di CARLO MELINA
Veneto, questo sconosciuto. Abitato, alla bisogna, da barbari, servi, evasori e suicidi. Piegato da uno Stato illegittimo. Costretto in un discorso che i veneti non controllano, perché partecipi dell’agenda mediatica solo nei limiti cortesemente concessi dal Leviatano. Da una macchina che impedisce loro di conoscere quello che il Veneto è, quello che potrebbe essere e quello che diventerà se non sarà capace di affrancarsi. Il tutto mentre le aziende chiudono, i disoccupati aumentano e puntualmente arrivano tasse, bollette e pignoramenti.
Perché i veneti non hanno mai contato nella politica, nell’economia e nella cultura italiana? Quante tasse pagano il cittadino e l’imprenditore veneto? A quanto ammonta il residuo fiscale regionale e quali opere potrebbe finanziare, se il 100% del gettito fosse trattenuto sul territorio? E ancora, dove finiscono i soldi che i veneti affidano ad istituti bancari che non sostengono lo sviluppo dell’impresa e cosa ha portato davvero al suicidio di tante donne e uomini veneti?
Le risposte a queste e altre domande, così come ce le restituiscono giornali e televisioni, sono sempre parziali, elusive, imprecise. Viziate da un presupposto inestirpabile: il Veneto è una regione italiana, abitata da barbari, servi, evasori e suicidi. Un presupposto che oggi, un gruppo di professionisti veneti, vuole cancellare. Come? Riappropriandosi della propria terra, soprattutto di una narrazione completa e libera, che guardi in faccia ai veneti, che li interpelli, che metta al centro non tanto la necessità di ribadire gli stereotipi in cui li racchiudono i media italiani, ma di rappresentare la loro vera identità.
“Via col Veneto”: si chiama così il film-documentario che quattro giornalisti veneti realizzeranno nei prossimi mesi, sul Veneto e per il Veneto. Un film di 50 minuti circa, con interviste ad imprenditori, politici e cittadini veneti, nelle piazze e nelle strade, nelle fabbriche, nelle botteghe, con domande scomode e risposte mai sentite prima in televisione. Un documentario senza padroni, senza finanziamenti pubblici, senza censura, che non sarà venduto, ma ceduto gratuitamente a chiunque lo voglia trasmettere, in Italia e all’estero, via satellite o sol web. “Via col Veneto” aspira alla massima diffusione e ha un solo scopo: raccontare ai veneti la verità inconfessabile, ossia che la crisi del Veneto ha un’origine precisa e un nome solo, Italia. Per questo i giornalisti che collaborano a ”Via col Veneto” sono già al lavoro da diverse settimane, così come gli operatori (due giovani professionisti veneti, fra cui Tommaso Giusto, regista di “Venezia 1797″), che hanno già cominciato a raccogliere le prime immagini. Nonostante ciò, il canovaccio è in continua fase di aggiornamento, e qualsiasi segnalazione di notizie, ingiustizie o soprusi targati Stato italiano possono essere inviati qui (carlomelina@gmail.com), per un rapido contatto.
Poiché gli autori di “Via col Veneto”, come già altri giornalisti (vedi Michele Santoro), non hanno una televisione o un editore amico, interessato per motivi commerciali e politici a sobbarcarsi costi e spese di produzione, da questo giornale, che si presta a fare da cassa per il progetto, parte un appello a tutti i veneti. “10 euro di tv” è stato lo slogan con cui Santoro e i suoi hanno potuto raccogliere fondi per realizzare la trasmissione “Servizio Pubblico” (salvo poi avvalersi di introiti pubblicitari, non sarà questo il caso di “Via col Veneto”). Ecco, un qualcosa di simile lo potremmo fare noi, insieme, versando un contributo, ciascuno secondo le proprie possibilità, per permettere ai veneti, specie a quelli assuefatti al sistema informativo italiano, che non leggono riviste indipendentiste, non frequentano incontri politici e culturali veneti, di conoscere verità taciute sulla politica e sull’economia del proprio territorio, attraverso un film-documentario realizzato da professionisti che altrove, nelle televisioni italiane, non hanno potuto fare altro che riproporre i noti stereotipi, così come richiesto dai loro direttori. Salvo, in qualche caso, non volendo vendersi la coscienza, andarsene… via col Veneto!
Le donazioni per la produzione di “Via col Veneto”, che sarà proprietà esclusiva non già dei propri autori, ma di tutti i veneti (all’atto della registrazione presso la SIAE si cederà ogni diritto di utilizzo al “Popolo veneto”), possono essere fatte attraverso il conto corrente bancario intestato a L’Indipendenza, piazza Missori, 1, 20123 MILANO, c/c bancario presso Cassa Rurale e Artigiana di Cantù – BCC, agenzia di Cucciago (Co), IBAN: IT18 F084 3051 9600 0000 0063 806, causale: “Sostengo Via col Veneto”. Successivamente si prega di mandare una e-mail al sottoscritto (carlomelina@gmail.com), che vorrà confrontarsi singolarmente e condividere maggiori dettagli con quanti avranno contribuito.



TI ME CREDI MORTO, MA MI SON VIVO
Forza veneto
Io credo che il signor Culitto sia un nome inventato, per cui sarebbe opportuno non dargli credito e tanto meno leggerlo. Se sbaglio inviterei questo signore a scrivere il suo telefono (fisso o cellulare). Io scommetto che non lo scriverà! Sono aperte le scommesse uno a cinque!!!
non sono il signor “culitto”, né vorrei prendere le sue parti… però costui dovrebbe essere un cretino a scrivere su internet il suo numero di cellulare o il fisso ogniqualvolta qualcuno nota la “stranezza” del suo cognome. ma mi faccia il piacere…
Cintolesi… ma che cognome stran che te há!
poverini questi veneti, sempre maltrattati e ignorati…poverini…è questo quel che volete? la compassione? abbiate un po di dignità, assumetevi le colpe dei vostri fallimenti e nessuno vi negherà il merito dei vostri successi, siate uomini liberi e degni e non “caccole” della società piagnucolose e leghiste
A breve torneremo Liberi sul serio, non abbia a temerne.
Saluti
Presto, più presto di quanto si osi sperare.
E sarà un giorno TERRIBILE
…per questo stato occupante,
uno stato fasullo, vigliacco, cialtrone e ladro, perfino assassino dei Popoli della Penisola.
salvatore.. ce l’hai una azienda da portare avanti? hai idea di cosa vuol dire pagare il 60-65% di tasse? hai idea di cosa voglia dire dare avvio a una causa perchè non ti pagano perchè nessuno ha soldi?di pagare l’iva in anticipo? non usiamo mica pistole per farci pagare, cerchiamo di usare la legge ma nel frattempo si fallisce…
noi non stiamo pagnucolando, siamo solo arrabbiati, con il mondo, con il mondo italiano.
preciso di non essere leghista.
Finalmente sta per arrivare un film documento che racconterà, fuori dal coro e dagli stereotopi che piacciono ai politici romani, chi è il popolo veneto e che cosa fa il popolo veneto veramente. Viva San Marco !!!
bcc di Cantù in provincia di Como????????
si perchè?