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Anche i rumeni lasciano l’Italia: troppe tasse e burocrazia

di CARLO MELINA

“La prossima settimana torno a casa. Mi spiace, ma sono l’ultimo rimasto. E a queste condizioni non posso andare avanti. Non ce la faccio”. Queste le ultime parole da italiano di Irinel Sociu, impiegato nel settore dell’edilizia, con partita Iva, specializzato in ristrutturazioni e restauri. Parole pronunciate con un forte accento veneto e un pizzico di nostalgia: “Quando sono arrivato, nel 2000, mi sono stabilito nella periferia padovana. Ad insegnarmi il lavoro sono stati i vecchi veneti: ero uno dei pochi ‘giovani’ che accettavano i loro metodi. La gran parte degli apprendisti, tutti italiani, lasciava subito. I vecchi esigevano rispetto e dedizione che, per me, che sono stato educato in modo più tradizionale, erano scontati. Quindi mi hanno accettato e mi hanno insegnato il mestiere. Per alcuni anni, poi, le cose sono andate bene. Mi sono sposato, ho avuto un figlio. Ma poi… il disastro”.

Un disastro cui Irinel, che non vede alcun futuro per l’Italia, ha deciso di sottrarsi: “Eravamo in tanti a Padova. Ora siamo sempre meno. I miei amici sono andati tutti via. Mio fratello è l’unico a non essere tornato a casa. Si è stabilito in Valle d’Aosta, provincia a statuto speciale. A lui le cose vanno bene – spiega Irinel – Ma temo che primo o poi la crisi arriverà anche là, perché le politiche del governo italiano sono sbagliate. Per una volta la Romania ha fatto scuola”.

Irinel si riferisce alle scelte in materia fiscale del premier rumeno, che, differentemente dal suo omologo italiano, ha tagliato le tasse: “In Romania il premier ha attuato una vasta manovra di defiscalizzazione, introducendo per decreto un’aliquota unica del 16 per cento sulle piccole imprese. La cosa incredibile è che oltre a salvare la nostra economica, ha portato un sacco di imprenditori esteri a casa nostra. Ha idea di quanti italiani ci sono? I serramenti per la mia casa, per esempio, sono made in Romania, ma li ha fatti un italiano”.

Non solo tasse: l’Italia, secondo l’imprenditore edile, muore anche di burocrazia: “Una volta mi ferma la polizia e mi sequestra il camion. Come mai? Semplice. Anni prima ero passato col rosso e mi avevano fatto una multa. Presentato il ricorso, ho cambiato casa e, nonostante ripetute segnalazioni con l’indicazione del nuovo indirizzo, nessuno mi ha più contattato. Fatto sta che, senza dirmi niente, non avendo più saputo come ritracciarmi, Equitalia mi ha messo sotto sequestro il camion, a mia insaputa. Alla fine ho pagato 500 euro e ho ripreso a lavorare – si sfoga Irinel – E poi, a convincermi a partire, c’è la questione prezzi: qui è aumentato tutto. Dalla benzina ai beni di consumo. Peccato che, quando va bene, si guadagna come 7 anni fa. Ora che ho un figlio devo spendere 450 euro al mese di asilo più 650 all’anno di iscrizione. Una follia!”

Il settore è fermo, le commesse sono calate, ma le scadenze si accumulano: “Col pubblico è impossibile lavorare, perché ti paga troppo tardi. Col privato, be’… non c’è più niente da fare. Si mangiano tutto geometri e architetti. E poi ci sono Iva, Inps e centomila altre voci da saldare. Pensi che in Romania non funziona così:  Per aprire una srl ci metti pochi giorni, paghi il 16% fino a 100.000 euro di reddito, e non hai gli studi di settore, quindi puoi scaricare quanto vuoi e investire quanto vuoi. Inps e Inail non sono obbligatorie: con 50 euro al mese mi pago l’assicurazione privata e con 150 il fondo pensione. Altro che Italia – conclude Irinel – Attualmente sto ridipingendo la casa che avevo preso in affitto, voglio riconsegnarla pulita. Questo sarà l’ultimo lavoro che farò qui. Del resto ho già comprato una piccola gru e tutti gli attrezzi necessari in Romania. Quando parto? la settimana prossima”.

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30 Responses to “Anche i rumeni lasciano l’Italia: troppe tasse e burocrazia” Subscribe

  1. Joh 11 Aprile 2013 at 3:54 pm #

    Sembrerebbe una buona notizia: però il problema è che vanno via i pochi romeni produttivi e rimane la loro feccia, che non ha bisogno di documenti e formalità burocratiche. Guardate i parchi e le stazioni: feccia slava e romena che cazzeggia, beve, importuna e ogni tanto si mena.

    • Elena 24 Aprile 2013 at 3:18 pm #

      Già..rimpatriano ; magari ! qui in Friuli non v’è posto che non vi siano..dappertutto come il prezzemolo in ogni minestra..
      Che dire ..A me personalmente non piacciono..
      sarà perché ho avuto esperienze negative con queste persone ..

  2. Tommaso 22 Febbraio 2013 at 11:35 am #

    E’ incredibile la mole di ragionamenti, saranno una trentina di commenti, questo vuol dire che almeno tre di voi ha votato berlusconi per due volte di fila, e poi venite a lamentarvi, è logico che se voti per dei delinquenti prima o poi il paese diventa a loro immagine e somiglianza no!!

    Facciamo prima in modo di mandare questa gente dietro le sbarre, poi vedi come le tasse e la burocrazia comincerà a calare

  3. carlo 2 Febbraio 2013 at 3:24 am #

    fare una ricetta anticrisi

    emigrazione controllata tipo australia

    emigrazione clandestina e un reato quindi obbligo di recuperaqre i soldi per l’espatrio e un po di soldi per mangiare al loro stato ,fare lavori sociali allo stato italiano.

    dimezzare i politici di numero e di stipendi

    non inportare prodotti che vengono lavorati fuori dell’europa o con sistema di produzione diverso dal nostro cioe di sicurezza e salari non piu bassi dell’talia.

    i lavori usuranti pagarli di piu e tassarli di meno .

  4. Loredana 28 Ottobre 2012 at 7:33 pm #

    Ieri sera ho partecipato ad un piccolo evento che coinvolgeva italiani e immigrati di varie nazionalità. Due di questi (un signore peruviano e una ragazza tunisina) erano tutti contenti perché avevano trovato un lavoro dignitoso e dignitosamente retribuito. Fortunati, direte. Beh… Uno va a Londra e l’altra va a Parigi.
    Quando gli immigrati cominciano ad emigrare vuol dire che siamo proprio arrivati alla frutta…

  5. Trasea Peto 27 Ottobre 2012 at 1:33 pm #

    “a buxa ke se fà maraveya del lamaro”.
    Ma ve vansa anca tenpo criticar romeni e albanexi? Gavì tra i coyoni el Stato famoxo inte’l mondo par mafia-pizza-mandolino, tasse da uxura, burocrasia ke no ga senso, sì quatro porigrami ke xe in serca de un duce da baxarghe i pie e dirghe anca grasie dopo ke’l ve ga inpestà de leyi e stronsae. Italiani bruta xente, sì soeo boni de farve bei da soi picandove so robe morte e sepolte durante el rinasimento, morte par un Stato de merda, ma anca da vialtri taliani ke ve invente nemisi(par exenpio xlavi e germanici) tuto par scondere el vostro eser pese da pie…ke dimanda ogni altro di de eser tendui senpre de pi…e ve vansa tenpo criticar i romeni? Ma copeve! …e i veneti pi bauki de tuti ke ghe và anca drio…semo ciapài mal qua

    • Un Alpino Genuino 15 Dicembre 2012 at 7:46 am #

      Torni al Suo paese, che nessuno l’ ha costretto a venire qua’. E ci stia.

  6. Culitto Salvatore 27 Ottobre 2012 at 11:44 am #

    sinceramente non so quanto sia vera questa storia, anche se descrive sommariamente alcuni dei problemi italiani…mi sembra strano però che in veneto i romeni vogliano andar via mentre in sicilia ne arrivano giornalmente (e ci restano lavorando a paghe ridicole), inoltre pur non mettendo in dubbio che i romeni siano persone oneste e lavoratrici, la mia esperienza personale mi indica tali persone come una delle principali cause della disoccupazione da quando sono divenuto comunitari (i marocchini, nord africani in genere e anche i cinesi, si dedicano al commercio …abusivo), un imprenditore infondo prende un italiano a 1.500 euro mensili messo in regola oppure un romeno in nero a 500 euro?(e tornadno ad onesti e lavoratori, lavorano il doppio di un italiano) e inoltre se restano pur prendendo tali misere paghe ritenendole accettabili vuol dire che in romania la situazione non è tanto migliore come si vorrebbe far credere

    • Un Alpino Genuino 15 Dicembre 2012 at 7:55 am #

      I Rumeni venuti in Itaklia anno causato un grosso problema nel mercato del lavoro (non solo i Rumeni ma anche altre etnie tra cui di piu’ i pachistani, indiani, egiziani, ecc.) il problema e’ che lavoprano a 3/4 euro all’ ora, e quindi i datori di lavoro non prendono piu’ chi lavorava prima chea meno di 7/8 euro non lavora e pertanto si è creato un enorme quantita’ di disoccupati stranieri che sono in italia da 5-10-20 anni ed ora sono sati scalzati da questi nuovi arrivati. Queste persone vivono di menzsa pubblica e dormono ai dormitori, spesso sono persone qualificate e operai capaci nella loro mansione , ma vengono licenziati perche’ l’ imprenditore guarda al profitto. I politicanti si devono occupare della problematica tramite una commissione parlamentare che relazioni sulla situazione perche’ insostenibile.

      • Un Alpino Genuino 15 Dicembre 2012 at 8:02 am #

        La soluzione comunque a mio giudizio e’: rimpatrio di tutti i romeni che non anno lavoro e mezzi di sostentamento venuti in Italia dopom l’ entrata in U.E. e ditutte le altre etnie in italia da meno di 3 anni nelle stesse condizioni, in quanto o fanno lavoro nero o delinquono. I politicanti che sanatoria anno fatto per tregolarizzare gli ultimi arrivati e scalzare del tutto i lavoratori da tempo nel paese. Va fatto un censimento dei lavoratori con piu’ di 3 anni dui lavoro regolare e va imposto al dataore di lavori di assunmere questi non i nuovi arrivati perche’ lavorano a 3 euro o gli nmettono a letto la ragazza , o perche pieni di soldi derivati da attività delinquenziali e danno soldi per figurare assunti al fine di delinquere.

  7. Bepi 27 Ottobre 2012 at 6:33 am #

    L’italia mafiomassonica ha una burocrazia incivile,arrogante,prevaricatrice,vessatoria,ingiusta e intimidatoria oltre al fatto di dover mantenere milioni di fancazzisti.
    La festa è finita cari mantenuti,se le cose non cambieranno entro breve anche il sottoscritto se ne andrà da questo inferno.
    Sono sposato con una donna romena quindi per me andarmene non sarà per nulla difficoltoso.

  8. ale 26 Ottobre 2012 at 7:27 pm #

    vivo in russia me ne sono andato dall’italia 7 anni fa, pago onestamente il 13% di tasse, una sola aliquota e basta, non esiste il bollo auto, l’assicurazione solo RC costa circa 150 euro all’anno, per ogni tipo di contestazione l’ovir (l’ufficio registri centrale) ti chiama civilmente per discutere e mai si permettono di mandarti cartelle e multe perentorie, non esiste la tassa di proprietà sulla casa, il notaio per un atto di compravendita costa circa 100 euro, nessuno si sogna di accampare diritti pubblici sulla sanità perchè con circa 1.000 euro all’anno sei assicurato su tutto, in 7 anni non ho mai ricevuto una sola lettera multa o atto da chicchessia, il lavoratore ha una protezione “reale” pecuniaria che lo fa percepire il 95% del lordo ed a mio avviso molto più vera della nostra protezione “fittizia” che lo costringe (è un obbligo in italia e non una facoltà) a versare in trattenuta circa il 50% del suo salario, andrei avanti ma non è la sede… certo, mi mancano i weekend sul lago di como in moto ma se penso a come vivono ora i miei ex colleghi preferisco stare qua… che tristezza vedere quel meraviglioso paese derubato da squali et similia…

  9. gabriella 26 Ottobre 2012 at 7:21 pm #

    GLI EXTRACOMUNITARI SCAPPANO PER LE TROPPE TASSE, NOI COSA DOBBIAMO FARE? ANDREMO IN ROMANIA O IN MAROCCO.

  10. marco 26 Ottobre 2012 at 6:57 pm #

    ben fatto!

  11. Luca Podestà 26 Ottobre 2012 at 6:45 pm #

    Sì sembra paradossale, ma basta andarci per capirlo, cercando di girare senza i paraocchi. Specialmente in Transilvania ci sono città (Timisoara, Brasov, Sibiu, Cluj, Sighisoara…) dove quasi si vive meglio che in molte “Catastropoli” della Repubblica Italiana. Tra pochi anni si potrà togliere il ” quasi “… E` già molto più sicuro poi passeggiare in un parco cittadino la sera là che quà… Discorso che vale anche per moltri altri “paesi dell` Est”. Pirla noi che massacriamo burocraticamente la gente per bene e non prendiamo a calci in culo i farabutti che se lo meritano e che se ne fregano della burocrazia. In Romania, Serbia, Croazia, Ungheria ecc.ecc. Vi assicuro che fanno esattamente il contrario. Chi é il coglione? Noi o loro? Prova a rapinare una banca col cutter a Brasov ed a Verona… I cinque anni di galera effettiva dove credi di farli? Sotto al balcone di Giulietta e Romeo? No… In un “bel” (si fa per dire) carcere romeno…

  12. ModenaLibera 26 Ottobre 2012 at 6:45 pm #

    Io me ne sono andato da anni.
    E pago il 19% di tasse.
    E con questa aliquota, non mi è mai sovvenuto di evadere nemmeno un Euro, visto che le tasse, quando eque, sono un dovere civico.
    Quando servono a pagare i suv ai fiorito, le troie a berlusca -indirettamente, vedi stipendio della regione alla mignetti- e cene e vacanze ad esseri immondi, c’è solo un metodo:
    Levare le tende.
    È dura, ma andatevene se potete.

    Ducato di Modena

  13. Stefania 26 Ottobre 2012 at 6:40 pm #

    A parte che l’Italia se continua così e vogliono che continui così, diventerà peggio dell’Argentina 10 anni fa , ma questo è quello che fortissimamente vogliono.
    Comunque per un Irinel,persona assolutamente per bene, rimangono una quantità spropositata di Rumeni che neppure le loro famiglie li rivorrebbero indietro.
    In un paese del Lazio ,non distante da Roma, fino a qualche tempo fa ,si contavano 2000 abitanti ,ora sono 3500 .
    I 1500 in più sono rumeni.
    In tre mesi ,prima dell’estate, ci sono stati 200 furti in appartenenti sia di notte che di giorno.
    Senza contare che c’è una specie di coprifuoco alla sera perché è molto pericolo uscire per una ragazza sola.
    Questa è vita secondo voi?

  14. ferdinando 26 Ottobre 2012 at 6:18 pm #

    Ndaremo anca noialtri Veneti là in Romania a far queo che i Romeni par ben i xè vegnui far quà

  15. Snake 26 Ottobre 2012 at 6:16 pm #

    Tutti a piangere, eppure la prostituzione non cala anzi aumenta, i delinquenti stranieri che non vanno via lo fanno perchè l’Italia è il loro paese perfetto, alcuni sono per strada che spacciano o rapinano, altri hanno trovato posto tra la confraternita massone statale italiana…
    Devo dire che questo è un paese di mer.. per gli onesti.
    Ma una domanda dovete concedermela: perchè invece di rubare ai poveri non prendiamo tutti gli italiani di mira le proprietà dei ricchi? invece di aspettare il furgone portavalori non sarebbe meglio se aspettaste Monti finito il turno da nullafacente presso il castello statale? oppure andate nella sua villa.. voi rumeni ed albanesi siete rinomati in questo..datevi da fare..

  16. migotto sandro marco 26 Ottobre 2012 at 6:10 pm #

    finalmente si tolgono dalle palle. magari non il suo intervistato, ma una marea di imprenditori edili extracomunitari o comunitari dell’Est hanno letteralmente assassinato (con l’onesto contributo dello Stato mafioso) le piccole e capacissime imprese artigiane edli del Nord Est. Preciso che a tutt’oggi per diventare impresario edile basta aprire una partita iva. Non vi chiedono se siete capaci di costruire un muro, se sapete leggere un progetto..per non parlare della sicurezza.. Un idiota qualsiasi domani mattina diventa imprenditore edile. Questa gente ha preso contartti con privati con ribassi del 30-40% rispetto ai prezzi medi dei nostri artigiani. pratica poco concorrenziale visto che la maggioranza di loro, le fatture le buttava nei fossi, l’inps mai pagata (cambiavano societa’ ogni tre mesi per ottenere il DURC) e le tasse non sapevano neanche cosa fossero, mettendo in ginocchio le nostre imprese edili. Confermo che la burocrazia e’ asfissiante e parassitaria, confermo che le tasse oramai sono una rapina a mano armata… ma detto da chi ha creato concorrenza sleale mi fa ridere. Poche latre Regioni d’italia hanno maestri edili come i veneti. Toglietevi dalle palle che e’ sempre tardi..

    • matteo montanari 26 Ottobre 2012 at 9:28 pm #

      Una delle cause principali dei disastri burocratici con cui ci troviamo a convivere ogni santo giorno è la totale incapacità di leggiferare. Premetto che abbiamo una ditta di impianti elettrici e a marzo dell’anno prossimo scade il termine ultimo per effettuare i corsi per la sicurezza, i quali sono divisi in 3 livelli in base alla pericolosità dell’attività e a noi tocca il più alto, lungo e costoso dei 3…. vabbè son cazzate si fa e via. Quello che non mi spiego è perchè noi dobbiamo essere professionali, specializzati e non sgarrare un’attimo e chi promuove e approva le leggi non sia nemmeno in grado di capire che una legge è in contrasto con quella in vigore…..
      Se l’istruttore che farà il corso sulla sicurezza non ha mai fatto nemmeno per un giorno l’elettricista gli faccio causa, ovviamente al tribunale delle venezie.

  17. Culitto Salvatore 26 Ottobre 2012 at 6:03 pm #

    ” Col privato, be’… non c’è più niente da fare. Si mangiano tutto geometri e architetti. ”

    volevo rifare la facciata a casa mia e mi hanno chiesto 140.000 euro(ci prendo un appartamento finito da 80mq)…immagino andassero tutti a geometri e architetti

    • Dan 26 Ottobre 2012 at 8:04 pm #

      Voglio rifarmi la facciata di casa.

      Compro strumenti, materiali, prendo due operai in nero e avanti tutta. Il primo che rompe le scatole gli faccio fare un giro in giostra nella betoniera con la calce viva

  18. Dan 26 Ottobre 2012 at 5:59 pm #

    I rumeni che resteranno saranno quelli che faranno man bassa nelle case di noi poveri stronzi

  19. alberto 26 Ottobre 2012 at 5:53 pm #

    bravo Irinel hai fatto bene, l’ italia non si merita un cazzo. Gli stranieri per bene li fanno scappare via e i delinquenti li fanno sentire a casa loro. Spesso lo chiedo anch’ io a qualche bravo immigrato che lavora qui da noi in Veneto: ma chi cazzo te l’ ha fatto fare a venire qua???? Come riportato nell’ articolo, perfino in Romania c’è una tassazione umana e una burocrazia normale. Tra qualche anno l’ italia sarà diventata la vera Romania… WSM

  20. Andrea Zucchi 26 Ottobre 2012 at 5:48 pm #

    La stessa cosa mi hanno detto alcuni ragazzi del Marocco.
    E’ fuggi fuggi generale.

    C’è un secondo problemino, credo: quando uno straniero se ne va e richiede dal suo paese il riconoscimento dei contributi versati qui dal datore di lavoro, non è che ci complica un pochino il buco dell’inps, rigorosamente amministrato secondo lo schema Ponzi?

    • Leonardo 26 Ottobre 2012 at 5:51 pm #

      :-)

    • Albert1 26 Ottobre 2012 at 6:43 pm #

      Lo “schema Ponzi”? Scriva come mangia, Zucchi, ché i nostri cialtron… classe dirigente è già tanto se capisce Totò e la fontana di Trevi!

      • Simone Tretti 26 Ottobre 2012 at 10:10 pm #

        Intende il riferimento al fatto che il debito pensionistico presente è scaricato sulle generazioni produttive avanti, ma se queste generazioni se ne vanno (extracomunitari immigrati inclusi) casca il palco.

  21. Trasea Peto 26 Ottobre 2012 at 5:39 pm #

    el fà ben…e me tocarà ndarghe drio anca mi…

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