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Le teorie cospirative in economia promuovono e giustificano il socialismo

di REDAZIONE

Proponiamo in ANTEPRIMA per L’Indipendenza la traduzione integrale in italiano dell’articolo Conspiracy-Theory Socialism sul rapporto tra le teorie cospirative d’ambito economico (quali narrazioni teoretiche basate sull’efficace operato della pianificazione centralizzata quale forma di controllo più o meno occulto da parte di alcuni soggetti o istituzioni dell’economia) e il socialismo (quale soluzione apologetica derivante o giustificata quale sua affermazione). L’autore, Steven Horwitz, oltre ad essere editorialista per il magazine libertario The Freeman edito dalla Foundation for Economic Education è professore di economia austriaca alla St. Lawrence University a Canton (New York), Affiliated Senior Scholar del Mercatus Center alla George Mason University ad Arlington (Virginia) e membro della Mont Pelerin Society dal 1996. (Traduzione di Luca Fusari)

Un elemento particolarmente sfortunato ai margini del movimento per la libertà è la fede in una varietà di teorie del complotto a proposito del governo e l’economia. Alcune teorie sono meno dannose di altre, ma alcune sono molto più perverse e suggeriscono, ad esempio, che i banchieri ebrei internazionali abbiano creato e sostenuto la Fed quale tentativo di manipolazione del sistema monetario e del credito per il loro personale arricchimento.

Le teorie della cospirazione sono vecchie come il pensiero umano e soddisfano un profondo desiderio di credere che una persona o un gruppo sia grado di controllare tutto quanto e che il modo apparentemente caotico nel quale la vita sociale si evolve abbia in realtà una unità di fondo. In questo modo, gli osservatori hanno sostenuto, le teorie cospirative sostituiscono la religione, dando il senso a ciò che altrimenti sarebbe un mondo privo di senso sociale.

E come la religione, le teorie della cospirazione, in ultima analisi, fanno affidamento sulla fede. Le ”migliori” teorie sono quelle che sono impenetrabili da prove contraddittorie. Esse sono, nel linguaggio della filosofia, “non falsificabili”. I sostenitori di queste teorie ricorreranno alle tesi secondo cui ogni contro-prova è davvero la prova per la teoria, in quanto mostrerebbe come furbescamente i cospiratori siano in grado di distrarre la nostra attenzione dal loro reale potere.

Questo non è quello per cui i liberali classici (e i libertari, n.d.t) devono impegnarsi. La nostra causa per la libertà deve riposare in ultima analisi, sulla ragione e la logica, e dobbiamo essere aperti a prove che contraddicano realmente la nostra comprensione del mondo.

Le teorie della cospirazione sono invece dei sistemi chiusi di pensiero, l’esatto opposto di una dinamica aperta, in evoluzione quale visione del mondo, sulla quale si fonda il nostro liberalismo classico. Ma c’è un problema ancor più fondamentale per un liberale classico (o libertario n.d.t) che abbracci la maggior parte delle teorie del complotto.

In definitiva, ritenendo che un piccolo gruppo di persone malvagie stia manipolando i processi economici e sociali per i propri fini si concede ai difensori della programmazione economica del governo che il controllo e la manipolazione dell’economia sia infatti possibile! In altre parole, le teorie cospirative sono una forma di socialismo. Se i banchieri internazionali, in realtà utilizzando la Fed manipolano l’economia per arricchire se stessi, o se i politici e burocrati utilizzano il sistema di welfare per minare la famiglia o per impoverire gli afro-americani,  allora con il controllo del governo si possono raggiungere anche altri obiettivi molto specifici, e tutto diviene apparentemente possibile.

Si noti che non sto negando che il governo possa causare tutti i tipi di problemi, o che istituzioni come la Fed non minino il benessere economico. (Ho avuto una carriera lunga quale critico della Fed, in particolare circa il suo ruolo nel causare l’attuale recessione.) Quello che sto qua sostenendo è che la fonte dei problemi che causano non sono le cattive intenzioni di coloro che occupano i posti di potere, ma i problemi strutturali che devono affrontare tutti i governi quando tentano di svolgere i compiti loro assegnati. Non è la malvagità della Fed o l’incompetenza che porta a questi problemi, ma piuttosto la loro ignoranza degli stessi.

Perché non cospirazioni nobili?

http://4.bp.blogspot.com/-oIwrN2hGPdk/TvrkB_i_h3I/AAAAAAAAAIA/_u7O2egmKi0/s1600/nk006_resize.jpgSe si ricorre alla teoria del complotto quale spiegazione della realtà, lasciamo aperta una ovvia risposta da parte dei nostri critici: se un piccolo gruppo di persone è davvero in grado di manipolare l’economia per fini malvagi, perché non è possibile che un piccolo (o anche un grande gruppo) possa manipolare l’economia per obiettivi più nobili, diciamo, per una qualche forma di giustizia sociale? Quando cadiamo nel pensiero cospirazionista in realtà stiamo accettando la premessa fondamentale al centro di ogni forma di socialismo: ovvero che sia possibile per gli esseri umani controllare coscientemente l’economia o la società più in generale. In questo modo non facciamo altro che, come ho sostenuto la scorsa settimana, rafforzare  coloro i quali pensano che il governo possa migliorare o essere migliore del mercato.

A livello fondamentale, le teorie cospirative si oppongono al concetto di ordine spontaneo, che è al centro del pensiero liberale classico dalla fine del XVIII secolo, se non prima. Da Smith a Menger ad Hayek, il mercato e l’evoluzione sociale più in generale, è stato inteso come un processo di scoperta che nessuno progetta o controlla. Il miracolo del mercato, che noi celebriamo tutto il tempo, dimostra che l’azione umana con le istituzioni giuste produce coordinamento, la cooperazione, la prosperità e la pace senza la necessità di una direzione consapevole. Questa prospettiva illustra la complessità del mondo sociale. Una conseguenza è che la scelta compiuta dalla gente, per una marca di un prodotto,  per un attore del mercato o della politica, rischia di avere conseguenze impreviste, come interazione con le istituzioni e le scelte degli altri. Le teorie del complotto suggeriscono invece che i cospiratori possono in qualche modo evitare conseguenze indesiderate. Sono stranamente in grado di modificare il mondo secondo la loro immagine, senza sforzo tagliando attraverso i modelli complessi della società.

La capacità di costruire il mondo così come ci piace – senza conseguenze indesiderate – era al centro del futuro socialista idealizzato da Engels Marx. Quando i liberali classici (o i libertari n.d.t) ricorrono a teorie della cospirazione, le quali ammettono la possibilità di un qualche controllo sulla realtà, rendono troppo facile ai loro critici chiedere perché la gente non possa esercitarlo a fin di bene.

Le teorie della cospirazione sono tra i più deboli modi per difendere la libertà. I difensori della libertà dovrebbero evitare tali credenze, riaffermando l’impegno alla ragione, alla logica e ad una spiegazione basata sull’ordine spontaneo.

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51 Responses to “Le teorie cospirative in economia promuovono e giustificano il socialismo” Subscribe

  1. mercanzin marco 17 Luglio 2012 at 2:18 pm #

    nell’articolo si vuol far passare l’idea che i socialisti, o i comunisti, o i parassiti, o qualsiasi entità contraria alla libertà dei popoli e dell’economia, approfittino dell’attuale crisi per declinarla a favore di teorie “sovietiche”.
    lungi da me escludere che sicuramente il comunistucolo di turno approfitti della situazione e attraverso la paura e la destasbilizzazione attui un processo di reclutamento ideologico.
    ma generalizzare è sempre un errore.
    infatti, come esistono i complottisti propdomo sua, esistono anche i Debunkers, soggetti dediti a smontare a priori qualsiasi teoria che vada contro al “comune sentire” indotto dai media mainstream.
    l’autore avrebbe dovuto inizialmente definire cosa intende per complottismo.
    Evitandolo, puo’ facilmente incappare in critiche appropriate, allorchè, qualcuno gli chieda.
    complottismo? come quello definito contro chi non crede a Lee Osvald che uccide Kennedy?
    O quello che non crede alla versione ufficiale di Ustica?
    O a quelli che non credevano alle armi di distruzione di massa di Saddam, e che hanno fatto fare una figura di merda a Blair?
    Oppure alle notevoli incongruenze riguardo a quanto accaduto l’11settembre 2001?
    Oppure alle vicende legate alla liberazione del generale Dozier, in contrasto con quanto avvenuto con Moro?

    Oppure, venendo alle cose indipendentiste, è un complottista asservito al socialismo reale colui che vede dietro alla nomina di Monti, un qualcosina di strano?
    O forse è complottista colui che dice e che diceva a suo tempo, che Prodi ha abilmente falsificato i conti per condurci nell’abbraccio mortale dell’euro?
    Oppure, è un complottista colui che non crede che mille tagliagole sbarcati a in sicilia, senza l’appoggio della marina inglese e relativi soldi per corrompere i responsabili locali, non avrebbero nemmeno messo piede a terra?

    Perchè, allora, molti articoli di questo giornale on line sono complottisti fino al midollo, nell’accezione negativa dell’estensore dell’articolo.

    Per cui, a me sembra che come il comunistucolo di turno, tenti di approfittare della crisi per incamerare consensi, altrettanto fa, dall’altra parte, chi vuole propugnare teorie politiche e relative filosofie, che si reggono solo su enuncita di inizio secolo, privi di ogni fondamento macroeconomico supportato da dati.

    • LucaF. 18 Luglio 2012 at 8:29 am #

      @mercanzin marco
      A mio avviso non ha capito il contesto dell’articolo incentrato su una critica alle teorie cospirative economiche.
      A nulla serve citare cose non attinenti all’argomento economico.
      Francamente mi pare che le tesi proponenti una visione ed una descrizione della realtà economica di ordine macro si stiano rivelando sempre più fallaci come anche i loro stessi indicatori dimostrano.

      • Mercanzin Marco 18 Luglio 2012 at 11:46 am #

        Francamente la sua replica continua la srada del trasmettere oPinioni. Se rileva delle incongruenze nella mia tesi, cacci fuori i suoi dati e la smetta di Pugnettarci con le sue considerazioni personali, che anche se legittime, non entrano nel merito. Ripeto, non teorie, ma dati. Per favore.

  2. mercanzin marco 17 Luglio 2012 at 1:43 pm #

    @Leonardo

    lei non mi conosce, come non conosce la mia ferratezza o meno in abito economico.
    Le mie opinioni valgono, fino a prova contraria tanto quanto alle sue.
    Se asserisco che la crisi attuale non è causata dal debito pubblico, lo dico in base ai dati, che al contrario delle opinioni, sono oggettivi.
    Se la sua mente glielo permette, mi confuti il fatto che l’italia del 98, con lo stesso debito pubblico, con un’inflazione dichiarata del 5%,contro il 2% attuale, non avesse nessun problema di spread o di rating, mentre ora, con l’euro e il conseguente indebitamento delle banche, facciamo schifo.
    Confuti il fatto che il debito di irlanda e spagna, al di sotto della soglia del 60%, ma con una esposizione bancaria oltre il 110% del PIL, hanno già dovuto ricorrere alla BCE in maniera massiccia, mentre le banche italiane molto meno.
    la crisi attuale è determinata dal debito privato !!! ripeto, privato !!
    I crediti delle banche, quelli che ora sono in sofferenza, sono i debiti dei privati: famiglie e imprese. E debito privato non si può dire. Anzi, come sapete, in italiano non esiste più la parola debito: esiste solo la parola “debitosovrano”. Capite bene che “debitosovrano privato” suona male: quindi non si può dire: basta il sostantivo: “debitosovrano”.

    Si può però dire “debito delle banche”, anche se è una lieve imprecisione. E perché? Ma è semplice. Perché dal punto di vista ideologico dire “debito delle banche” rinvia alla favoletta dalle fosche tinte, ma intrinsecamente consolatoria (come tutte le favolette), secondo la quale la finanza cattiva avrebbe fatto dei non meglio precisati debiti… Un quadro meno comprensibile ai più, e quindi molto più rassicurante, di quello che consiste nel dire la verità: “guarda che le banche hanno prestato troppo (in Spagna il loro attivo è aumentato di una novantina di punti di Pil dal 1999 al 2007), quindi hanno necessariamente prestato male (perché gli impieghi produttivi sono limitati ed esistono i rendimenti decrescenti), quindi ora sono fragili e rischiano il fallimento. Le banche falliscono perché è esploso il debito privato, il quale è esploso perché loro hanno deciso di finanziarlo. Chiaro? I 90 punti di Pil in più di “crediti ai settori residenti” in Spagna sono 90 punti di Pil in più di debito privato. Il debito privato (cioè i crediti delle banche, la componente principale del loro attivo) in Spagna nel 2007 era il 197% del Pil. Il debito pubblico era il 36%. Sì, hai capito bene benissimo. Proprio così.”

    A questo serve “scambiare” i debiti con i crediti. A nascondere questa semplice, tremenda verità: che i mercati sono allarmati dallo spropositato debito privato dei paesi dell’europeriferia.
    l settore privato spagnolo ha debiti per il doppio del reddito del paese. Altro che parametri di Maastricht! E cosa succede quando il settore privato ha troppi debiti (cioè ha preso troppi soldi in prestito, cioè le banche hanno troppi crediti), cosa succede insomma quando c’è troppa “finanza” ? Quando il debito privato supera il 110% del Pil iniziano gli effetti depressivi sull’economia.

    Del resto, in Spagna la crescita media dal 1980 al 2002 è stata del 2.9%. Nel 2003 il debito privato (non quello delle banche, che per i privati è un credito: quello dei privati, che per le banche è un credito) supera il 110% del Pil, e la crescita media dal 2003 al 2011 è stata dell’1.69%. Direte: be’, ma c’è stata la crisi.

    E io le chiedo: e la crisi perché c’è stata? Perché in un altro paese i debiti privati avevano superato (e da un po’) il 110% del Pil… Indovinate un po’ dove?

    dai Leonardo, su, se hai voglia, confuta pure, sono qui per imparare dalla tua FILOSOFIA POLITICA……….

    • Leonardo 17 Luglio 2012 at 2:30 pm #

      L’economia non è fatta di opinioni, studia!

      • mercanzin marco 17 Luglio 2012 at 2:38 pm #

        Ehi, ma sta scherzando?
        Guardi che è esattamente quello che le ho detto io, e non solo, ma mentre io mi espongo con dati, è lei che fornisce solo opinioni e accuse.
        Studiare io? certo, fino al mio ultimo giorno, e la ringrazio per il “rinforzo Positivo” che mi fornisce ; ma esibirsi anche lei in enunciazione di dati a supporto delle sue opinioni, a quando?

        la smetta di accusare e di fare iL ” Complottista” sui miei post, e disveli tutto il suo sapere analitico.

        La attendo pubblicamente.

  3. Mercanzin Marco 17 Luglio 2012 at 9:31 am #

    Bene. Continua così. Come nell’articolo, una valanga di opinioni, ma di dati a supporto di teorie manco l’ombra.
    Lo volete capire che se l’itaglia e’ criminale e parassita, e personalmente per cercare la liberta’ della mia terra , ho rischiato la galera, ciò non toglie che questa crisi NON E’ causata dal debito pubblico !!! Irlanda prima della crisi: debito PIL 40%, Spagna 60%, Portogallo 60%, tutti crollati a mendicare ai fondi internazionali per rifinanziare le loro banche, banche, quindi privati.
    Quindi se la crisi, come mostrano i dati, ed riferibile non ai debiti pubblici, ma alle esposizioni delle banche, AZZO c’entra il Complottismo che suffragherebbe il socialismo???!!!!
    Siete voi integralisti ciechi del liberismo come panacea di tutti i mali, che vedete ad ogni pie sospinto il male dello stato, mentre non capite che per qualsiasi impostazione economica, la comunità e’ necessaria, perché il mercato ha altre priorità : realizzare il giusto guadagno, ma nel più breve tempo possibile, nel settore che garantisce maggior ritorno, e con meno rischi per l’investento. Queste giuste priorità escludono molti importanti investimenti che invece la comunità abbisogna.

    • Leonardo 17 Luglio 2012 at 9:52 am #

      Affermare che questa crisi non è causata dal debito pubblico significa non avere una minima idea di cosa sia l’economia. Oltre a non avere alcuna idea di cosa sia la filosofia politica. Parli di calcio, in quel campo chiunque può sostenere corbellerie.

      • Mercanzin Marco 17 Luglio 2012 at 1:07 pm #

        Mi scusi, ma oltre alle sue opinioni, ha qualche dato per confutare la sua tesi?
        Le ho già spiegato che Irlanda e Spagna non avevano problemi di debito. Può indicarmi qualche altro dato?
        E il calcio non mi piace.

  4. jimmie 16 Luglio 2012 at 8:01 pm #

    @LucaF
    Rispondere a LucaF e’ inutile e non ci provo. Chomski scrive “libri spazzatura”, che tra l’altro non ho mai letto ma da cui, a suo avviso, “spulcio” (suppongo) ad libitum.
    Ho sbagliato sito? Chiedo venia. Non sapevo che i siti fossero frequentabili in base all’ideologia – specialmente osservando che il termine “L’Indipendenza” dovrebbe (almeno in teoria) applicarsi anche alle idee.
    Ammetto l’accusa di “Indymediaismo.” Nel mio pur piccolo ho sostenuto I ragazzi che qui dove abito si sono legati con catene ai pochi alberi millenari rimasti, per cercare di salvarli dall’abbattimento in nome di Friedman, del libero mercato, nonché (naturalmente) della libertà e democrazia. LucaF non si preoccupy, libertà e democrazia hanno trionfato. Gli alberi sono stati abbattuti e I ragazzi sono finiti in galera.
    ‘Spulciando’ da un classico e a beneficio (o maleficio?) di LucaF ecco un’espressione di Tolstoi, “I soggetti anche piu’ difficili possono essere spiegati persino a una persona particolarmente ottusa se la persona non si è gia’ preformata un’idea a proposito.
    Ma anche I concetti piu’ semplici non possono essere spiegati a un individuo molto intelligente se il medesimo e’ fermamente convinto di conoscere la realtà senza ombra di dubbio.”
    E ancora spulcio, o meglio, copio e incollo una recente dichiarazione di Bernie Sanders, da piu’ di 40 anni indipendente rappresentante del Vermont al Congresso.
    “Parlano di lotta di classe. Il fatto è che in questo paese la lotta di classe esiste da 30 anni. Pochi miliardari sono all’attacco della classe media e di chi lavora. Come risultato abbiamo in America la piu’ diseguale distribuzione di ricchezza e di introiti di ogni paese al mondo dal 1928. Chi può difendere il fatto che le 400 persone piu’ ricche del paese posseggano piu’ ricchezza che la ricchezza totale della metà piu’ povera dell’America, 150 milioni di gente?”
    jimmie
    http://www.yourdailyshakespeare.com

    • LucaF. 16 Luglio 2012 at 11:17 pm #

      @ jimmie
      Ti faccio presente che mi hai risposto al commento.
      Non è la prima volta che critichi quanto scrivo e gli argomenti proposti dalla redazione di questo giornale.
      L’Indipendenza significa anche non transigere su determinati argomenti non negoziabili.
      Guarda che sei tu che hai la faccia tosta di venir qua sul nostro sito a darci dei venduti al soldo di chissà quale Spectre solo perché non trattiamo gli argomenti come altri giornali molto più affini alle tue idee sull’economia e del mondo.
      Le nostre idee sono coerentemente indipendenti anche sul fronte economico molto di più di tanti organi di disinformazione che spacciandosi per resistenti e rivoluzionari sono al servizio del sistema.
      La prossima volta raccomanda ai tuoi amici ambientalisti di comprare gli alberi, se vogliono meglio difenderli; sempre che tu non confonda gli episodi dei Simpson in tv per realtà.
      http://it.wikipedia.org/wiki/Episodi_de_I_Simpson_%28dodicesima_stagione%29#Lisa_l.27ambientalista
      Rothbard affermava: “Non è un crimine essere ignoranti in economia, dopo tutto si tratta di una disciplina specializzata, considerata dalla maggior parte delle persone una triste scienza. Ma è totalmente irresponsabile fare la voce grossa ed esprimere opinioni in materie economiche mentre si persiste in tale stato di ignoranza”
      Bernie Sanders è un Democrats con tendenze socialiste, in 40 anni ha approvato le peggiori porcate stataliste americane, non ultimi i bailout del 2008.
      La vera lotta di classe la fanno i produttori tax payers contro i politici tax consumers.
      Guardacaso Warren Buffett è tra i milionari sostenitori di Obama favorevole ad un aumento delle tasse alla classe media, in quanto il suo portafogli è pieno di titoli di Stato, ma ovviamente per te è un liberista in quanto è ricco…
      Dipende come hanno fatto le loro ricchezze, se li hanno guadagnati onestamente tali soldi producendo sul mercato beni e servizi o se realizzati con clientelismi con lo Stato.
      La ricchezza in sè non è comunque un parametro in sè indicativo di più o meno morale da parte degli individui, solo i marxisti mossi dall’invidia sociale ancora lo credono.

  5. Mercanzin Marco 16 Luglio 2012 at 6:06 pm #

    “Il miracolo del mercato, che noi celebriamo tutto il tempo, dimostra che l’azione umana con le istituzioni giuste produce coordinamento, la cooperazione, la prosperità e la pace senza la necessità di una direzione consapevole.”

    Scusate, ma ” con le istituzioni giuste” ? Ma gli austriaci lo vogliono o no lo stato?
    Anche perche’ e’ logico che per qualsiasi teoria economica sia necessario un governo onesto e preparato.
    Riguardo alla cospirazione, l’autore si vada a vedere chi controlla l’80 % del mercato finanziario mondiale, comprese le tre maggiori societa’ di rating. ………

    • Luca 16 Luglio 2012 at 6:54 pm #

      “chi controlla l’80 % del mercato finanziario mondiale, comprese le tre maggiori societa’ di rating”
      Perchè non ce lo dici tu, visto che noi comuni mortali privi di una teoria unificata che spiega tutti gli eventi storico-economico-politici del mondo (leggi “teoria complottista”) non abbiamo idea di che cosa tu stia parlando?

    • LucaF. 16 Luglio 2012 at 7:04 pm #

      @ Mercanzin Marco
      Dipende qual’è la natura di tali istituzioni, penso che l’autore si riferisse alle attività imprenditoriali da parte dei privati e a un sistema di regole chiare e minimali.
      Gli austriaci in quanto economisti sono contro l’interventismo dello Stato in economia, questo non implica necessariamente l’assenza dello Stato come istituzione dato che politicamente possono essere liberali classici e non tutti libertarian (a loro volta suddivisibili in minarchici o anarcocapitalisti).
      Horwitz è politicamente un libertarian minarchico.
      Le tre maggiori società di rating si limitano a registrare l’ammontare del debito pubblico realizzato dai goveni dei vari Stati nazionali e a dar conseguenti valutazioni. Potranno essere non sempre obbiettive o tempestive con tutti i Paesi, ma il vero problema non è nella proprietà o nelle valutazioni, quanto nella spesa pubblica statale compiuta dalla politica.

      • Mercanzin Marco 16 Luglio 2012 at 8:45 pm #

        Che il debito pubblico lo dici tu e molti altri creduloni.
        Che ci voglia uno stato o una comunità onesta, già annulla le teorie austriache.
        Il problema dell’attuale crisi e’ determinata dai debiti privati. Vedi banche rifinanziate. Leggi
        Meno il suonato di Hayek e guarda di più qualche semplice dato.
        Mamma mia, ancora. CO sto debito pubblico.

        • LucaF. 16 Luglio 2012 at 10:41 pm #

          @ Mercanzin Marco
          Preferisco di gran lunga leggere il sempre valido Hayek anziché dover rispondere ad una persona che se la canta e se la suona in modo così stonato…

  6. Homo Liber 16 Luglio 2012 at 5:27 pm #

    La VERITA’
    attraversa sempre tre fasi:
    prima viene ridicolizzata,
    poi viene osteggiata,
    infine viene riconosciuta.
    Spesso è troppo tardi.

    Ci sono tre categorie di persone:
    quelli che vedono, quelli che vedono quando gli viene mostrato cosa vedere, e quelli che non vedono affatto;
    (Leonardo da Vinci)
    aggiungerei la categoria di quelli che non vogliono vedere

    Lo scettico negazionista per preconcetto, muore con una smorfia in volto, mentre il suo sorriso stupido si trasforma in stupore prima e terrore poi.
    http://www.youtube.com/watch?v=JgXuenwq22k&feature=player_embedded

    Le uniche due certezze della vita sono la Morte e il Dubbio. Il dubbio è quel beneficio che spesso allontana la morte (in senso esteso).

  7. michele spallino 16 Luglio 2012 at 5:23 pm #

    Steven Horwiz sostiene : “che non sto negando che il governo possa causare tutti i tipi di problemi, o che istituzioni come la Fed non minino il benessere economico. (Ho avuto una carriera lunga quale critico della Fed, in particolare circa il suo ruolo nel causare l’attuale recessione.) Quello che sto qua sostenendo è che la fonte dei problemi che causano non sono le cattive intenzioni di coloro che occupano i posti di potere, ma i problemi strutturali che devono affrontare tutti i governi quando tentano di svolgere i compiti loro assegnati. Non è la malvagità della Fed o l’incompetenza che porta a questi problemi, ma piuttosto la loro ignoranza degli stessi.”

    Ma, di grazia, professore, vuol spiegare a noi comuni mortali, se non è la malvagità o l’incompetenza, cosa è che causa l’ignoranza dei problemi??? che differenza c’è tra ignoranza e incompetenza, in un contesto peraltro di personcine perbene (non malvagie, nè corrotte, suppongo)???
    e poi mi scusi , ma francamente sembra un pò circolare sostenere che la fonte dei problemi “sono i problemi strutturali che devono affrontare tutti i governi quando tentano di svolgere i compiti loro assegnati”, o no???

    Ringraziandola anticipatamente, cordiali saluti

    • LucaF. 16 Luglio 2012 at 10:42 pm #

      @ michele spallino
      Il problema come ha spiegato sia Mises che Hayek nei loro libri è legato all’impossibilità da parte di una istituzione dedita alla pianificazione (governo, Stato o banca centrale) di attuare una corretta allocazione delle risorse, quindi effettuare un calcolo economico, in quanto chi la controlla non avrà mai tutte le informazioni disponibili al fine di sostituirsi alle azioni e decisioni spontaneamente esercitate da milioni (o miliardi) di individui attraverso i processi di scambio in un libero mercato, al fine di soddisfare i loro bisogni.
      Non è solo una questione di variabili legate alla quantità o di qualità dell’informazione, dato che ogni individuo ha preferenze soggettive personali è anche una questione di marginalità temporale.
      La domanda e l’offerta non è uniforme nel tessuto sociale, ergo una pianificazione centrale standardizzata quale suo intervento macroeconomico non può soddisfare adeguatamente differenti richieste nello stesso tempo a livello microeconomico.
      Nella fattispecie monetaria, la banca centrale manipolando i tassi d’interesse distorce il ciclo economico produttivo spontaneo, causando cicli di brevi boom e di recessioni nel medio-lungo periodo, legati alla distribuzione a cascata (di tipo clientelare) del nuovo denaro creato dal nulla in relazione a quello già presente sul mercato, quale suo potere d’acquisto.
      Tale ciclo è strutturale all’interventismo della banca centrale, ed è per questo motivo che Horwitz pur reputando responsabile la Fed e il suo personale, non ritiene che l’intenzionalità morale di tale persone nella gestione monetaria dell’economia, abbia in sè un importanza significativa nel giudizio complessivo sul loro comunque dannoso operato.
      Non è importante se le decisione assunte siano in buona o malafede da parte loro, è comunque inevitabile una loro presunzione di conoscenza d’ambito strutturale in quanto la premessa sulla quale si basa il funzionamento della Fed o simili istituzioni, la pianificazione centrale è in sè fallace.
      Spero di averle chiarito il dubbio. Cordiali saluti.

      • michele spallino 17 Luglio 2012 at 3:22 pm #

        Gentile Luca leggo in ritardo il suo tentativo di chiarirmi le contraddizioni di Horowitz, e la ringrazio. Resto però dell’idea che la sua convinzione che
        “Non è importante se le decisione assunte siano in buona o malafede da parte loro, è comunque inevitabile una loro presunzione di conoscenza d’ambito strutturale in quanto la premessa sulla quale si basa il funzionamento della Fed o simili istituzioni, la pianificazione centrale è in sè fallace”
        sia un atto di fede, pura religione, unico altare su cui si può accettare ad esempio che un sistema che falsifica il Libor coscientemente, non sia importante.
        Ma non si preoccupi, il mondo è bello perchè è vario, e si possono arrivare a credere anche le corbellerie più astruse, quali quelle del buon Horowitz, cercando di giustificarle con circonvoluzioni logiche ancora più circolari quali quelle da lei espresse. Auguri

        • LucaF. 18 Luglio 2012 at 8:49 am #

          @michele spallino
          Non è per nulla un atto di fede affermare che la pianificazione centrale è in sè fallace, Ludwig von Mises nel suo libro lo ha spiegato chiaramente in
          “Economic Calculation in the Socialist Commonwealth”.
          Hayek lo ha spiegato in The Pretense of Knowledge, Collectvist Economic Planning e in The Use of Knowledge in Society.
          La manipolazione del Libor è ovviamente una truffa finanziaria operata dalle banche coinvolte, ma chiaramente stiamo parlando di due questioni differenti quanto a dinamiche e meccanismi economici-finanziari.
          Può comunque credere liberamente a quel che le pare ciò non toglie che le ho spiegato economicamente ciò a cui alludeva Horwitz in quella sua frase citata, e senza circonvoluzioni logiche non necessarie.

  8. Libertariano 16 Luglio 2012 at 5:02 pm #

    Ma scusate,le teorie cospirazioniste derivano quasi tutte dal pensiero libertarian(NWO,signoraggio,vaccini ecc),,,eh poi Ron Paul che piace tanto ai complottisti cos’è?o Alex Jones,o lo stesso Icke …sono tutti libertari,e antistatalisti…informarsi meglio please…

    • Luca 16 Luglio 2012 at 5:58 pm #

      “eh poi Ron Paul che piace tanto ai complottisti”
      Ciò non vuol dire che sia vero l’opposto.
      Icke non è un libertario. E’ uno svitato. E’ una cosa diversa

    • LucaF. 16 Luglio 2012 at 6:47 pm #

      @ Libertariano
      Non è vero che le teorie cospirazioniste derivano dal pensiero libertarian.
      I libertarian fanno riferimento alla scuola austriaca d’economia come loro fondamento economico e questa non si basa sul signoraggismo (derivante dal movimento dei greenbackers).
      Alex Jones non è definibile propriamente come un libertarian, è un commentatore radiofonico, un truther anti-NWO cospirazionista con proprie idee (su 9/11, vaccini, scie chimiche…) le quali divergono e differiscono su vari argomenti dal pensiero e filosofia libertarian, benché egli possa aver dato ospitalità o visibilità sui suoi siti e trasmissioni anche a temi e personalità libertarian al fine di rafforzare le sue personali tesi di fondo con tali interviste rilasciate.
      Icke non si è mai professato libertarian.
      Ron Paul può piacere tanto ai complottisti (quali sono Jones o Icke) che a occupandi, verdi, nazisti o KKK per loro utilitarismo nei confronti del carisma del personaggio, in quanto sperano che sostenendolo possano guadagnar consensi presso i suoi sostenitori con le loro idee.
      Questo però non significa che Ron Paul o i libertari sostengano o appoggino a loro volta le tesi complottiste, dei neonazi o del KKK, dei verdi o degli occupandi; nè che quanto da lui sostenuto o divulgato in oltre trent’anni corrisponda per finalità a quanto da loro invocato e auspicato..
      Come vedi sono molto più informato di te sull’argomento…

  9. Crisvi 16 Luglio 2012 at 3:40 pm #

    Gente,

    Io comunque, al posto vostro, vorrei conoscere e m’informerei, relativamente alla fondatezza di queste teorie, che comunque, spesso hanno evidenti prove tangibili e innegabili a loro conforto e sostegno.
    Anche se questo dovesse costarmi l’etichetta di ” socialista ” oppure di ” signoraggista “.
    Del resto amici quando leggo queste accuse nei miei confronti replico agli interlocutori : ” raglio d’asino non sale in cielo ”

    Crisvi ;-)

    http://www.informarexresistere.fr/2012/07/02/i-furbetti-di-barclays/#axzz20n9eGjCP

    • LucaF. 16 Luglio 2012 at 5:14 pm #

      @ Crisvi
      Il principale complotto sta nel far affidamento alle teorie cospirative come chiave di lettura della realtà.

      • Crisvi 17 Luglio 2012 at 1:49 pm #

        Il principale complotto, è venire istigato a perdere il mio prezioso tempo, per rispondere a persone come te.

        http://www.controventorieti.it/wordpress/?p=1341

        • LucaF. 18 Luglio 2012 at 8:51 am #

          @Crisvi
          Non mi pare che ti stia istigando, anzi semmai è il suo esatto contrario.

          • Crisvi 18 Luglio 2012 at 9:29 pm #

            Ma sei ancora qui ? :-(

            La mia pietà ha un limite, caro uomo che annoia persino sè stesso !

  10. Gino (AT) 16 Luglio 2012 at 1:47 pm #

    “Post hoc, ergo propter hoc” è uno dei pilastri della sofistica e Steven Horwitz lo sta usando come da manuale.
    Le tesi cospirative non sono da prendere alla leggera come deliri causati da chissà quali patologie così, come la tesi proposta dall’autore, non è da prendere come un dogma solo per semplice simpatia.
    Tutto va analizzato e pesato, poi disteso su un piano, elaborato, confrontato e trattato con serietà e umiltà con l’obiettivo di cercare la verità in mezzo a un marasma di supposizioni, fatti ed eventi logici e illogici.
    Molto di questo, può collimare con esperienze personali e rafforzare le proprie opinioni che tali devono rimanere fino a che non si trovano prove concrete. Spesso, queste prove si trovano ma non vengono credute come tali, così si ricomincia da capo.
    Chissà se con doyliano pensiero una volta pesate le une e le altre teorie, ciò che rimane, anche se improbabile, possa essere senz’altro la verità o parte di essa?

    • LucaF. 16 Luglio 2012 at 5:14 pm #

      @Gino
      Horwitz parla proprio in merito all’argomentare dei cospirazionisti di teorie “non falsificabili”, cito: “I sostenitori di queste teorie ricorreranno alle tesi secondo cui ogni contro-prova è davvero la prova per la teoria, in quanto mostrerebbe come furbescamente i cospiratori siano in grado di distrarre la nostra attenzione dal loro reale potere”, ovvero quanto tu stai facendo nel tentativo di voler giustificare il cospirazionismo, il quale come sua logica è quella del 2+2=5 dato che le narrazioni sono preconfezionate costruttivisticamente al fine di suffragare una loro tesi preconcetta sulla realtà.
      Nessun cospirazionista porta prove rilasciate dagli autori materiali o attestanti il loro coinvolgimento a sostegno di quanto si afferma.
      Al di là di qualche presunta rivelazione solo a lui nota non vi è mai nulla di storiograficamente rilevante o di significativo.
      Peraltro se di cospirazione e complotto si tratta, dovrebbe essere segreta, come mai invece i teorici della cospirazione sanno sempre tutto? Non è strana la cosa?.
      Se poi la cospirazione e complotto è su vasta scala (addirittura globale), come è possibile pensare che possa funzionare, quando la programmazione economica non può funzionare neppure su scale continentali o nazionali?.
      L’analisi va fatta su e a partire da fatti appurati, comprovati, mediante l’uso della ragione e del buon senso da una base economica seria quanto a conoscenza di meccanismi e dinamiche di funzionamento delle istituzioni e dei processi in atto.
      I cospirazionisti non hanno tali requisiti, è gente che non va al di là di loro stereotipi e pregiudizi categorici dettati dalla loro ideologia o da interessi più o meno funzionali al sistema da assolvere e difendere indirettamente, al fine di confondere la gente, coprendo con il loro rumore di fondo le spiegazioni serie presenti sul web.

  11. jimmie 16 Luglio 2012 at 10:05 am #

    Pietro ha ragione. C’è un argomento dialettico vecchio e consunto ma atto a persuadere chi non se ne accorge. Consiste nel negare fatti e crimini con la scusa che chi li denuncia è un allucinato che inventa congiure.
    O meglio, si nega e sputtana la catena di causa ed effetti equiparandola a una cospirazione inventata. E siccome cio’ che è inventato logicamente non pre-esiste alla propria invenzione, anche la catena di causa ed effetti è un’invenzione. E qui si arriva al post-Orwell, al post-1984, all’inesistenza dell’esistente etc.
    Le teorie di Milton Friedman gli sono valse il premio Nobel; al Cile hanno dato Pinochet con il documentato aiuto, intervento, spinta, assistenza (chiamatela come volete) della CIA. Anche le migliaia di ‘desparecidos’ sono una cospirazione e quindi sono sani e salvi o morti di morte naturale.
    L’organizzazione non governativa “Endowment for Democracy” è una documentata succursale della CIA – ma identificarla come tale è cospirazione.
    Saddam Hussein non aveva armi di distruzione di massa. Dire che gli US se le fossero inventate è cospirazione.
    Molti negli USA – con solida testa su solido collo – hanno seri dubbi sulle cosiddette spiegazioni per gli avvenimenti dell’11 Settembre 2011. Tutti in preda ad allucinazioni cospiratorie.
    E giu’ fino allo smembramento (e bombardamento) della Yugoslavia, e poi l’Afghanistan, la Libia, la Siria e tanti eccetera da eccedere la capienza di quest’ottimo giornale – guardarsi intorno per credere.
    Anche nel teatro dei pupi della politica italiana qualcuno ci prova. Berlusquaquaraqua era sinceramente convinto che Ruby Rubacuori fosse la nipote di Mubarak. Chi non ci crede è un cospirazionista… che, guarda caso, fa rima con comunista.
    Jimmie
    http://www.yourdailyshakespeare.com

    • LucaF. 16 Luglio 2012 at 4:47 pm #

      @ jimmie
      Veramente Horwitz parla proprio in merito all’argomentare dei cospirazionisti di teorie “non falsificabili”, cito: “I sostenitori di queste teorie ricorreranno alle tesi secondo cui ogni contro-prova è davvero la prova per la teoria, in quanto mostrerebbe come furbescamente i cospiratori siano in grado di distrarre la nostra attenzione dal loro reale potere”, ovvero quanto tu stai facendo nel tentativo di voler giustificare il cospirazionismo, il quale come sua logica è quella del 2+2=5 dato che le narrazioni sono preconfezionate costruttivisticamente al fine di suffragare una loro tesi preconcetta sulla realtà.
      Milton Friedman e i suoi Chicago boys hanno solo fatto da consulenti economici in Cile, le loro riforme sono rimaste in vigore anche dopo Pinochet, segno che sono state giudicate valide al di là del fatto che ad approvarle in quel frangente politico fu l’esercito.
      Il Cile è oggi una delle locomotive economiche del sud America grazie a tali riforme di mercato; e comunque Milton Friedman e i suoi Chicago boy non sono accusabili di sostegno o responsabilità per i veri crimini autoritari compiuti da quel regime.
      Hai sbagliato sito, questa non è Indymedia, va a trollare là le tue idee spulciate dai libri spazzatura di Chomsky o Klein…
      Cosa c’entri la guerra in Iraq o Ruby con le bufale dei cospirazionisti a livello economico è un off topic che dimostra solo l’incapacità degli adepti di tali sette o gruppi cospirativi di argomentare il tema centrale in discussione senza divagare in altro.

  12. Alessandra 16 Luglio 2012 at 2:09 am #

    ..abbiamo visto come si autoregola da solo il mercato..proprio un bel successo.. L’idea dei liberisti non e’ che lo stato non deve intervenire, perche’ se cosi’ fosse non si capisce come mai si chiede l’intervento dello stato per riparare i disastri del liberismo..e chi paga? Ovviamente il popolo per salvare le banche soprattutto..e’ facile vero privatizzare gli utili e socializzare le perdite?

    • LucaF. 16 Luglio 2012 at 4:25 pm #

      @ Alessandra
      Ah perchè tu vedi un libero mercato da qualche parte?
      Ti pare che la banca centrale (teorizzata perfino da Marx) sia un qualcosa di liberista?.
      Ti pare che il monopolio pubblico da parte degli Stati sulla moneta, e i loro interventi politico-economici keynesiani sull’economia tramite la banca centrale sia qualcosa di liberista?.
      Ti pare che l’incremento del debito pubblico dovuto a maggior spesa pubblica da parte dello Stato sia la prassi di chi vuole più libero mercato e meno Stato?.
      Le banche si indebitano comprando titoli di Stato al fine di finanziarlo e questo ti pare sia liberista?.
      Ma non ti sei resa conto che tutte le dinamiche in atto sono dirigiste, ergo socialiste tese a più Stato e a meno libero mercato?!.
      Il libero mercato è ben altra cosa rispetto al corporativismo e a quanto la propaganda socialista va raccontando…

      • Carlo 16 Luglio 2012 at 5:43 pm #

        In realtà è l’esatto opposto.
        La banca centrale c’era e ora non c’è più, quindi siamo diventati liberisti.
        Il monopolio sulla moneta da parte degli stati c’era e ora non c’è più, quindi siamo diventati liberisti.
        L’incremento del debito pubblico avviene più per decrescita e meno per troppa spesa, soprattutto negli ultimi anni. Non è colpa del socialismo, sono solo gli effetti dello sfrenato liberismo che vai sostenendo. Quello che ha fatto chiudere 10.000 imprese piccole (ma funzionanti) per cedere la fetta di mercato a 1 multinazionale che poi delocalizza.
        Le banche si indebitano all’1% per comprare titoli di stato al 6-7%, più che un finanziamento dello stato lo considero un guinzaglio, ed è l’effetto del troppo liberismo.

        Eravamo più statalisti in passato e ha sempre funzionato. Ora siamo liberi di farci mettere le catene dalle banche, se veramente fossimo dirigisti le banche sarebbero fallite invece di ricapitalizzarsi con le nostre tasse.

        • Leonardo 16 Luglio 2012 at 5:57 pm #

          PERFAVORE, EVITI DI SCRIVERE SCIOCCHEZZE. GRAZIE. VADA A STUDIARE SU QUELCHE BUON LIBRO, FUSARI GLIENE SUGGERIRA’ ALCUNI!

  13. LucaF. 15 Luglio 2012 at 11:52 pm #

    Per chi non lo sapesse l’edificio in foto all’interno dell’articolo è la sede della Central Bank of the Democratic People’s Republic of Korea, la banca centrale della Korea del Nord.
    http://en.wikipedia.org/wiki/Central_Bank_of_the_Democratic_People%27s_Republic_of_Korea
    Non è un caso la sua esistenza nel Paese col più ortodosso socialismo reale al mondo.
    La creazione di una banca centrale rientra al punto 5 del Manifesto del Partito Comunista di Marx ed Engels, ovviamente in mano ai politici e allo Stato, per la gioia anche dei greenbackers, signoraggisti e populisti vari cospirazionisti….
    http://it.wikipedia.org/wiki/Manifesto_del_Partito_Comunista#Il_progetto_politico_dei_comunisti
    Ovviamente l’economia nordcoreana, centralizzata dal partito e gestita dai politici (nonostante l’assenza di massoni, capitalisti ed ebrei) è tra le ultime al mondo, e questo è un dato non negabile da parte dei cospirazionisti promotori della “sovranità della moneta in mano al popolo (dei politici)”.
    Il motivo di tale suo fallimento Mises lo ha ben spiegato nei suoi scritti, è semplicemente la logica conseguenza della pianificazione economica e della manipolazione dei tassi di interesse che di fatto impedisce un corretto calcolo economico.

  14. pietro 15 Luglio 2012 at 11:48 pm #

    Molte teorie cospirative sono ovviamente delle stronzate gigantesche e facilmente classificabili come tali da chiunque sia dotato di buon senso…per esempio quella che parla di alieni infiltrati…una vera boiata!!!…ma da qui a sostenere che non è possibile che vi siano dei gruppi organizzati che gestiscono i fili dell’economia mondiale, ce ne passa…e significa negare il premio nobel per l’economia dato a quel criminale di ideatore del neoliberismo che va sotto il nome di Milton Friedman e i suoi Chicago boys..che hanno costruito tale aberrante e fallimentare sistema, non per errore, ma su mandato imperialista….e significa pure non conoscere Friedrich August von Hayek, altro criminale pluripremiato…e significa continuare a non capire che cosa è davvero successo a Genova e perchè…durante il G8 del luglio 2001…e significa pure non aver capito cosa è accaduto e perchè l’11 settembre successivo a New York…(le coincidenze e conseguenze temporali a volte danno la risposta logica…basta osservarle..)….ed è meglio che mi fermo qui..sennò potrei diventare umiliante per chi ha scritto l’articolo suddetto…prima di parlare o scrivere di certe cose ci si dovrebbe documentare bene..sennò è meglio darsi all’ippica…senza offesa…ma con un pò di risentimento…che è un umano sentimento…

    • LucaF. 16 Luglio 2012 at 4:08 pm #

      @ Pietro
      La psicologia del depistaggio dialettico, non funziona; non sono stronzate solo le favole dei rettiliani ma anche quelle che esista un “neoliberismo che gestisce i fili dell’economia mondiale”.
      Ti pare che le banche centrali, FMI, Banca Mondiale, WTO, gestite tutte da politici e loro funzionari c’entrino qualcosa con il libero mercato?. Evidentemente non sai la differenza tra socialismo e capitalismo di libero mercato.
      Milton Friedman e i suoi Chicago boys non hanno costruito nulla dato che Bretton Wood fu proposta da Keynes.
      Le proposte di Milton Friedman non sono propriamente liberiste, per Rothbard e la scuola austriaca erano addirittura socialiste in ambito monetario e fiscale…
      Milton Friedman e i suoi Chicago boys hanno solo proposto delle riforme economiche in Cile, le quali sono rimaste in vigore anche dopo Pinochet, segno che sono state giudicate valide al di là del fatto che ad approvarle in quel frangente politico fu l’esercito.
      Il Cile è oggi una delle locomotive economiche del sud America grazie a tali riforme di mercato; e comunque Milton Friedman e i suoi Chicago boy non sono accusabili di sostegno o responsabilità per i veri crimini autoritari compiuti da quel regime.
      Friedrich August von Hayek di quale crimine si sarebbe macchiato? Di non essere stato un social-comunista? Beh in questo caso non ha commesso alcun crimine dato che non ha morti sulla coscienza a cui dover rispondere davanti alla storia.
      Osservo che tu citi date ed eventi a caso vedendovi solo tu una connessione, il che rientra nel determinismo storico hegelian-marxista sovente usato dai cospirazionisti per le loro narrative a salti logici e temporali…
      Appunto ti suggerisco di fermarti se non vuoi renderti maggiormente ridicolo.
      L’autore dell’articolo è un importante ed autorevole docente, forse è bene che sia tu ad iniziare a leggerti qualche libro serio d’economia austriaca tra una corsa dei cavalli e l’altra…

  15. liugi 15 Luglio 2012 at 11:40 pm #

    Le teorie cospirative, nella stragrande maggioranza dei casi, sono delle grandi puttanate.

    • Fabio 16 Luglio 2012 at 3:41 pm #

      Grandissimo!

      • Crisvi 18 Luglio 2012 at 9:30 pm #

        Si, proprio un grandissimo incompetente !

  16. robo 15 Luglio 2012 at 11:38 pm #

    ferma il treno..le teorie complottistiche …primo i suddetti banchieri modificarono la legge con wilson per controllare la Fed .poi alla base il pensiero totalitario e’ identico .controllo delle masse .con il controllo del capitale.andiamo a spiegare la ragione e l’ordine spontaneo alle milizie schierate in antisommosa a difesa di detiene il potere economico siano essi in divisa con la stella rossa o in giacca e cravatta e f cilindro.

    • alberto 16 Luglio 2012 at 7:24 am #

      è un caso che costui scriva per una “fondazione” che fa parte dell decine di fondaizoni gemelle collegate a Bilderberg? i fili dell’informazione, dell’istruzione, del giornalismo ecc. sono talmente aggrovigliati che si trova sempre qualcuno che possa giustificare qualsiasi teoria e il suo contrario. alla fine è sempre l’uomo che deve decidere da che parte stare e questo è sempre più difficile, perchéle variabili diventano infinite. comunque quando si parla di teorie cospirazioniste, bisogna capire a quale livello si applicano. questo genio sembra fermarsi al livello dell’influenza finanziaria sulle borse o sul valore delle monete. il vero complotto è in atto da decenni attraverso il controllo dell’informazione, la creazione delle opinioni e gli atteggiamenti generali che impediscono alle masse di aggregarsi su visioni condivise. per questo adesso si hanno anche molte notizie di queste centrali complottiste, perché non gliene frega più a nessuno che si sappia, perché è stato superato il punto di non ritorno.

      • Giorgio Fidenato 16 Luglio 2012 at 11:36 am #

        E’ vero il complotto esiste ed è quello che sta cercando di portare avanti lo statalismo che è riuscito ad aggregare molte menti sul concetto che la crisi economica è colpa dell’evasore fiscale e che è giusto aumentare le tasse. Le masse sono aggregate sulla visione condivisa che il mercato è male e lo stato e la politica fanno del bene agli individui!!!!!

      • LucaF. 16 Luglio 2012 at 3:31 pm #

        @Alberto
        Invece i cospirazionisti da chi li prendono soldi? Con quali mezzi si finanziano e come mai attaccano più le proposte di libero mercato rispetto a quelle stataliste?.
        La Foundation for Economic Education è una associazione libertaria che non ha legami con Bilderberg, citare
        Bilderberg nel tentativo di rendere meno trasparente tale articolo quanto sua logica è la tipica dimostrazione di falsificazione della realtà da parte dei cospirazionisti.
        Pensare che basti un meeting tra uomini d’affari e politici, per dirigere il mondo significa far apologia del NWO e del suo socialismo.
        D’altronde è evidente come i cospirazionisti siano i primi amanti del controllo politico, informativo ed economico in quanto lo esaltano e lo invocano sempre nei loro discorsi…

        • Carlo 16 Luglio 2012 at 5:48 pm #

          Attaccano le proposte di libero mercato rispetto a quelle stataliste perché è verso il libero mercato che si sta muovendo il mondo.
          Se privatizzano l’acqua è una cospirazione statale per renderla pubblica? Ti rendi conto delle cazzate che vai dicendo?

          • LucaF. 16 Luglio 2012 at 7:14 pm #

            @Carlo
            Non mi pare che l’approvazione di più regole, più politica e più dirigismo sia equivalente a più libero mercato.
            Al massimo quanto si profla è mercantilismo il quale, in economia, non è un sinonimo di libero mercato.
            Non vedo dove abbiano privatizzato l’acqua.
            Nessuna legge nè quesito referendario ha mai proposto o sostenuto ciò.
            Mi rendo conto solo delle sue cazzate proferite.

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