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Un’Italia di evasori! Ecco le cinque categorie più conosciute

di LEONARDO FACCO

Quando un paio di settimane fa ho fondato Forza “Evasori”, ho notato un sacco di nasi storcersi. Trenta secondi dopo, un amico mi ha scritto: “Ma dai, programma del partito bellissimo, ma quel nome”! Un altro: “Suvvia, bella provocazione, ma la Corte Costituzionale non farà mai passare una denominazione simile”! Un terzo: “Il tuo partito (a parte che non è mio, ma tant’è) inneggia all’istigazione a delinquere, quindi non verrà mai ammesso alla competizione elettorale”!

Urge fare un passo indietro. Vocabolario della lingua franca italiana alla mano, ecco a voi cosa scrive Treccani in merito al verbo “evadere”:

1- Scappare, fuggire da un luogo in cui si è rinchiusi;

2- In senso figurato: liberarsi, uscire da un ambiente, da un luogo, da una condizione in cui ci si sente oppressi, sciogliersi da legami pesanti;

3- Nell’uso burocratico: sbrigare, dar corso, risolvere: evadere una pratica, un affare; evadere .una domanda, una lettera, dare risposta.

Ora, io capisco che il termine evasori – le virgolette son lì apposta – richiami alla mente solo ed esclusivamente il fisco, Befera, e la “guerra” di Monti. E ci mancherebbe non fosse così! Intanto, perché in Italia il sistema tributario è criminale e criminogeno e perché lo Stato è ladro per davvero (più fonti han confermato che la pressione fiscale è la più alta del mondo occidentale e varia tra il 65 e l’80%, a seconda dell’attività che si svolge). Inoltre, mi consola che evasione e fisco siano immediatamente associati, non foss’altro per il fatto che avvalorano una tesi a me tanto cara che è quella che sostiene che “non esiste libertà politica senza libertà economica”. Franklin Delano Roosvelt diceva: “La vera libertà individuale non può esistere senza sicurezza economica ed indipendenza. La gente affamata e senza lavoro è la pasta di cui sono fatte le dittature”.

Ciononostante, le tre definizioni di cui sopra sono chiare, specialmente le prime due: evadere significa fuggire da una condizione che non si è accettato volontariamente, non perché si ha da scontare una pena. La prime due enunciazione del noto dizionario non lasciano dubbi sul fatto che “evadere” significa ricercare la libertà da una situazione nella quale si è finiti obtorto collo. Io, come molti altri, non ho scelto di essere governato da un professore della Bocconi ad esempio. Vado oltre, mi permetto di aggiungere qualche esempio pratico e chiarificatore, ponendovi una domanda: Chi è il famigerato evasore? Presto detto:

a- Lo è l’impresa che smette di produrre in questo paese di truffatori e cleptomani e porta la sua azienda all’estero;

b- Lo è colui che porta i suoi guadagni al netto delle imposte – o capitali – al di fuori delle frontiere, ovvero lontano dalle mani del rapinatore che ha sede a Roma, ma metastasi in tutto il territorio;

c- Lo è il giovane ricercatore, diplomato o laureato, che ha almeno 290 ragioni per correre via dalla “terra dei cachi” presieduta da Napolitano. Non a caso questo fenomeno migratorio è conosciuto con l’appellativo di “fuga dei cervelli” e fuggire suona come un sinonimo di evadere;

d- Lo è chi decide di trapiantarsi tout court altrove, a prescindere, perché sa che questo paese irriformabile non ha futuro, né per lui né per i suoi figli.

Insomma, abbiamo scoperto che oltre al fuggitivo fiscale esistono ben altre quattro categorie di evasori, che da tempo sono in piena attività per – e mi riappello alla Treccani – “allontanarsi velocemente da un luogo” infame, “soprattutto per evitare un danno o pericolo”, che in questi tempi di crisi si può tradurre in rapine fiscali continue, in depauperamento del proprio risparmio, in impossibilità a svolgere attività lavorative, in forme varie di “schiavitù involontaria”.

Uno dei film che più mi piace rivedere è “L’attimo fuggente”. Il professor John Keating – insegnante di letteratura inglese – era solito insegnare ai suoi studenti due cose: in primis a “cogliere l’attimo”; dopodiché a guardare le cose da angolazioni e posizioni diverse. Solo le pecore che brucano non pensano, perciò faccio da sempre miei i suoi consigli, che mi permetto di riassumere con un accorato appello: “Evadere è un diritto naturale di ciascun individuo”. Spesso ne va della propria vita. Inoltre, lo dice anche “Treccani, l’enciclopedia italiana”.

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20 Responses to “Un’Italia di evasori! Ecco le cinque categorie più conosciute” Subscribe

  1. Antonio 21 Novembre 2012 at 5:40 pm #

    Senza vergogna (si vergogni chi ha rubato) dico che appartengo alla categoria di chi “fa” politica. Piccolo attivismo locale affrontato con lo spirito del volontariato civile.
    Lo dico con chiarezza: sono dalla parte di chi, guadagnando mille euro al mese lordi, non ne consegna 500 nelle mani di chi ci amministra. Credo che alimentare la propria famiglia sia prioritario su tutto. Il ragionamento se esisti consumi se consumi devi pagare le tasse, probabilmente si potrebbe fare anche ad un animale domestico. Il redditometro provocherá solo un drammatico calo dei consumi e una inutile caccia all’evasore che non ha nulla…. Dalle parti mie c’è un detto che dice, non avendo, non potendo, non pagando. Un quinto degli italiani non paga le tasse… Sarà mica quel quinto sotto la soglia della povertà? Ci daranno un tapiro per questo.

  2. Elda 9 Settembre 2012 at 2:21 pm #

    Cari signori , non so se siano i cittadini a derubare lo stato o viceversa.
    Se si consegasse proprio tutto, non meriterebbe più neppure lavorare, qui ci metto il comperare con la carta spese da 50 euro , dove tutti anche le banche potrebbero erodere sul nostro lavoro, ci metto il prossimo cambio della cartamoneta che obbliga il vecchietto che teneva i risparmi x farsi seppellire sotto la piastrella , …………………..
    Tutto deve controllare lo stato ! Anche se una persona mangia solo pane e latte per risparmiare qualcosa , anche quello deve saltar fuori.
    Osannate invece quelle ladrone delle banche italiane e non (IOR) in testa, per far soldi pelate tutti noi , non chidete l’IMU al Vticano , verrebbero fuori troppi intrighi ?
    Per fortuna ho una pensione da 1000 euro , spero che non vi faccia gola anche quella , visto che devo già pagarmi i tichet…………………..

  3. vittoriano rosa 21 Agosto 2012 at 5:13 pm #

    Bellisssimo articolo,complimenti.Certo è che se i dati sull’ “evasione fiscale” che ci propinano fossero veri,vinceremo le prossime elezioni politiche.

  4. valter ottello 21 Agosto 2012 at 1:57 pm #

    Franklin Delano Roosvelt diceva: “La vera libertà individuale non può esistere senza sicurezza economica ed indipendenza. La gente affamata e senza lavoro è la pasta di cui sono fatte le dittature”.

  5. Carmelo Miragliotta (genteproduttiva) 21 Agosto 2012 at 10:48 am #

    BRAVO Leo: breve, chiaro e determinato !!!

  6. Octavio Gabriel Danesi 21 Agosto 2012 at 6:26 am #

    Il tuo ragionamento non fa una piega, comunque ti ricordo che l’iscrizione la dovrà accettare lo stesso stato ladro e mafioso che si vuole combattere e che sicuramente si aggrapperà al più improbabile riferimento legale per evitarlo, e utilizzerà tutto il suo potere mediatico per rinforzare l’illegalità della parola evasione, come appena ha fatto ieri Monti di m…. che ha invitato la Rai a non chiamarli furbi; per questo motivo ripropongo il nome EVASORI FORZATI che sicuramente sarà molto più accettato dalla gente che vogliamo da questo lato della battaglia perché, chi per almeno una volta nella propria vita non si è visto costretto ad evadere??? Queste persone (che sono voti) sicuramente sarebbero più d’accordo con identificarsi come un evasore forzato e non come un evasore nel senso praticato mediaticamente del termine e non nel senso linguistico…

  7. Giovanni 21 Agosto 2012 at 12:14 am #

    Articolo lucido, ben espresso. Leo non mi stanco mai di leggerti. Condivido appieno le idee..

  8. Ferval 20 Agosto 2012 at 11:24 pm #

    Va bene, tutto sensato, complimenti di risposta e tante belle cose, ma io ho una domanda: a che serve questa roba, se c’e’ una logica nella mente dell’autore, cosa si aspetta che segua, o in atri termini c’e’ un progetto, un senso, questa pagina avra’ un seguito domani? Mi piacerebbe proprio che l’autore spiegasse la sua idea, se ce n’e’ una, con rispetto parlando.
    Ferval

    • Leonardo 20 Agosto 2012 at 11:31 pm #

      Spettabile Ferval, clicchi il link nella prima riga dell’articolo e capirà il senso. Cordialità!

      • Ferval 21 Agosto 2012 at 1:20 am #

        Ok, grazie. Ho cliccato ho letto tutto. Mi aspettavo di trovare immediatamente la rinuncia dei rimborsi elettorali, ma forse la questione e’ di poco conto e rimandata ai dettagli su cui si sta lavorando…

        • Leonardo 21 Agosto 2012 at 9:44 am #

          La rinuncia??? Quelli manco son previsti!!!! Finita la pacchia!!!

          • Ferval 22 Agosto 2012 at 2:49 am #

            Non c’e’ bisogno che uno li preveda, spettano per legge con l’attuale legge che senz’altro rimarra’ in vigore fino alle elezioni, quindi un bonifico arriva di sicuro, vogliamo dire o no cosa ne facciamo?

  9. Fabio 20 Agosto 2012 at 10:39 pm #

    Complimenti, sono d’accordo su ogni parola
    Fabio Colasanti

  10. Raphael Pallavicini 20 Agosto 2012 at 9:40 pm #

    Davvero un gran bel pezzo! Illuminante. Certo se queste argomentazioni fossero state messe in calce all’articolo originale quello avrebbe avuto ben altro effetto smascherando e sbugiardando tutte quelle anime belle che dissanguano l’economia reale… al lettore il facile esercizio di individuarli…

  11. dario cazzella 20 Agosto 2012 at 9:38 pm #

    COMPLIMENTI PER LA LUCIDITA’ DEL PENSIERO!

  12. oppio 49 20 Agosto 2012 at 8:36 pm #

    non fa una piega, come sempre

  13. Carlo 20 Agosto 2012 at 8:35 pm #

    Come non essere daccordo con Te….

  14. Alberto Pento 20 Agosto 2012 at 8:00 pm #

    Te ghè dito ben: en tenpo de goera evadare da na prexon o da on canpo de conçentramento a volte fa la difarensa e te salva la vita.

  15. halnovemila 20 Agosto 2012 at 7:32 pm #

    Articolo assolutamente inconfutabile in ogni sua singola frase che lo compone ;-)

  16. Andrea Zucchi 20 Agosto 2012 at 7:28 pm #

    Letto, approvato, sottoscritto.

    Andrea Zucchi, passaportoperlavita

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