sottostanti. Noi siamo dominati !!!
    Chi volete mai impressionare con il gesto “esemplificativo” ??? O reagite o subite !!!!!!!!!

    • luigi bandiera 23 Marzo 2012 at 5:42 pm #

      IL PALAZZO POGGIA DA SEMPRE VERSO IL BASSO..!

      Amen

      Kax, ripetuta ancora…

  99. Arcadico 23 Marzo 2012 at 1:50 pm #

    Condivido al 100%!

    Verbalizzo!

    Sottoscrivo!

    Una domanda sorge spontanea!

    Se tutti noi, piccoli imprenditori, collaboratori di piccoli imprenditori, agenti di commercio e quant’altro vediamo che il lavandino perde da tanto, troppo tempo e per riempirlo non si deve aprire di più il rubinetto ma occorra ripararlo come è che chi ha potere decisionale non lo fa?

    • Andrea Zucchi 24 Marzo 2012 at 9:38 am #

      Perche si abbeverano dalle perdite

      • FRANCO 20 Aprile 2012 at 1:06 pm #

        ok

      • Paolo 13 Aprile 2013 at 6:59 pm #

        Egregio Signor Zucchi, condividendo quello che pensa Le dico che sto pensando di portare avanti un progetto che aveva ideato mio fratello, da poco deceduto. La sua idea era quella di trovare 1000 imprenditori capaci nel loro campo professionale, una certa cifra di ognuno da poter investire e proporsi in una nazione ( la sua idea era l’Australia per tanti motivi) e chiedere terreni , la posibilitá di incentivi per cistruire una cittadina imprenditoriale made in Italy dove svilupoare lavoro, ricchezza e benessere. Detto in quattro parole é difficile descrivere il progetto, ma mi creda se le dico che sarebbe molto facile far avere agevolazioni, credito e quanto serve per creare questa…cittá del lavoro…e l’Australia é sucuramente un paese interessante per: stabilitá politica, cultura, risorse, densitá di popolazione e altro ancora…se Le sembra di Suo interesse mi contatti e Le descriveró in dettaglio il progetto…La saluto e Le faccio i miei complimenti .geppo60@gmail.com

  100. migotto sandro marco 23 Marzo 2012 at 12:31 pm #

    non ho visto la trasmissione. Ultimamente guardo solo i cartoni animati con mio figlio. Per il resto sono schifato da una classe dirigente che andrebbe messa sotto processo. parlo dei politici, dei manager pubblici, dei giornalisti, dei magistrati, ovvero chiunque abbia concorso a fare di questo Stato quella mafia che e’. Sono un libero professionista che dichiara tranquillamente che oggi per fare impresa in Italia o sei pazzo, o sei un cuor di leone. Altri lo fanno per agganci politici e mafiosi, ma quelle non sono imprese…. Andar via e’ una cosa che ogni giorno che passa prendo sempre piu’ in considerazione.

  101. Riccardo Zanconato 23 Marzo 2012 at 12:03 pm #

    a me piacciono soprattutto le battute di polillo sul SUV, le vetrine e le casseforti.
    come se uno che lavora non fosse libero di comprarsi con i soldi guadagnati quello che più gli aggrada.
    poi è d’accordo sul taglio alla spesa, però a riguardo non hanno ancora fatto niente, mi sembrano la lega con il federalismo.

  102. Vincenzo 23 Marzo 2012 at 12:02 pm #

    «Mi sbarazzo subito della risposta-cliché offerta dagli ignoranti o dai mentitori del mainstream mediatico, cioè che il debito pubblico da noi contratto proprio in quegli anni è ciò che oggi ci trascina in fondo al pozzo. Questo è falso, e persino del tutto sbagliato dal punto di vista degli stati patrimoniali di uno Stato sovrano. Due note di spiegazione: sappia che il più alto debito pubblico mai registrato dall’Italia repubblicana è quello del 1998, col 132% di debito/PIL, ben superiore al livello odierno del 114%. Lei ricorda per caso che l’Italia di allora fosse PIIGS? Che vi fosse un assalto speculativo dei mercati tale da necessitare emergenze nazionali? Parole come ‘spread’ o ‘default’ erano allora sulle prime pagine di tutti i quotidiani, riviste e TG? No. Perché? Perché quel debito era in lire, cioè moneta sovrana, ovvero una moneta che l’Italia creava dal nulla e senza limiti, per cui i mercati sapevano che Roma poteva ripagare qualsiasi obbligazione senza problemi. Il Giappone di oggi è un esempio eclatante di quella verità di macro economia: ha un debito quasi doppio di quello dell’Italia, cioè oltre il 200%/PIL, ma nessun mercato lo sta aggredendo. Ma il Giappone, come l’Italia di allora, ha moneta sovrana e nessun limite vero nel crearne per pagare i propri debiti (e nulla cambia se il debito è in mani nazionali o estere). E poi consideri questo: la Spagna, anch’essa agonizzante nel cortile della vergogna dei PIIGS, ha un debito pubblico di appena il 66%/PIL. Quindi l’argomentazione secondo cui è la presenza di elevato debito pubblico in sé che affonda un’economia non regge» – Paolo Barnard

  103. giaino 23 Marzo 2012 at 11:57 am #

    dopo tutto il discorso, quello gli ha detto che vede chiavi da suv….

    • Interdetto 24 Marzo 2012 at 8:50 am #

      Quella “battuta” macabra, disgustosa, offensiva, totalmente fuori di testa, è emblematica per capire in quale mani stiamo. Considerando anche il numero di persone che si suicida ormai quotidianamente per simili motivi.

      Siamo alle brioches di Maria Antonietta.

      • Andrea 12 Luglio 2012 at 1:39 am #

        Si infatti io se fossi stato conduttore avrei bloccato tutto e gli avrei dato una strigliata di quelle numero uno.non è possibile che un nostro dipendente prenda per il culo chi gli paga lo stipendio.lo avrei ammazzato di botte mi spiace.

  104. alberto 23 Marzo 2012 at 11:14 am #

    forse l’italia è così anche per quelli che se ne sono andati(vedi Cattaneo 160 anni fa) e per quelli che pensano solo al lavoro delegando sempre la politica ad altri, specialmente se incapaci. auguri, beato lui che può scappare, io resterò qui a farmi ammazzare

  105. Trasea Peto 23 Marzo 2012 at 10:47 am #

    In léngoa veneta:

    «Soƚo dopo ke l’ultima botega ghe tocarà saràre…
    Soƚo dopo ke l’ultima fregoƚa fata vegnarà tassà e multà…
    Soƚo dopo ke l’ultimo ke sà fare ghe tocarà emigrar…
    Soƚo in kel momento te te incorxarè ke el Stato no te dà da magnar.»

    Toro Inxanocià

    In lingua italiana:

    «Solo dopo che l’ultima azienda sarà costretta a chiudere…
    Solo dopo che l’ultima briciola prodotta verrà tassata e multata…
    Solo dopo che l’ultimo che sa fare sarà costretto ad emigrare…
    Solo allora scoprirai che lo Stato non ti da da mangiare.»

    Toro Inxanocià

  106. Trasea Peto 23 Marzo 2012 at 10:37 am #

    Chi ha un tipo di attività che non è troppo legata al territorio(come idraulico, elettricista o agricoltore) non capisco per quale motivo resti ancora qui a farsi spennare dall’”Abominevole Regno di Maccheronia”.
    Bisogna togliergli la terra da sotto i piedi, non c’è altra soluzione per eliminarli; tutto il resto è vietato.

  107. Claudio 23 Marzo 2012 at 10:29 am #

    vengo anch’io!

  108. luigi bandiera 23 Marzo 2012 at 10:29 am #

    Testimone Giulio Cainarca, gli ho scritto una lettera che doveva essere per il sindaco del mio paese. Era qualche mese fa.

    Proprio piu’ o meno come questo imprenditore.
    Regalo la mia casa al comune e che si curi lui di manutenderla..!!
    Ha bisogno di manutenzione sempre e non ce la faccio a far piu’ di tanto. Quindi visto anche l’IMU che arrivera’ e le tasse non mi rimane che REGALARLA al comune.

    Anzi, come dissi in assemblee dei lavoratori, visto che aumenti di paga poco o niente e ma sempre aumento di lavoro, “VI LASCIAMO LE NOSTRE PAGHE. DATO CHE SIAMO CANARINI IN GABBIA. (la lingua batte sempre dove..?) Basta che ci diate il Miglio, l’acqua e l’altalena. Beh, se ogni tanto ci darete il biscotto vuol dire che avrtete compassione di noi ILOTI del terzo millennio”.

    Ma quanto ripetente che sono e quindi IGNORANTE al cubo..!

    Salam

    Ah, la ho killata… tanto a che serve inviarla..??

    Siamo canarini e non ci ascolta nessuno salvo quando si CANTA come cantano le monete, una sopra l’altra, che versiamo nella cassa dello stato..!

    BASTA ANDARE A VOTARE..!!!!!!!!!!!!

    LE X SONO SPUNTATE…

    L’e’ tutto un girotondo o cerchio piu’ o meno magico..!!

    UHEI, CANARINI IN CHEBA… BASTA CANTA’, qui bisogna SCAMPA’..!!

    Altro che bae de muso (d’asino)

  109. francesco 23 Marzo 2012 at 10:28 am #

    standing ovation!

  110. Michele Bendazzoli 23 Marzo 2012 at 9:12 am #

    Con ammirazione, il mio migliore in bocca al lupo. Per quanto cattivo, non sarà mai come la lupa dalla quale ha deciso di allontanarsi.

  111. sciadurel 23 Marzo 2012 at 8:49 am #

    completamente d’accordo con il sig. Zucchi

    • Pippo 20 Gennaio 2013 at 4:14 pm #

      Le aziende devono appartenere a chi lavora: un esempio dall’Argentina

      “Luigi Zanon, un imprenditore italiano, aprì una fabbrica di ceramica a Neuquén, in Patagonia, nel 1979. Era un uomo noto in Argentina, la sua famiglia aveva messo su a Recoleta, a quattro passi dal cimitero dove riposa Evita, il parco dei divertimenti più grande del continente: l’Italpark. Zanon era un tipo sciovinista, nel logo della fabbrica spiccava il tricolore e sia gli ottovolanti che i forni dove cuocere la ceramica erano made in Italy. Nei primi anni la fabbrica ottenne enormi finanziamenti pubblici e Zanon, grande amico del regime, non faceva altro che ringraziare il dittatore Videla per aver reso l’Argentina un paradiso per investire. Se Zanon faceva la bella vita lo stesso non si poteva dire dei suoi operai ai quali toccava sgobbare in fabbrica 16 ore al giorno senza diritti nè sicurezza.
      Esiste al mondo qualcosa che sia peggio di un lavoro alienante? Certamente: perderlo. Gli anni ’90 non iniziarono troppo bene né per Zanon e né per l’Argentina. Mentre Brehme trasformava un rigore piuttosto dubbio facendo impazzire di gioia la Germania appena riunificata e disperare Maradona e compagni, Roxana Celia Alaimo, una ragazzina di 15 anni, perdeva la vita su una giostra dell’Italpark che da anni non riceveva manutenzione. Il parco venne chiuso immediatamente ma la fabbrica di Neuquén, anch’essa teatro di morti assurde tra gli operai, non venne neppure ispezionata.
      Nel 1994 mentre il Presidente Menem obbediva agli ordini di Washington inaugurando la stagione delle privatizzazioni, Jorge Sobisch, Governatore della Provincia di Neuquén, andava controtendenza finanziando la fabbrica Zanon con 5 milioni di dollari: quattrini pubblici che il Patron si mise in tasca bellamente al posto di reinvestirli in innovazione dando di fatto il via allo smantellamento dell’industria. Cominciò a licenziare, a vendere macchinari, a dismettere intere aree della fabbrica. «C’è crisi» ripeteva Zanon, «non posso fare diversamente».
      Gli operai avevano paura ma non sapevano come muoversi, erano soli, non c’era un sindacato, non avevano mai scioperato, neppure si conoscevano tra loro. Lavorare a ritmi massacranti e a piccoli gruppi non gli aveva mai dato modo di riunirsi ma un giorno venne presa una decisione che avrebbe fatto la storia: giocare a pallone! Fu un campionato di calcio l’inizio della rivoluzione.
      Ogni domenica gli operai iniziarono a darsi appuntamento su un campetto di periferia. Sudavano, litigavano per un fuorigioco, si insultavano, insomma diventavano amici e quando nel 2000 un altro ragazzo perse la vita in fabbrica gli operai della Zanon erano diventati un gruppo e seppero reagire. Daniel, così si chiamava il ragazzo, ebbe un attacco cardiaco appena entrato in fabbrica e venne portato in infermeria, gli fu dato l’ossigeno ma la bombola era vuota. La morte di Daniel mostrò con chiarezza quanto per il Patron valessero le vite dei suoi operai. Iniziarono gli scioperi, le assemblee, le rivendicazioni, gli operai della Zanon vinsero le elezioni del sindacato ceramista della provincia. Il Patron rispose con nuovi licenziamenti e smettendo di pagare gli stipendi fino a che, nel 2001, decise di chiudere definitivamente la fabbrica.
      Quando gli operai trovarono i cancelli sbarrati restarono sbigottiti, da mesi senza stipendio e ora senza lavoro.
      «E adesso cosa facciamo?» disse qualcuno.
      «E che possiamo fare, entriamo e lavoriamo».
      Sfondarono i cancelli e fecero la sola cosa che sapevano fare: produrre ceramica. Duecento lavoratori che per una vita avevano ubbidito al padrone, pieni di paura e inesperti nella gestione di una fabbrica scelsero di rischiare. Mettere in moto i forni autonomamente era un affronto non soltanto a Zanon ma ad un intero sistema e per questo gli operai vennero ostacolati in ogni modo. Spinti da Zanon i fornitori smisero di consegnare le materie prime, la moglie di un operaio venne rapita e picchiata a sangue, gli ordini di sfratto si susseguirono. Furono mesi complicati per gli operai, gli fu persino interdetto l’utilizzo del nome Zanon per vendere la ceramica, tuttavia, reagirono colpo su colpo. Fecero delle collette per comprare i materiali (sabbia e argilla gli venne regalata da gruppi di indigeni Mapuche, anche loro in lotta per la sopravvivenza), istituirono un sistema di sicurezza interna per evitare sabotaggi e crearono una nuova cooperativa, la FASINPAT (Fabrica Sin Patrones – Fabbrica Senza Padroni). Nel 2003 il sistema si arrabbiò sul serio. Centinaia di poliziotti arrivarono in fabbrica per cacciare gli “abusivi” ma gli abitanti di Neuquén si mossero a sostegno degli operai. Cinquemila cittadini circondarono la fabbrica facendo da scudo, c’erano vecchi e bambini, uomini sulle carrozzelle, tutti uniti per dire basta alle ingiustizie. La polizia fu costretta al ritiro.
      Oggi la FASINPAT, o Ceramica Zanon, esiste ancora, nessuno è riuscito a sfrattare gli operai. Il Patron diceva che non sarebbero stati in grado di fare nulla da soli, che avrebbero fatto esplodere i forni, che senza esperienza la fabbrica avrebbe chiuso in un anno. Non è andata così. In 12 anni di controllo operaio la produzione è aumentata, gli incidenti sul lavoro sono scesi del 95% e sono stati assunti oltre 200 nuovi lavoratori tra in quali anche la mamma di Daniel. Gli operai della Zanon non si limitano soltanto alla produzione, non si sono dimenticati della solidarietà della popolazione e hanno a cuore il benessere dell’intera società. Con parte dei ricavi della fabbrica hanno costruito un centro di salute in un quartiere disagiato della città, regalano piastrelle alle famiglie che non possono permettersele, realizzano visite guidate in fabbrica con i bimbi delle scuole della provincia per mostrargli come si produce la ceramica e come si può cambiate il futuro. Ma non è tutto oro quello che luccica. Nei giorni in cui visitai la fabbrica venni invitato da un gruppo di operai che facevano il turno di notte a mangiare un asado. Avevano improvvisato una graticola tra due enormi macchine che pressavano l’argilla. Bevemmo fernet e cola, mangiammo la carne più buona del mondo e parlammo a lungo. Un ragazzo mi disse che il controllo operaio significava avere maggiori responsabilità ma stesso stipendio, che se era vero che si sentivano liberi era altrettanto vero che dovevano pensare a un mucchio di altre cose oltre al lavoro. «A questo punto era meglio sotto padrone» mi confidò alla fine della chiacchierata. Durante una riunione del sindacato ceramista ascoltai una frase che mi colpì molto: «lo schiavo difende il padrone perché non conosce altra condizione». E’ vero, tuttavia anche chi ha conosciuto una condizione differente a volte preferisce la tranquillità dell’assenza dell’impegno. La mediocrità può essere una strada comoda. Una delle cuoche della fabbrica mi disse che finalmente poteva esprimere le sue idee, che in assemblea veniva ascoltata e che questa era la ricchezza più grande del controllo operaio. Già, una ricchezza ma anche peso, una responsabilità enorme. Essere protagonisti del proprio futuro fa tremendamente paura, la libertà fa paura, averci a che fare è una lotta continua, uno sforzo sovrumano. Essere liberi significa non essere passivi, significa prendere in mano la nostra vita. E’ tosta ma vale la pena provarci.
      Non ho raccolto questa storia perché penso che le proposte che ci arrivano dal Latino America vadano applicate tout court anche in Europa. Ognuno ha i propri tempi, il proprio percorso e le proprie peculiarità. Tuttavia la vittoria degli operai della Zanon (nel 2009 il governo di Neuquén gli diede ragione e firmò un documento rivoluzionario che sanciva l’espropriazione della fabbrica al vecchio Zanon e la consegna alla cooperativa FASINPAT) dimostra quanto sia necessario mettere in discussione il pensiero dominante, quello che continua a ripeterci che l’unico modo per affrontare la crisi sia tagliare lo Stato sociale, che una fabbrica non può essere gestita dagli operai e che per fare politica occorra essere dei professionisti. Io non ci credo più al pensiero dominante. Non li ascolto più i fatalisti che mi spiegano che un progetto non può essere realizzato perché nessuno ci è mai riuscito e che cambiare il mondo è un’illusione. Gli operai della Zanon ce l’hanno fatta, sono i padroni di una grande fabbrica, sono gli artefici del loro destino. E’ stata dura, come scalare una montagna, ma se ci pensate bene per farlo basta mettere un piede dopo l’altro.” Alessandro Di Battista – autore di “SICARI A CINQUE EURO” libro/inchiesta sulle origini della criminalità in America Latina

      • Al 12 Aprile 2013 at 8:13 am #

        Bravissimo, vedo che il lavaggio del cervello su di Lei ha funzionato proprio bene. Ma si rende conto che la storiella edificante con cui ha sprecato qualche migliaio di pixel sul mio schermo non ha la benché minima attinenza con quello che il piccolo e medio imprenditore vive ogni giorno in Italia? L’imprenditore medio in Italia non ha nessuno che lo finanzi con milioni di dollari come nel caso che riporta, anzi la pubblica amministrazione ha un debito non pagato con i fornitori privati per decine di miliardi di euro, più altre decine di miliardi di credito d’imposta non risarcito. Le svelo poi un segreto: l’imprenditore medio non vuole finanziamenti a pioggia, che spesso non sono essenziali per la sua attività. VUOLE ESSERE LASCIATO LIBERO DI PRODURRE, con una tassazione sensata, con regolamentazione fiscale, burocratica e del mercato del lavoro sensata. Le è chiara la differenza rispetto al caso che riporta o le serve un disegnino?

        • Antonella 12 Aprile 2013 at 11:05 pm #

          Ciao a tutti, anche io vorrei andar via dall’Italia e chiedo a tutti quelli che hanno scritto e che sono all’estero se hanno contatti da darmi per trovare lavoro. Sono un avvocato giovane ma che ha tanta voglia di lavorare (lavoro 12 ore al giorno per una miseria) e tanto entusiasmo per quello che faccio…sono entrata da pochi anni nel mondo dei “grandi” ma ritrovarmi senza prospettive è deludente. Sono sempre stata la prima a sostenere di non voler andare via dall’Italia, non ho fatto nemmeno l’Erasmus per quanto amo il mio Paese….ma adesso BASTA …. tutti continuano a farla troppo grossa. la mia e. mail è: antonella.ardino@gmail.com

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