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CARINZIA, LO STATO E’ AMICO DELL’IMPRESA

di CARLO MELINA

«Venite in Carinzia. Fare impresa qui conviene». L’offensiva è partita nel 2010, sotto forma di lettere (3000), spedite ad altrettante aziende venete: «vi offriamo sgravi fiscali e contributi a fondo perduto». Parola di Gerhard Dofler, il governatore del Land austriaco che ha appena rinnovato con Luca Zaia e Renzo Tondo, presidenti delle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, il trattato di cooperazione esistente fra 3 delle aree componenti quell’Euroregione preconizzata già nel 1978 da Carlo Bernini, e ancora da realizzarsi. Perché a Roma piace poco.

«Viste le condizioni, più che di un’offensiva, parlerei di un’opportunità» spiega Carlo Trevisan (nella foto qui a fianco), imprenditore veneziano della LIFE a cui la Carinzia piace parecchio. Tanto che sta meditando di impiantare uno stabilimento per la produzione di wine box entro l’anno. «Ho visitato Klagenfurt poco prima di Natale. All’Ente per lo sviluppo del Land conoscono le vessazioni cui è sottoposto un imprenditore italiano e hanno un presupposto chiaro: tutto ciò che ruota attorno all’impresa e all’imprenditore è cosa buona». Che tradotto significa fisco equo, manodopera preparata (all’ottavo posto nel mondo per produttività) e burocrazia leggera.

«In Carinzia lo Stato è amico dell’impresa, la favorisce, non la ostacola come in Italia. L’imprenditore versa un’aliquota unica del 25% sugli utili, calcolati su una base imponibile minore del 50% rispetto a quella italiana, perché l’insieme dei costi deducibili è molto ampio, con percentuali del 100%. – chiarisce entusiasticamente Trevisan – Le spese per ricerca e sviluppo sono detraibili al 135%. L’IRAP non esiste, così come il bollo auto. Quando decidi che vuoi aprire bottega, poi, compili due moduli e in 7 giorni sei pronto per partire, senza bisogno di alcuna certificazione della Camera di Commercio».

Il capitolo manodopera riserva ulteriori sorprese: «il sistema di formazione professionale e universitaria è di qualità eccellente, così come l’iter di inserimento nel mondo del lavoro. Ciascun iscritto ad un corso professionale, per esempio,  sin dal primo anno trascorre 3 giorni sui banchi e tre giorni in un’azienda (sempre la stessa), fino alla fine del percorso di studi. Terminato il quinquennio, può venire assunto con ulteriori agevolazioni per il datore di lavoro».

Naturalmente esistono alcune condizioni cui l’investitore deve sottostare: «In Carinzia non accettano chiunque. Preferiscono piccole-medie aziende, con capannoni di massimo 200 metri quadrati. All’Ente per lo sviluppo richiedono assicurazioni circa i processi di lavorazione e assemblaggio dei prodotti. E l’impresa deve rispettare il territorio, al fine di mantenere un buon equilibrio fra zone residenziali e industriali. Anche il multiculturalismo è visto con sospetto, mentre è ben accetta l’immigrazione da paesi che abbiano un background culturale simile a quello austriaco. Tutto questo però ha un rovescio della medaglia: il creditore è tutelato, e i pagamenti devono essere effettuati secondo la data fattura, senza tante deroghe. I controlli fiscali, poi, sono puntuali, ma mai a sorpresa».



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10 Responses to “CARINZIA, LO STATO E’ AMICO DELL’IMPRESA” Subscribe

  1. Diego Tagliabue 26 Aprile 2012 at 11:56 am #

    Alla faccia della propaganda italiota, che ha sempre dipinto i Carinziani come xenofobi razzisti ecc.

    La collaborazione tra i popoli di confine attorno al Tarvisio `una realtà da anni e la Carinzia è l’esempio emblematico, che Stato e azienda possono funzionare insieme.

  2. migotto sandro marco 13 Febbraio 2012 at 12:03 pm #

    Conosco molto bene la Carinzia…la frequento in estate da quasi quindici anni. Il Signor Sark dice il vero. Non solo. aggiungo che le strade sono sempre pulite, le aiuole curate, la gente e’ ospitale.Ma giustamente a mio avviso non con tutti. Le piazze italiane sono oramai invase da tribu’ di extracomunitari e comunitari avanzi delle galere dell’ex Est Europa. Li’ no. In Carinzia sono ven visti i Veneti e i friulani… il resto del Nord sono considerati Italiani… nel senso cattivo del termine… da Bologna in giu’ li considerano africani….
    Vorrei infine citare il Signor Joerg Haider..morto in circostanze misteriose. Lui ha creato quanto citato dal Sig. Sark… tutt’ora amato dai carinziani. Considerato xenofobo e nemico (Fin venti anni fa) delle Banche. Andate a scoprire cosa ha fatto per la Sua gente. Non a caso, l’amico Dal Col (Partito per il Veneto Indipendente) gli fece assegnare le chiavi della Citta’ di Jesolo…

    • Sandi Stark 3 Maggio 2012 at 8:04 am #

      Haider non c’entra con il welfare austriaco, può c’entrare con la politica della Carinzia. Piuttosto fu attivo per la collaborazione transfrontaliera e forse ha qualche merito per le euroregioni.

      Non è nemmeno vero quanto si dice degli extracomunitari, Vienna ha quasi il 20% di immigrati, molti slovacchi, polacchi e bosniaci, ma la maggior parte sono mussulmani, che hanno 5 moschee in città, la prima del 1975 con il suo minareto che svetta nella periferia, non ci sono scritte razziste sui muri ed i mussulmani puliscono il marciapiede del loro negozio più spesso degli austriaci.

      Per proteggere i lavoratori immigrati dallo sruttamento esiste da un paio d’anni una legge di tutela: a Vienna il salario minimo per un’apprendista di 18 anni è € 1.450, per un carpentiere, gessino o altro specializzato dell’edilizia non può essere inferiore ad € 2.200.

      Sono obblilgatorie tutele per tutti i tipi di lavoro, come per l’esposizione alle intemperie. I camerieri hanno dei forfait aggiuntivi per ogni lingua che conoscono ed un tot. mensile per la lavaneria. Il concetto è che per ogni mansione disagiata che viene chiesta, il datore di lavoro deve pagare qualcosa.

      Non è vero che l’Austria va bene perchè non ha l’articolo 18 come hanno scritto recentemente dei giornalisti italiani vigliacchi. La gente ricorre meno alla giustizia perchè c’è la disoccupazione e parecchio generosa, ma non si può licenziare senza motivo.

      Ogni Paese ha gli immigrati che si merita. Recentemente fu rimpatriata una famiglia più che meritevole e l’opinione pubblica insorse: modificarono la legge sulle immigrazioni. Anche i disoccupati immigrati, hanno diritto al sussidio di disoccupazione dopo pochi mesi di lavoro.

      A Vienna ci sono una decina di scuole bilingui, a Klagenfurt esiste una scuola elementare quadrilingue tedesco, sloveno, inglese ed italiano; mentre quelle bilingui in Carinzia non si contano.

      Questa è la Patria che ci avete tolto a mano armata, questa è la civiltà che voi italiani avete sempre sputtanato.

      Io personalmente non vado più al Kirchtag di Villach, festa che si tiene ogni agosto. Non ne posso più degli italiani ubriachi che non sanno bere e che fanno cori calcistici.

      E poi, la scorsa estate nella sfilate delle bande c’erano anche i bersaglieri. E se torno nella madrepatria dei miei nonni, non è certo per vedere le piume degli invasori assassini.

  3. Sandi Sark 10 Gennaio 2012 at 9:15 am #

    Per non dire dei diritti dei cittadini. Assegni minimi di € 1000 per 12 mesi oppure oltre 600 per 24 mesi oppure oltre 400 per 36 mesi, per la nascita di un figlio. La metà per il secondo figlio. Cifre raddoppiate per i genitori single.

    Assegni di disoccupazione di almeno € 925 mensili. Ma una coppia di disoccupati di oltre 55 anni con due figli a carico, percepisce oltre € 3000 mensili. Un disoccupato otlre i 50 anni non è più tenuto ad accettare "qualsiasi lavro", e se si rompe le balle, può chiedere la pensione anticipata. L'assengno minimo sociale, proprio per i più sfigati degli sfigati è di € 670,00. Ma qualsiasi persona in difficoltà può rivolgersi all'OMS per misure ad hoc.

    Trasporti e libri gratuiti per tutte le scuole dell'obbligo. Se non ci sono gli scuolabus, rimborsi da € 5 fino ad € 48 al mese, per chi risiede ad almeno 2 km dalle aule, oppure se la strada è "pericolosa". Disabili e genitori di disabili, rimborsati di tutto. Banca dati on line per i libri usati, per ridurre i costi. Premiata dalla UE.

    € 2700 di detrazione fiscale per ogni figlio. Ma le baby sitter devono essere diplomate, o se troppo giovani devono avere il nulla osta dell'istituto di formazione.

    Contributi per gli imprenditori che mettono su gli asili nido aziendali. Assegni familiari di € 160 per gentiore, il doppio per i single, altri aiuti in caso di disabili. Aspettativa ed altri aiuti finanziari in caso di gravi disgrazie familiari. Inutile dire, che il tiket sanitario non esiste.

    La benzinacosta di meno, la vita costa di meno, costano poco perfino le case. Ma i salari sono doppi. Disoccupazione al 4%. Crescita al 2,7%. Disoccupazione giovanile al 7%. Il costo dell'autostrada è di € 88 all'anno.

    Ogni disoccupato che ha chiesto gli aiuti, è costato allo Stato € 13.000.

    Costa meno che mantenere 5 milioni di posti di lavoro inutili.

  4. Albert 9 Gennaio 2012 at 10:30 pm #

    Ndaremo tuti in Carinzia!

  5. carlo trevisan 9 Gennaio 2012 at 3:55 pm #

    sembra di leggere un brano di fantascienza, invece è tutto vero: rispetto da parte di chi governa e senso civico di chi è governato.

    Grazie per il vostro lavoro e complimenti !

    Carlo Trevisan

    • Gianpaolo 9 Gennaio 2012 at 7:50 pm #

      E' un sistema che funziona, potremmo essere come se non meglio di loro. Ma purtoppo l'azienda italia è abituata a mangiare il vitello prima che nasca, quel che è peggio è che non si saziano mai e i risultati si vedono. La soluzione?…..secondo me una sola…"basta italia"

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