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CRISI E SOLUZIONI: IL DEBITO NON E’ RICCHEZZA

di FRANCESCO SIMONCELLI

I mercati finanziari in tutto il mondo sono decisamente dipendenti dalle iniezioni di liquidità delle banche centrali. Uno dei segni di questa realtà è stato dato dal breve rally del mercato azionario Greco in reazione alla notizia di un vantaggio dei partiti a favore di un salvataggio del paese. Il debito per loro è “ricchezza.” Ieri, i bond Spagnoli a 10 anni hanno raggiunto un punto massimo di rendimento: il 7%. Quindi è partita subito la macchina dei salvataggi mettendo in campo aiuti per €100 miliardi al settore bancario Spagnolo, prestiti garantiti per il 20% anche dall’Italia che presterà denaro alla penisola Iberica al 3%. La follia? Suddetto denaro l’Italia dovrà prenderlo in prestito al 7%! Maggiore debito per loro significa “ricchezza.” Non solo, ma i PIIGS sono un pozzo senza fondo e necessiteranno di aiuti maggiori; questo vuol dire che l’ESM è uno specchietto per le allodole e servirà soltanto (come al solito) a calciare il barattolo. Poiché entro fine anno è possibile che i fondi per salvare i vari paesi della periferia (soprattutto la Spagna) finiscano lasciando scoperta l’Italia, la quale potrebbe ulteriormente avvitarsi in una depressione che farebbe schizzare oltre 500 lo spread btp-bund. Già ora vediamo che il debito Italiano è arrivato ad una soglia da record di €1,968 miliardi, mentre la politica dello “pseudo-rigore” sta finendo di uccidere quel briciolo di imprenditorialità rimasta. A quel punto, quindi, l’allarme rosso scatterà anche per il nostro paese e dovremmo essere salvati. Il contagio si sta diffondendo e non può essere fermato. Ma, come sappiamo, per loro il debito è “ricchezza.”

Ma dalla BCE fanno sapere di essere pronti a prendere parte attivamente alla partita. Non permetterà che qualunque PIIGS esca dalla trappola Europea. La sua esposizione ai prestiti dei PIIGS raggiunge i €444 miliardi. Nonostante ciò, non si affronta l’elefante nella stanza: c’è troppo debito nel sistema. Le banche centrali non producono nulla di tangibile per l’economia. Servono solo a creare denaro dal nulla in modo da poter salvare quelle entità che sono strettamente interconnesse all’establishment. Le banche centrali sono la fonte degli azzardi morali in tutto il mondo, salvano gli “amici degli amici” a scapito della popolazione che riceve l’onere ultimo di questa amara tragedia. Il loro è un trucco per tentare di sfuggire alle leggi della natura: non esistono pasti gratis.

La dimensione e la composizione, ad esempio, del bilancio della FED parla da solo. Osservate il prima e dopo 2007. Ma è questo di cui è composta la pianificazione centrale, oltre ad essere miope nel lungo termine. Per i pianificatori centrali il debito è “ricchezza,” quindi continueranno ad aggiungere debito al sistema economico mondiale credendo di poter gestire qualsiasi allarme con la stampante. Non è un problema di liquidità, è un problema di solvibilità. Stanno diventando sempre meno credibili. Allora sorge spontanea una domanda: davvero il debito è “ricchezza”? Per rispondere, leggiamo una breve considerazione da ZeroHedge.

Ecco lo status quo: queste cifre sono da capogiro; le nazioni avanzate hanno tipicamente tra le tre e le dieci volte più del debito totale della loro attività economica. Nel Regno Unito — il peggior esempio — se l’attività economica di un anno viene interamente dedicata a ripagare il debito (impossibile — la gente ha bisogno di mangiare e bere e pagare l’affitto, e naturalmente il Regno Unito continua ad aggiungere debito) ci vorrebbero dieci anni per spazzare via il debito. Ma la vera domanda è perché? Perché entrambi i debitori ed i creditori sono disposti a costruire uno status quo di un debito senza precedenti?

Dal lato dei creditori, credo che la risposta sia l’idea sbagliata che il debito è ricchezza. Il debito può essere usato come garanzia, o può essere cartolarizzato e scambiato sui mercati (che a sua volta può diventare una forma di intermediazione ombra, andando a formare un sistema bancario al di fuori delle norme regolamentari). Per mantenere alto il valore del debito, e quindi mantenere l’illusione del rinnovamento del debito (i rendimenti del Tesoro continuano a calare) le banche centrali sono disposte a scambiare cattivo debito per denaro buono. Ma il debito non è ricchezza; è solo una promessa, e nel mondo di oggi porta un grande rischio della controparteFino a quando non convertite i vostri asset promissori basati sul debito in asset materiali del mondo reale non sono ricchezza. Dal lato dei debitori, credo che la risposta sia che il debito è facile. Perché lavorare per il consumo quando invece si può prendere un prestito sulla casa o avere una carta di credito? Perché acquistare quella macchina che ci si può permettere quando invece se ne possono acquistare due con il debito?

Ma c’è un altro lato in questo mondo: la parte dei pianificatori centrali. Sin dai tempi di Keynes e Fisher c’è stata una rivoluzione economica: la deflazione è stata effettivamente abolita dal sistema bancario centrale. E così arriviamo al punto in cui siamo oggi: l’enorme, e senza precedenti nella storia, crescita del debito. Lo sdebitamento necessita di contrazione economica, che produce il vecchio spauracchio Keynesiano-Fisheriano della deflazione da debito, cosa aborrita dai pianificatori centrali. Così stampano. Dove una volta la deflazione rendeva spesso i debiti irripagabili, e portva a default di massa, liquidazioni e trasformazioni strutturali, oggi — grazie alla stampa di denaro — i debitori ottengono il loro pranzo semplice di debito a basso costo, ed i creditori ottengono la loro libbra di carne, anche se svalutata dall’inflazione della base monetaria. E’ stato un buon compromesso superficialmente sia per i creditori che per i debitori. Ognuno ha qualcosa di quello che voleva. Ma è sostenibile?

L’interminabile crescita del debito post-Keynesiana suggerisce di no. In realtà, ciò che viene suggerito è, in ultima analisi, che l’abolizione delle liquidazioni deflazionistiche su piccola scala ha appena innescato nel sistema una liquidazione molto molto più grande in futuro. Le cattive compagnie, i modelli di business e le pratiche che altrimenti non sarebbero sopravvissute ai precedenti sistemi economici oggi sopravvivono grazie ai salvataggi ed alla stampa di denaro. Questo azzardo morale è cresciuto e si è evoluto in una sorta di rischio sistemico. I livelli non sani di indebitamento e di interconnessione che una volta avrebbero richiesto il fallimento (ad esempio, le strategie di trading Martingale) oggi fioriscono sotto questo nuovo regime e il suo ruolo come controparte di ultima istanza. Con ogni rogue-trader, ogni derivato o ingrandimento del sistema bancario ombra, ogni Corzine, ogni Adoboli, ogni Iksil, arriva la conferma che l’intero sistema finanziario è stato zombizzato, poiché le pratiche sciocche e pericolose vengono salvate e santificate dai salvataggi.

Con ogni ingrandimento degli zombie nasce la necessità di maggiore stampa di denaro, e con una maggiore stampa di denaro per salvare le industrie rotte sembra derivare un maggiore azzardo morale e zombificazione. Tutto ciò è sostenibile? Inoltre, i banchieri centrali si trovano a dover essere scaltri con la loro stampa di denaro, colludendo con le istituzioni finanziarie ed i governi sovrani per nascondere il denaro appena stampato in riserve in eccesso e riserve FX, e colludendo con gli statistici ufficiali per nascondere l’inflazione sotto una foresta di manipolazione statistica. Non è una sorpresa che con la precedente metodologia del BLS di misurare l’inflazione essa risulterebbe ad un tasso molto superiore rispetto a quella nuova:

Peggio ancora, nel mondo finanziario moderno, vediamo un livello senza precedenti di interconnessione. L’imminente implosione dell’Euro avrà conseguenze per tutti coloro esposti con esso, e per tutti coloro esposti a coloro esposti ad esso. Non solo gli Europei avversi all’inflazione dovranno stampare una grande quantità di nuovo denaro per salvare il sistema finanziario (il sistema finanziario Europeo è circa tre volte la dimensione di quello Americano salvato nel 2008), ma se non ci dovessero riuscire le banche centrali di tutto il mondo dovranno stampare enormi quantità di denaro per salvare le istituzioni finanziarie sistemicamente importanti esposte ad un crollo a catena. Questo si preannuncia come un vero banco di prova della loro abilità nel nascondere l’inflazione monetaria, e un vero test sulla “saggezza” dietro l’infinita crescita monetaria dell’economia fiat.

I banchieri centrali si sono sottratti al ciclo storico di crescita consistente fatto di periodi di crescita e di espansione, così come ai periodi di contrazione e di liquidazione. Hanno vissuto alla grande. Coloro che avvistavano un’iperinflazione imminente dopo il 2008 sono stati smentiti; le forze deflazionistiche hanno compensato l’impatto inflazionistico dei salvataggi e dell’espansione monetaria, anche se i prezzi dei generi alimentari si sono impennati, e le rivoluzioni si sono diffuse in tutti i mercati emergenti. E il Giappone — l’economia prototipo zombie non liquidata — è rimasto bloccato in un solco depressivo per la maggior parte degli ultimi venti anni. Questi interventi, a quanto pare, hanno pericolosi effetti collaterali negativi. Queste doppie illusioni che i banchieri centrali illusi hanno cercato di portare avanti — per i creditori, che il debito è ricchezza e non dovrebbe mai essere liquidato, e per i debitori che il debito è un pasto semplice e gratuita — sono sempre state distrutte dalla valanga della storia. Anche se non possiamo sapere esattamente quando, o esattamente come — e nonostante gli sforzi dei banchieri centrali — penso che presto saranno distrutte di nuovo.

FONTE: http://johnnycloaca.blogspot.it/

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5 Responses to “CRISI E SOLUZIONI: IL DEBITO NON E’ RICCHEZZA” Subscribe

  1. Castrese Tipaldi 19 Giugno 2012 at 7:18 pm #

    Un ottimo articolo, commendevole soprattutto perche’ introduce un elemento fondamentale di chiarezza sulla perversione del sistema monetario contemporaneo.

    Vorrei inserirmi nel suo solco al fine di completarlo, proponendo l’unica soluzione possibile, alla luce del sistema corrente, per l’abbattimento del debito ed il rilancio dell’economia da esso zavorrata oltre ogni sopportazione possibile: l’emissione di moneta finalmente sovrana da parte dello Stato.

    http://houseofmaedhros.wordpress.com/2012/05/15/unideuzza-per-salvare-il-mondo/

  2. LS4giovanni 19 Giugno 2012 at 4:23 pm #

    Hai provato a dirlo a un pensionato che per una vita ha risparmiato sul pane per mettere da parte dei risparmi che ha investito in BOT e CCT che fine faranno i suoi “soldi” o meglio i suoi risparmi ?. Il costo della speculazione finanziaria di chi per decenni si è arricchito facendo soldi con i soldi o di chi vive e specula all’ombra del debito pubblico NON li deve pagare la classe debole del sistema. Pagare con inflazione o con tasse . Classe debole che spesso se non solamente è la stessa se non l’unica che ha messo da parte qualche soldino. Formichine che hanno solo sbagliato a comperare il debito che hanno fatto le cicale.

    • mercanzin marco 19 Giugno 2012 at 6:41 pm #

      Calma e gesso.
      Forse non mi sono spiegato bene.
      Allora, stante così le cose, i risparmi vengono erosi dalle tasse, le quali sono richieste per, a detta loro, rientrare del debito pubblico, in realtà per pagare il debito delle banche private.
      Bene, stabilito questo, le banche come ogni altra azienda se in default, va fatta fallire. I problemi dei correntisti vengono presi in capo allo stato, che garantisce questi ultimi e la banca viene nazionalizzata. costerebbe meno così che come ora, dove tra l’altro dopo i vari salvataggi, le banche hanno usato i soldi presi all1% per speculare con i Bot di stato al 6%, cornuti e mazziati: li salviamo con le nostre tasse e loro ci riprestano i ns soldi con gli interessi! Davvero geniale !
      Quindi se tornassimo alla ns liretta, ma sovrana, svalutiamo, abbattendo il debito di una quota parte e relativi interessi annui, diventano competitive le esportazioni, ridiventano convenienti i prodotti interni, muovendo il mercato interno ed equilibrando la bilancia dei pagamenti.
      Attenzione, la svalutazione deve essere pari al differenziale di inflazione che l’euro in dieci anni ci ha impedito di smaltire, cioè la differenza fra l’inflazione italiana annua e quella tedesca, quindi circa un 2.5% X 10 anni = 25%, anche se il metodo di calcolo del differenziale di cambio è un po più complesso, ma spannometricamente abbiamo un parametro.
      I risparmi del pensionato formichina, se denominati in euro restano uin euro, e se lui li va a cambiare per mangiare o comprare beni, lui non vedrà la svalutazione, a meno che non compri una mercedes o una volkswagen.
      Chi se ne accorgerà saranno coloro , all’estero che detengono il ns debito, potendo avere in cambio il 25% di euro in meno, ma visto gli affari fatti in questi anni a scapito nostro, se lo potevano aspettare.
      la fiducia nella lira ritornerà subito. ricordiamoci che siamo la seconda manifattura europea, e se liberati dal giogo di un’europa surreale ed illogica, la competitività aumenterà attirando investimenti.
      la vera garanzia che i “veri” mercati vogliono, è quella di un paese sa no, che cresce e che produce. altro che eurobond.
      E se intanto, ci tenessimo un po dei 150miliardi che diamo a roma, l’operazione sarebbe completa.

  3. Marco Mercanzin 19 Giugno 2012 at 3:04 pm #

    Certo certo, stampa di moneta= keinesiano, magari senza aver letto mai keines. Ma come si fa a confondere l’attuale politica economica europea con quello detto da Keynes ? Keynes non ha mai parlato che uno stato a moneta sovrana dovesse indebitarsi tramite i BOT sul mercato secondario !
    E siccome, da questo piccolo particolare deriva tutto, il resto dell’ analisi assume un valore pari all’aria fritta.
    Vi ricordate alle superiori quando si doveva svolgere un’ espressione algebrica? Fatto un errore al secondo passaggio e non visto, si proseguiva con i restanti passaggi fino ad arrivare al risultato finale. Poi si andava a vedere il risultato e questo non combaciava. Eppure tutti i passaggi erano corretti, ma ops, c’era un piccolo ,singolo, insignificante errore iniziale.
    Lo stesso nell’articolo.
    Keynes nel parlare di stampa di denaro parlava di uno stato a moneta sovrana che si indebitava con nessuno. Semplicemente forniva moneta in rapporto alla reale entita’ dell’economia del paese.
    . Unico limite l’eventuale inflazione( toppa moneta, pochi prodotti, in un determinato tempo)ma se la quantita’ di moneta corrisponde all’ammontate dei beni e servizi di un paese, l’inflazione non esiste.
    Se questi pazzi costringono uno stato a finanziarsi sul mercato, cioè a chiedere soldi ai mercato finanziario, non e’ colpa di Keynes. Inoltre il debito pubblico fino ad ora, pur essendo una cosa assurda, in quanto lo stato poteva tranquillamente stamparsi il denaro senza chiedere nulla a nessuno, ma fino ad ora non e’ mai stato un problema( giappone debiti 240 % del PIL, altro che il nostro 140%) fino a quando il sistema privato con il suo debito hanno superato il 110% del PIL. Infatti gli aiuti vanno alle banche non ai debiti dello stato. Cerchiamo di essere seri.

  4. Diego Tagliabue 19 Giugno 2012 at 12:51 pm #

    Stampare soldi serve solo a creare inflazione. Proprio l’iperinflazione è figlia del keynianismo, in cui lo Stato sopperiva alla mancanza di domanda dei privati, indebitandosi a iosa.

    Il problema è nel meccanismo della “creazione di denaro”, basato in sostanza sugi interessi degli interessi, che così crescono in maniera esponenziale.

    Creare inflazione (stampare moneta e svalutarla) giova solo alle banche.

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