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CONFEDERAZIONE LIBERI INDIPENDENTISTI: UNA PROPOSTA

di LEONARDO FACCO

Non raccontiamoci corbellerie: l’Italia è un paese irriformabile. Volendo usare una metafora, questo stivale appare come un corpaccione malato di tumore che, dopo attenta diagnosi medica, non può nemmeno essere operato, dato che le metastasi hanno pervaso ogni organo vitale. Per far risorgere la libertà, l’Italia – oggi tecnicamente fallita – va fatta morire.

A novembre dello scorso anno, il Movimento Libertario – di cui sono il fondatore – ha avallato la nascita del “MLI”, ovvero la corrente indipendentista che, sulla scorta degli insegnamenti di un caro amico (Hans Hermann Hoppe) ha ben chiaro un concetto: contro il potere centralista qualsiasi azione separatista va considerata una scelta auspicabile e liberale. Insieme a Gianluca Marchi ho sostenuto con piacere la proposta di organizzare in Veneto una convention di tutti i partiti, i movimenti, le associazioni, le persone che si dichiarano indipendentisti. In veste di Amministratore del Movimento Libertario sarò a Jesolo non da giornalista de “l’Indipendenza”, ma da responsabile di un soggetto politico che vuol sottoporre a tutti gli altri “amici in battaglia” contro questo Stato un progetto.

Prima di farlo, però, mi corre l’obbligo di evidenziare alcuni aspetti di cui dobbiamo tenere conto, rispetto ai quali fingere che si tratti solo di quisquilie sarebbe un tragico errore:

1- Gran parte di coloro che si ritroveranno alla convention ha avuto a che fare – nel bene o nel male, prima o dopo – con la Lega Nord. Tutto ciò ha ripercussioni inequivocabili sul dibattito odierno.

2- La frantumazione politica tra una moltitudine di soggetti sinceramente indipendentisti è un dato di fatto;

3- La litigiosità – più o meno spiccata – tra i diversi soggetti politici è un altro dato di fatto. A volte, financo all’interno dei soggetti stessi gli attriti non mancano;

4- Per alcuni di questi soggetti politici, l’idea di Padania rimane un punto di riferimento. Per altri, al contrario, è un orpello che rimanda al peggior leghismo;

5- Ciascun soggetto politico ha proprie idee su come ottenere l’obbiettivo dell’indipendenza;

6- La Lega Nord, piaccia o meno, è un partito politico dell’attuale panorama, che – peraltro – ha una visibilità enorme rispetto a tutti gli altri contendenti territoriali;

7- Le centinaia di amministratori locali di cui si vanta il Carroccio, non hanno permesso di fare un solo passo avanti rispetto allo strapotere centralista. Molto spesso, essi sono stati semplicemente protagonisti della proliferazione di quel clientelismo amorale che caratterizza l’Italia.

8- Tutti i soggetti sono d’accordo sul fatto che l’oppressione fiscale italiana è inaccettabile.

Nonostante queste premesse, il momento che stiamo attraversando è propizio per dare una spallata definitiva a quest’Italia centralista, fondata sullo statalismo più becero e sull’oppressione economica, ovvero sulla negazione della libertà politica che giustamente reclamiamo, sia come comunità che come individui. Certo, la crisi economica – ma di questo ne sono sempre stato convinto, ce lo insegna la storia – gioca un ruolo determinante, anche perché non permette più ai “padroni del vapore” di nascondere le sostanziali differenze (anche culturali, ovvio) fra coloro che, in questa penisola, vivono di rendite parassitarie e coloro che, al contrario, fan parte dei “produttori di ricchezza”; per dirla con Oppenheimer fra chi vive di “mezzi politici” (la casta ed i suoi clienti) e chi vive di “mezzi economici” (imprenditori, lavoratori dipendenti del settore privato, liberi professionisti, qualche onesto dipendente pubblico).

Sebbene siano molte le macerie di ogni tipo (politiche, culturali, economiche) lasciate dall’operato inqualificabile di Umberto Bossi (che è ed è sempre stato la Lega Nord, il resto della dirigenza è solo una “truppa di lacché”), si stanno ricreando tutte le condizioni che già nel 1992 lasciavano sperare in una sana “rivolta democratica” e che, comunque, avevano permesso ad un partito del Nord di dare voce agli oppressi da Roma.

Ora, non serve a nulla rivangare il passato e perdere del tempo con le recriminazioni. Ciò che adesso conta è avere la consapevolezza che quest’Italia criminale non ha più ragione di esistere.

A Jesolo dobbiamo prendere atto delle nostre differenze – che possono trasformarsi in forza, anziché in debolezza – per trovare quel “comune denominatore” che ci permetta di diventare “un sol uomo” solo, ed esclusivamente, per mettere in campo gli strumenti e le forze necessarie per dare la spallata finale a questo infame regime. Quantomeno, non dobbiamo farci trovare impreparati quando la gente infuriata, e gabellata, scenderà per strada per rincorrere gli esattori delle tasse e i suoi mandanti politici.

In tal senso, il mio suggerimento – che avrò modo di illustrare il 26 maggio prossimo – si sostanzia in tre punti:

1- La nascita della Confederazione dei Liberi Indipendentisti (con un portavoce con pochissime e precise mansioni);

2- La scelta di una battaglia politica da condividere fra tutti coloro che aderiranno alla Confederazione;

3- La scelta di una battaglia fiscale (resistenza e disubbidienza) anch’essa da condividere fra tutti coloro che aderiranno alla Confederazione.

Ognuno di questi tre punti verrà dettagliatamente spiegato alla prima convention dell’Indipendenza. Chi riterrà il progetto meritevole di attenzione e di impegno, potrà sottoscriverlo apponendo la propria firma in calce ad un contratto, come fecero quei 55 gentiluomini (e rappresentanti) dei 13 Stati americani il 4 luglio del 1776, che ricordarono al tiranno Giorgio III (anche Napolitano si chiama Giorgio, un caso?) che “quando nel corso di eventi umani, sorge la necessità che un popolo sciolga i legami politici che lo hanno stretto ad un altro popolo ed assuma tra le potenze della terra lo stato di potenza separata ed uguale a cui le Leggi della Natura e del Dio della Natura gli danno diritto, un conveniente riguardo alle opinioni dell’umanità richiede che quel popolo dichiari le ragioni per cui è costretto alla secessione”.

Così faremo anche noi, da individui e popoli delle libere comunità italiche.

 

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41 Responses to “CONFEDERAZIONE LIBERI INDIPENDENTISTI: UNA PROPOSTA” Subscribe

  1. Mario Venturini 28 Aprile 2012 at 3:15 pm #

    Leonardo lasciami semplificare: dici di costituire una specie di confraternita (piu’ o meno) dove ogni fazione rimane quella che e’ (piu’ o meno) e fa quel che gli pare (piu’ o meno) oltre a condurre comunque una battaglia politica e una fiscale che sia comune a tutte le altre fazioni.

    Ovviamente ti parlo essendo piu’ che condizionato dalla mia attivita’ personale che c’entra meno di zero colla politica (www.noord.org) al di sotto (o al di sopra) di chiunque stia governando quassicosa ognidove,

    ma dico che se le fazioni restano libere di fare quel che gli pare (a parte la presunta lotta politica e fiscale) saran sempre prive del sostegno popolare e quindi prive della forza necessaria per condurre le due cosidette battaglie.

    Non e’ la organizzazione dei Partiti che ci manca oggi, anzi e’ fintroppo collaudata. Vogliamo piuttosto sapere (dai Partiti) come organizzare finalmente il Popolo. E credo che la chiave di oggi sia quella che escluda le fazioni (cioe’ i Partiti o i Movimenti presunti) allo scopo di organizzare invece il Popolo e non l’ennesimo Partito o accozzaglia di Partiti.

    Voglio dire che non organizzerei i Partiti in una confraternita ma gli imporrei di organizzare il (loro) Popolo.

    Tutti i 55 signori citati rappresentavano il loro Territorio/popolazione non il loro Partito o fazione politica. Da me, son piu’ nazionalista che libertario ma, da libertario escluderei tutte le fazioni, che tutt’al piu’ si devono sottomettere (dopo) alla organizzazione del (loro) Popolo.

    Ovviamente questa e’ proprio la proposta che farei: ciascun Partito ci dica come vuole organizzare il (proprio) Popolo al di fuori dello schema gerarchico ed elettorale previsto dalle attuali presunte Costituzioni italiane o svizzere o francesi o austriache o jugoslave o tedesche o americane o quelle che siano, ovvero Carte che non ci devono mai riguadare.

    Non temete che in questo modo sopravviveranno anche i Partiti (solo modo di creare una classe dirigente politica) mentre la forza alla buon’ora appartiene come sempre al Popolo.

    Come dice uno piu’ istruito di me: se mi sbalio mi corigerete.

    (Mario Venturini)

    Carina la tua chiusura “noi delle libere comunita’ italiche” sembra una coltellata.

  2. FrancescoPD 28 Aprile 2012 at 8:10 am #

    Pronto alla firma..
    .. anche se mi sa che per la spallata definitiva, alla fine la rivoluzione si dovrà fare sulla punta delle baionette.

  3. luigi bandiera 28 Aprile 2012 at 1:46 am #

    Caro Facco, prima di andare a riposarmi in branda dico che la tua premessa mi piace molto.

    Il resto e’ una chimera.

    L’italiota e’ da INKALMARE o INNESTARE.

    Se no e o altrimenti si avranno frutti STRONXI.
    Oggi si hanno le diapositive sebbene tentino di eluderle, ma i FATTI sono CHIARI E FORTI..! (l’olio di semi non c’entra).

    UN INDIPENDENTISTA NON dovrebbe mai frequentare la KST…

    Se si, solo perche’ INFILTRATO..!

    Altrimenti sara’ e diventera’ un possibile NEMICO perche’ certo CAVALLO DI TROIA..!

    Se io fossi a JEXOEO non saprei fare certi diskorsi…

    Sarei super agitato, emozionato. Straparlerei.

    L’ambiente mi farebbe dire cose che poi a riascoltarle mi farebbero star male.

    TUTTAVIA, IO CREDO ALLA LIBERTA’ DEI POPOLI.

    I POPOLI SONO O NO NATI LIBERI..!! ??

    Ma e inispecie alla LIBERTA’ DEI BASSI CHE IO MI RIFERISCO I QUALI MANTENGONO GLI ALTI..! KAX AL KUBO..!

    Gli alti, si legge nei fatti, se la procurano da soli la liberta’. Hanno il POTERE..!
    Anche di sottomettere i bassi..!

    ESSERE O NON ESSERE, SVEGLI e quindi NON SOTTOMESSI..!

    Ah si, il bunga bunga conta… non i DISOCCUPATI..!!

    INGIUDICI..??

    IN RIGA PER FAVORE..!!

    Salam

  4. luigi bandiera 28 Aprile 2012 at 1:03 am #

    Leggendo i vari interventi mi sono dato malato e sono corso dal mio medico per farmi dare un periodo di RIPOSO IN BRANDA..!!

    Non mi rimane che il RIPOSO..!!

    Forse sono fuori periodo storico perche’ si debba leggere certe liberta’ di espressione.

    Per carita’ di Dio, dite pure e sempre la vostra, ma prima leggete i FATTI per favore.

  5. Fabio 27 Aprile 2012 at 11:09 pm #

    L autodeterminazione e’ certamente una questione fondamentale, ma unita ad una profonda e convinta sovranita monetaria. Quando si discute di crisi economica si commette un errore fondamentale. L’ economia non ha sviluppo se viene a mancare la distribuzione del denaro, ovvero, del valore econometrico che rappresenta la ricchezza ma che non la determina. In tutti questi anni banche, finanziarie ed affini hanno promosso, sotto la falsa induzione al risparmio,l’accumulo e l’investimento in strumenti finanziari che hanno occultato il denaro in ulteriori fogli di carta ed indotto quindi la gente ad indebitarsi. Il sistema e’ dunque corrotto, e corrompe sempre di piu’ gli ignari cittadini.

  6. Giacomo 27 Aprile 2012 at 8:33 pm #

    Io spero che etnonazionalisti e razzisti di varie risme siano messi in infima minoranza a questo congresso. Dev’essere un meeting di autodeterminazione dei popoli, non una porcheria Blut und Boden. Non dimentichiamo mai che certe parole d’ordine, un tempo tanto care ai pagliacci in cravatta verde, son quelle che hanno alienato per sempre l’80% del cosenso padano-alpino alla lega. Certe parole d’ordine sono state il più grazioso omaggio alla propaganda del colonialismo italiano, e non dobbiamo più ricascarci per nessun motivo.

    • Nicola Job 27 Aprile 2012 at 8:49 pm #

      Bravo, perfetto giusta puntualizzazione, prevenire i novelli borghezi, che stiano a casa loro e comunque attrezzare una buona organizzazione dell’incontro al fine di evitare pessime figure a livello mediatico: sarebbe oro colato per gli italioti.

    • Fabio castellucci 28 Aprile 2012 at 12:09 am #

      perfetto.

      Timore:
      i primi a saltare, nella novella “padania nazista” saranno i “Giacomo Consalez”, che della Linbertaà delle Comunità e dell’Individuo fanno una ragione PRIMA di vita.

      Possiamo uccider l’italia (cosa buona e giusta!)
      MA RESTIAMO DEL TUTTO CONTAMINATI DALLA ITALIANITÀ (e non potevo usare insulto peggiore).

      I VERI federalisti libertari… sono un’infima minoranza.

      Duro da mandare giù… ma è così.
      Siamo servi che adorano l’”Uomo Forte”.

      Mascellone Mussolini è il massimo a cui aspiriamo…

      E Giacomo continua ad illudersi che esista un numero ragionevole di Galantuomini come Lui…

      Ti impiccheranno per primo nella “Libera Padania”…

      E lo dico con un’amarezza che nemmeno puoi immaginare..

      • Leonardo 28 Aprile 2012 at 12:31 am #

        Un po’ di ottimismo…

  7. Giacomo 27 Aprile 2012 at 8:23 pm #

    Leo, non chiediamo troppo a un solo evento. Costituire la confederazione e far partire il dialogo tra i confederati sarebbe già un grande risultato.

    • Leonardo 27 Aprile 2012 at 11:58 pm #

      Io non chiederò troppo, vedrai.

  8. Nicola Job 27 Aprile 2012 at 7:43 pm #

    Sinceri complimenti a Leonardo, lettura attenta, lucida, impietosa e alquanto realistica del tema indipendanza. Questa italia è stata unita non da volontà popolare ma da occupazione sabaudo-garibaldina- E i risultati sono sotto i nostri occhi: un disastro totale. Quando il nord finirà anche le ultime risorse sarà la fine naturale di questo stato parassita, gabelliere, despota. Vediamo il recente caso repubblica Ceca- Slovacchia. Dopo la consensuale separazione i due popoli si sono messi a correre e sviluppare una ricchezza prima inpensabile. Il discorso sarebbe lungo. Mi limito a chiedere con insistenza che il Veneto sia apripista di questa nuova penisola italica fatta di popoli indipendenti. Potrà essere luogo di ritovo culturale, fucina europea della rinata libertà dei popoli uniti da cultura, progresso, ricchezza economica. Bravo ancora Leonardo, avanti tutta. Nicola

  9. Vittore Vantini 27 Aprile 2012 at 7:10 pm #

    Caro Leonardo, non posso che condividere il “succo” del tuo programma. Ma io ci pongo una condizione: Che tutti partano uguali (primi inter pares) da una ideale linea di starting, senza che ci siano padri e padrini, figli e figliastri. Guardando avanti e senza rimuginare sul passato, come spesso si fà anche su questo giornale.Un’assemblea, validamente insediata, è sovrana e dovrà esprimersi concordemente e inequivocabilmente sulle proposte che lì nasceranno. Cominciamo con un atto di democrazia dal basso e non con un atto di adesione. Per il resto hai anche la mia firma.

    • Leonardo 27 Aprile 2012 at 7:45 pm #

      senza dubbio, “PRIMI INTER PARES”!

  10. Andrea Lunardon 27 Aprile 2012 at 6:41 pm #

    Caro Leonardo, sottoscrivo tutto, ma l’esperienza pratica dell’operato dell’Autogoverno in questi anni può aiutare molto a definire meglio le tue proposte. Ne dovremo parlare, ma in breve possiamo dire che:

    1- La nascita della Confederazione dei Liberi Indipendentisti (con un portavoce con pochissime e precise mansioni);

    Se questa confederazione rappresenterà delle carte di identità italiane (come tutti i partiini/associazioni/movmenti esistenti tranne Venetie per l’Autogoverno), e quindi dei “cittadini italiani favorevoli all’indipendenza di alri popoli diversida quello italiano”, sarà l’ennesimo sforzo inutile perché mal calibrato.

    2- La scelta di una battaglia politica da condividere fra tutti coloro che aderiranno alla Confederazione;

    L’esperienza politica e giudiziaria degli ultimi anni ci ha insegnato che non c’è alcuna maniera di far valere i diritti delle minoranze nazionali (popoli) o delle minoranze linguistiche nel territorio italiano.
    Lo abbiamo dimostrato con i nostri ricorsi che nessuno pubblica…

    La vera battaglia politica che possiamo giuridicamente vincere è ottenere l’indipendenza del teritorio “lombardo-veneto” del 1866 mediante una causa in Corte Internazionale degli stati.
    Loris Palmerini ha raccolto le prove che dimostrano che il territorio non è attualmente della repubblica italiana. Per ottenere indietro la nostra giurisdizione occupata illegalmente dobbiamo però presentarci con un strutura ben precisa: un comitato di liberazione nazionale formato dai rappresentanti dei popoli riconosciuti al tempo ovvero lombardi, veneti e mantovani.

    Per fare questo si devono istituire delle Anagrafi di nazionalità e di cittadinanza (mantovana, veneta e lombarda) DIVERSE DA QUELLA ITALIANA.

    L’Anagrafe del Popolo Veneto è già stata fondata nel 1999 e l’Autogoverno del Popolo Veneto è l’insieme delle istituzioni che rapprsentano i 7000 cittadini veneti, ovvero iscritti a questa Anagrafe.

    Vorremmo proporre questo obbiettivo comune a Jesolo, se possibile.

    3- La scelta di una battaglia fiscale (resistenza e disubbidienza) anch’essa da condividere fra tutti coloro che aderiranno alla Confederazione.

    L’Autogoverno del Popolo Veneto ha già una struttura predisposta per i cittadini veneti che decidessero di redirezionare le proprie tasse all’autogoverno veneto piuttosto che allo stato italiano.

    Il procedimento si può trovare qui:http://www.palmerini.net/blog/2009/11/30/sono-veneto-non-pago-le-tasse-allo-stato/

    Parleremo anche di questo a Jesolo?
    Fammi sapere!

    • Leonardo 27 Aprile 2012 at 7:35 pm #

      parleremo di tutto a Jesolo, entrerò nel dettaglio

  11. Castagno12 27 Aprile 2012 at 6:15 pm #

    Il progetto è condivisibile in quanto i fatti hanno
    ampiamente dimostrato e confermato che l’italia unita non
    è governabile nè riformabile.
    Concetto che avevo già espresso in un mio scritto, pubblicato otto anni fa, dal settimanale “Il Federalismo”.
    Avevo dato il titolo “L’ITALIA E’ DA DIVIDERE, L’UE E’ DA DISFARE” che, contrariamente agli accordi presi con
    Stefania Piazzo (il direttore) era stato poi modificato.
    Il terzo punto dei suggerimenti che saranno oggetto del
    Convegno di Jesolo “La scelta di una battaglia fiscale ….”, sarà determinante.
    Perchè, per portare a dei risultati concreti,dovrà trattare
    quei problemi che ci hanno causato ed imposto l’attuale disastro economico-finanziario.
    Li ho già indicati nel mio commento del 25 Aprile u.s. in
    coda all’articolo di Gilberto Oneto: la valuta, la Sovranità
    Monetaria, la gestione della Banca di riferimento e
    l’invasione/immigrazione che grava, in misura spaventosa
    sulla cassa comune.
    Per evitare “sgradevoli” sorprese, bisogna essere in
    tanti per affrontare questi problemi; ignorarli significa
    andare per farfalle.
    Per il momento, da parte dei Movimenti Indipendentisti,
    SILENZIO !
    Aggiungo che, molti di questi, hanno indicato l’obiettivo
    “Europa dei Popoli”. Si dice che chi non ricorda la Storia
    ripete gli stessi errori. Ma in questo caso si chiede solo
    di guardare in faccia all’attuale situazione indecente
    dell’italia: il risultato di un raggruppamento di popolazioni
    con caratteristiche tanto diverse. Il tutto realizzato a tavolino, nulla di spontaneo.
    Ma il caso italia non ha insegnato niente, purtroppo.
    Ci sono dei grulli che sognano di realizzare, in Europa,
    un raggruppamento forzato di Popoli tanto diversi. Il tutto,
    sempre a tavolino, Non mondialista ma indipendentista !
    Differenza ininfluente.
    Comunque, grazie per la Vostra iniziativa.
    Chi rifiuta l’Indipendenza significa che approva “la dipendenza”. Atteggiamento da italiani !
    Buon Convegno. E che Dio ce la mandi buona !

    • rosario 28 Aprile 2012 at 8:44 am #

      parteciperò al convegno da siciliano, portando la proposta della costituzione siciliana del 1848 che era in senso confederalista…. ma come si sà in certa italia non si vuole mai condividere con il popolo, solo nei comitati d’affari si condivide.

  12. Federico Lanzalotta 27 Aprile 2012 at 5:16 pm #

    Caro Facco, la penna per la mia firma è pronta!

  13. Gigi 27 Aprile 2012 at 3:04 pm #

    Selezione prima di Jesolo. Spazio solo ad indipendentisti!

  14. Ongaro Giovanni (UPA) 27 Aprile 2012 at 3:01 pm #

    La diagnosi e’ fatta,constatata l’ impossibilita’ di cambiare questo sistema parassitario,preso atto che nessun partito ha
    avuto ed ha a cuore i nostri interessi economici che sono poi la base delle nostre esistenze e del lavoro duro di intere generazione,non ci resta che scrivere la storia che verra’!!

    Ormai noi indipendentisti lombardi non possiamo delegare più nessuno,il momento e’ favorevole e lo sarà ancora di più fra qualche mese.

    Essere in tanti movimenti e’ un valore, stare separati ma attaccare insieme,solo in questo modo si garantisce la piena autonomia di azione e si riduce la possibilità che comprata una testa ci sia poi la possibilità di comprare anche un intero movimento.

    Se non adesso quando??

    • FL 27 Aprile 2012 at 5:15 pm #

      molto d’accordo su
      “stare separati ma attaccare insieme,solo in questo modo si garantisce la piena autonomia di azione e si riduce la possibilità che comprata una testa ci sia poi la possibilità di comprare anche un intero movimento”

      pochi obiettivi e chiari, non venitemi a parlare dei problemi della scuola, della giustizia, della difesa, della sanità… a quei problemi risponderemo dopo la secessione.

  15. mercanzin marco 27 Aprile 2012 at 2:26 pm #

    MINIMO COMUN CONDIVISORE.

    Poi ogni popolo si dara’ la forma di governo che decidera’, ma potra’ finalmente farlo senza condizionamenti o gioghi, finalmente libero dall’italica presenza.

  16. Franco 27 Aprile 2012 at 2:03 pm #

    Le differenze sono una RICCHEZZA !La litigiosità fa parte di questa ricchezza!L’omologazione del pensiero è il principale difetto di qualsiasi democrazia.
    La confederazione ha senso se vi sono poche minime regole comuni e la onerosa assunzione di responsabilità da parte di chi autonomamente vi aderisce.Il rispetto delle identità DEVE essere primario,il LEADERISMO deve essere bandito,le decisioni debbono privilegiare il principio della UNANIMITA’(spiegherò in seguito come si fa ad ottenerla),la MEDIAZIONE deve essere lo strumento primario a garanzia della libertà di ognuno,l’ETICA deve riassumere un ruolo basilare per la civile convivenza.Riconoscendosi in questi CINQUE punti di minima condivisione ,si può iniziare quel sano percorso per mettere le basi di quell’ordinamento veramente democratico e libero a cui ogni popolo ha diritto di aspirare !

  17. LONGOBARD 27 Aprile 2012 at 1:55 pm #

    L’UNICO OBIETTIVO DI UNA CONFEDERAZIONE DI MOVIMENTI INDIPENDENTISTI (CON PORTAVOCE A ROTAZIONE) E CHE POSSA FUGNERE DA COLLANTE DELLE VARIE IDEOLOGIE (ETNO O LIBERTARIE) E’ ARRIVARE A SINGOLI REFRENDUM REGIONALI INDIPENDENTISTI.

  18. sandro Migotto 27 Aprile 2012 at 1:55 pm #

    Covengo con quanto esposto dall’articolo del Sig. Leonardo. Anzi tale articolo, se fossi capace di scrivere, sarebbe la logica conseguenza di quanto da giorni tante persone come me tentano di far capire cosa potrebbe diventare il meeting di jesolo. Guardiamo quello che ci unisce e su quello concentrare gli sforzi. Lasciamo perdere quello che ci divide. Semplicemente oggi non serve. Bravo Leonardo.

  19. berg 27 Aprile 2012 at 1:20 pm #

    Finalmente una proposta su cui meditare e discutere!

  20. Federico 27 Aprile 2012 at 12:12 pm #

    Ottimo: sottoscrivo tutto. (tra l’altro il patto del Gruetli non aveva nulla di entro-nazionalista… Erano tre villaggi alpini, e neppure c’erano le nazioni, nel 13mo secolo…). Comunque una lotta per l’indipendenza deve prescindere dal guardare a Jefferson o a Guglielmo Tell. Se ci si divide su queste cose si finisce nel ridicolo.
    Bisogna unire secessionisti del Nord e del Sud, libertari e no, indipendentisti e autonomisti spinti: tutti uniti per chiedere il diritto di decidere, con il voto, sulla propria indipendenza.

  21. Roberto Porcù 27 Aprile 2012 at 12:00 pm #

    Alla buon’ora ! Ne ho letto tanto di Jesolo, ma senza altri dati.
    Ora so di una data, il 26 maggio 2012.
    Posso essere edotto anche sul posto e sull’ora ?
    Grazie

    • gianluca 27 Aprile 2012 at 8:40 pm #

      I giorni sono il 26 e il 27 e presto daremo tutto il programma. Comunque sarà il sabato pomeriggio e la domenica dalle 9 fino al massimo alle 15. La sala è prenotata…

  22. Andrea Zucchi 27 Aprile 2012 at 11:44 am #

    Eccelente, Leonardo.
    Condivido in particolare, se ben ho capito, l’intenzione di andare oltre la sola rivendicazione territoriale per operare sul piano della libertà e dignità dell’uomo, libero.

    • Leonardo 27 Aprile 2012 at 11:59 am #

      :-)

      • Paolo L. Bernardini 28 Aprile 2012 at 6:14 am #

        Ciao Leo, perche’ non Congresso? Rimanda al Congress delle tredici colonie (che e’ andato a buon fine…) e all’ANC di Mandela (komunista, va ben, ma anche loro hanno vinto).
        CONGRESSO DEGLI INDIPENDENTISTI ITALIANI
        CONGRESSO DEI LIBERI INDIPENDENTISTI
        CONGRESSO INDIPENDENTISTA ITALIANO

        Codei!
        Codeli!
        Coi!
        Insomma Congresso mi suona meglio di Confederazione parliamone a Jesolo.

  23. Lucio Chiavegato 27 Aprile 2012 at 10:09 am #

    Montebelluna, 9 Novembre 1919 parla Guido Bergamo, di fronte al Municipio, parla alla folla spiccando tra le teste delle persone in ascolto.
    Parlamentare trevigiano scrive “Il governo centrale di Roma, questo governo di filibustieri, di ladri e camorristi organizzati, non si accorgerà di noi se non ci decideremo a far da noi” e ancora “Ora basta! Il problema veneto è così acuto che noi da oggi predicheremo la ribellione dei veneti. Cittadini, non paghiamo le tasse, non riconosciamo il governo centrale di Roma, cacciamo via i prefetti, tratteniamo l’ammontare delle imposte dirette nel Veneto”.

    PREMONITORE LUI, o RINKOGLIONITI NOI dopo quasi 100 anni?

    • sandro Migotto 27 Aprile 2012 at 1:12 pm #

      sicuramente rincoglioniti voi, che vi apprestate a partecipare a votazioni italiote.

      aprire la bocca per far aria e’ tempo perso Sig. Lucio.

      • Nicola Job 27 Aprile 2012 at 7:27 pm #

        Caro Sandro non mi pare il tuo uno stile opportuno ad un richiamo storico così forte. Io dico bravo Chiavegato e ora non ho tessere di partiti in tasca. Partecipare a elezioni locali per far presente i prodomi di una richiesta indipendentista è cosa ottima. Al bando i personalismi e uniamo le forze. Un Veneto nell’anima, nel cuore, nei secoli. (O mia patria Veneta così bella ricca e ferita)

  24. Giorgio Milanta 27 Aprile 2012 at 8:11 am #

    Ottima proposta Facco. A parte la conclusione, riferentesi alla genesi degli USA, sottoscrivo il testo in oggetto.

    Da buon etnonazionalista, al posto del modello nordamericano, preferisco quello elvetico, il Patto del Grütli, come mdello ispiratore.

    Per gli identitari l’economia non è il fine ma un mezzo, un grimaldello per scardinare e distruggere questa immonda entità chiamata italia.

    Auguri per l’iniziativa.

    • diegoxte 27 Aprile 2012 at 2:26 pm #

      ma dove andate con il voto ed i referendum? al massimo sarete il 3% del totale degli italiani…..volete l’indipendenza? andate a……

      • Giacomo 27 Aprile 2012 at 6:01 pm #

        diegoxte, sei entusiasta dell’italia in cui vanno in onda gli annunci di suicidio dei piccoli imprenditori derubati da Equitaglieggia (Radio24 di oggi)? Se sì complimenti a te, vero italiano.

        • LUCANO 27 Aprile 2012 at 6:22 pm #

          MA QUELL’IMPREDITORE E’ UN NAPOLETANO!!!
          VISTO?? LAVORANO ANCHE LORO….

          • Giacomo 27 Aprile 2012 at 8:02 pm #

            Ne ho sentiti diversi. Dalle alpi alle piramidi. E dire che il problema non erano loro. Loro erano la soluzione. il problema erano tutte le sanguisughe che vivono di stato. E da nessuna parte ce ne sono quanti al sud.

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