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1866: i Veneti contro l’Italia. Viva Lissa!

di ROMANO BRACALINI

Era regola che anche nella sconfitta l’Italia ci guadagnasse sempre. Nel 1866, nella terza guerra d’indipendenza, l’Italia venne sconfitta due volte dall’Austria, a Custoza e Lissa, ed ugualmente, grazie all’alleata Prussia, ebbe “en cadeau” il Veneto. Il 21 ottobre dello stesso anno, dopo il  trattato di pace di agosto tra Austria e Prussia, al quale con atto di supremo disprezzo l’Italia non venne nemmeno invitata, si svolse il plebiscito per dare all’annessione del nuovo territorio al regno d’Italia una parvenza di legittimità popolare. Secondo i dati ufficiali su 647.426 votanti (su una popolazione di 2.603.009 abitanti) i voti contrari sarebbero stati soltanto 69. La falsità di quel risultato era palese. Esso non si accordava con lo stato d’animo dei veneti che non s’erano mai segnalati per “patriottismo italiano” ed avevano anzi combattuto fedelmente sotto le insegne dell’Austria, anche nella campagna del 1866. Delle due sconfitte italiane, la più clamorosa era quella di Lissa proprio perché la flotta italiana vantava una superiorità schiacciante su quella austriaca.

Persano aveva tutto per prevalere sul nemico: una flotta numerosa e potente con navi di ferro all’avanguardia.Viceversa il suo rivale, il giovane ammiraglio Tegetthoff, comandava una flotta composta di navi di legno. Ma dalla sua aveva equipaggi composti da abili marinai veneti, triestini, dalmati, affiatati tra loro e che parlavano lo stesso dialetto. Gli equipaggi italiani erano formati prevalentemente da marinai napoletani, con qualche elemento toscano e sardo, impreparati, divisi dal dialetto e dalle rivalità regionali. Gli ammiragli in seconda Albini, sardo, e Vacca, napoletano, non stimavano il loro comandante e tramavano contro di lui: la perfetta metafora dello spirito di divisione italiano; un quadro che preannunciava il disastro imminente. Forse Persano non ignorava il detto di Nelson: ”Gli uomini combattono, non le navi”. Ed è per questo che era preoccupato. Tegetthoff, invece, poteva contare sulla fedeltà e sulla concordia dei suoi uomini. In un certo senso, Lissa diventerà il simbolo del fallimento unitario italiano. Lissa nei calcoli del ministro della Marina, Agostino Depretis, avrebbe dovuto pareggiare il conto con Custoza. A questo scopo tempestava l’ammiraglio Persano di telegrammi ingiungendogli di uscire dal porto di Ancona e di occupare Lissa, una piccola isola fortificata in prossimità della costa dalmata. Ma Persano covava parecchi dubbi; e trovava ogni scusa per rinviare la partenza. Anche il generale Lamarmora inviò un ultimatum a Persano deplorando il fatto che la flotta non avesse ancora trovato l’occasione di agire energicamente contro il nemico. Così il 16 luglio Persano fu quasi costretto a uscire da Ancona. Il 18 cominciò il bombardamento di Lissa. Tegetthoff, avvertito telegraficamente, lasciò la base di Pola e si presentà nelle acque di Lissa il 20 luglio su linea di fronte ”avvolto in una burrasca di maestrale”. Persano disponeva di dodici corazzate su ventotto unità in parte di legno, Tegetthoff soltanto di sette. All’apparizione della flotta nemica, Persano ordinò la linea di fronte per giovarsi della sua superiorità di fuoco. Manovra che Tegetthoff neutralizzò schierandosi a triplo cuneo.

All’improvviso Persano lascia la Re d’Italia, nave ammiraglia, e sale sull’Affondatore, nuovissima unità dotata di sperone d’acciaio. La scomparsa dell’insegna di comando provoca lo scompiglio nella flotta italiana. La Re d’Italia dovette fermarsi per consentire a Persano di trasbordare. La linea si spezzò e Tegetthoff si inserì a cuneo nel varco facendo contemporaneamente fuoco sui due tronconi. Vacca, comandante la seconda squadra, perse i contatti e si allontanò. Albini, al comando di sette fregate e cinque cannoniere, con quattrocento cannoni a disposizione, fu per tutta la battaglia “ozioso spettatore”. La Re d’Italia, attaccata dall’Erzherzog Ferdinand Max, colò a picco. La Palestro saltò in aria con tutto il suo equipaggio. La Kaiser attaccata dall’Affondatore si allontanò malconcia.

A Lissa gli italiani si mostrarono, al solito, deboli, e non mancarono episodi di bassezza e viltà. Non era stata una sconfitta rovinosa; da parte sua Tegetthoff parlò di grande vittoria solo quando vide che tale era ritenuta in Italia. Persano si ritirò quando avrebbe potuto contrattaccare. Il 31 luglio di fronte all’Alta Corte di Giustizia fu accusato di viltà, imperizia, negligenza.Privato del grado e della pensione. Gli austriaci avevano vinto una battaglia ardua e difficile. I veneti avevano combattuto nel segno di San Marco per poi diventare sudditi degli sconfitti. L’epitaffio della battaglia l’aveva dettato lo stesso Tegetthoff: ”Uomini di ferro su navi di legno hanno sconfitto uomini di legno su navi di ferro”.

 

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57 Responses to “1866: i Veneti contro l’Italia. Viva Lissa!” Subscribe

  1. Bruno 9 Febbraio 2014 at 3:34 pm #

    Veneti :un grande,generoso Popolo.

  2. loris 22 Agosto 2013 at 1:45 am #

    DIAMOCI DA FARE PER LIBERARE IL LOMBARDO-VENETO

    L’Italia non ha e non ha mai avuto sovranità legale sul Lombardo-Veneto. Se la comunità internazionale riconoscesse l’occupazione illegale del Lombardo-Veneto da parte dell’Italia, l’intero impianto del diritto internazionale ne uscirebbe travolto. Riconoscendo l’occupazione illegale di uno stato da parte di un altro le grandi potenze sarebbero autorizzate ad una nuova corsa colonialista e la stabilità mondiale si trasformerebbe in una guerra totale fra Russia, Cina,USA e UE.

    Per cui è inevitabile che il Lombardo-Veneto tornerà sovrano.

    Meglio leggere la storia del lombardo-veneto e quello che proponiamo a questo indirizzo

    http://www.lombardo-veneto.net/il-lombardo-veneto-puo-tornare-sovrano-in-6-mesi/

    La nostra sarà una secessione legale, intesa come liberazione da uno stato occupante coloniale.

    Per restare informati sulle processo di liberazione del popolo veneto e del Lombardo-Veneto, occorre iscriversi alle rispettive lista in questa pagina
    http://www.palmerini.net/utenti/?p=subscribe&id=1

    E’ fondamentale dichiarare la propria nazionalità veneta o lombarda o mantovana scaricando il modulo all’indirizzo

    http://www.statoveneto.net/tribunale/wp-content/uploads/2009/11/anag09ott31.pdf (solo per la nazionalità veneta)

    http://www.lombardo-veneto.net/wp-content/uploads/2012/07/anag13giu24.pdf ( per tutte le nazionalità del lombardo-veneto)

    Compila il modulo e spediscilo, anche via email se scansioni il documento con la firma .

    E’ consigliabile allegare copia di un documento, altrimenti la dichiarazione di nazionalità resta sospesa e si concluderà appena il documento verrà mostrato a un nostro funzionario.

    Dopo l’iscrizione si verrà segnalati al locale gruppo pacifico di liberazione o a quello più vicino.

    E’ possibile ottenere una carta di identità o una ricevuta di iscrizione.

    I dati non verranno comunicati ad alcun partito politico.

    Invia il modulo ai tuoi parenti, amici e conoscenti. I minorenni devono essere iscritti dal genitore o tutore.

    Meglio leggere la storia del lombardo-veneto e quello che proponiamo a questo indirizzo http://www.lombardo-veneto.net/il-lombardo-veneto-puo-tornare-sovrano-in-6-mesi/

    Chi lo desidera può già ora presentare interpello per sospendere il pagamento delle tasse allo Stato Italiano ecco come

    http://www.lombardo-veneto.net/sospensione-del-pagamento-di-tasse-per-i-contribuenti-che-presentino-interpello-allamministrazione-italiana/

  3. elio 19 Agosto 2013 at 7:14 am #

    il riorgimento è storia vecchia e sorpassata, i tempi cambiano esigendo altri modi di vita, nulla è eterno e neanche le costituzioni lo sono

  4. Silvia 18 Agosto 2013 at 11:48 pm #

    Wop, si informi sulla fine che fece Ippolito Nievo, forse sull’Ercole c’erano dei documenti che a qualcuno davano fastidio e per questo l’imbarcazione affondo’ in circostanze misteriose e non ancora chiarite http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=13138 “Lo strano caso della morte di Ippolito Nievo”

    • Tito Livio 19 Agosto 2013 at 8:22 am #

      Quindi?

  5. lucano 18 Agosto 2013 at 3:24 pm #

    Mirco? I pomodori? Fanno bene anche quelli!a voi invece qualche altro anno così e tornerete a polenta e pellagra

    • Garbin 18 Agosto 2013 at 6:19 pm #

      e il merito sarà vostro.

    • Tito Livio 18 Agosto 2013 at 8:15 pm #

      Scusi ma lei e il sig.Mirco non avete altro da fare che sparare fesserie da 4 soldi ? arricchire la conversazione con qualche spunto interessante, magari polemico, sarebbe preferibile perchè francamente hanno scassato i “cosiddetti ” gli sfottò da stadio tra meridionali e settentrionali.

      • caterina 18 Agosto 2013 at 9:24 pm #

        forse attingono ad un certo ex giornalista che vive tra Parigi e Napoli che su questi presupposti applicando all’incontrario le teorie del Lombroso ha fondato un partito secessionista del Sud…figuriamoci il risultato!

    • luigi bandiera 21 Agosto 2013 at 11:00 am #

      lucano,
      xe mejo ea peagra ke ea talia se desta.

  6. Garbin 18 Agosto 2013 at 12:50 pm #

    L’italia non sarebbe mai nata senza il decisivo intervento della Francia e dell’Inghilterra.

    Nessuno dei cosiddetti italiani ha mai combattuto per unire la penisola italica ( di cui il nord non fa neanche parte geograficamente) anzi molti hanno combattuto per non essere parte di questo bordello.

    Sono morti più francesi che “italiani” nel risorgimento, e il Veneto è stato dato all’ italia dalla Francia che lo aveva ricevuto dall’Austria la quale si rifiutava di darglielo per il semplice fatto che aveva distrutto gli eserciti italici in ogni battaglia, anche con l’apporto determinante dei veneti.

    I cosiddetti “italiani” non hanno mai e poi mai voluto fare l’italia nella loro storia, l’italia è stata inventata da massoni senza patria piemontesi col sangue dei francesi e i soldi degli inglesi.

    • Wop 18 Agosto 2013 at 11:24 pm #

      Veramente durante l’alto medioevo col termine Italia si designava solo la parte settentrionale della penisola, infatti dopo il trattato di Verdun dell’843 nacque il Regnum Italiae il cui primo re fu Lotario, nipote di Carlo Magno.

      Inoltre mi permetta di chiederle, lei avrebbe preferito che l’Italia (o solo il Veneto) fosse rimasta un Paese di analfabeti, senza vaccinazioni, senza ferrovie e infrastrutture, senza elezioni, e sottomesso agli stranieri, che si prendevano tutte le tasse senza concedere nemmeno l’autonomia? Non mi sembra una posizione molto federalista…

      P.S. a Venezia nel 1848, dopo che si seppe che il re di Napoli aveva concesso la Costituzione, un teatro si riempì di gente festosa andata a vedere un ballo siciliano. Si chiese il bis, ma siccome la polizia austriaca l’aveva negato, qualcuno gridò: “Chi è italiano esca”, e subito uscirono tutti lasciando il teatro vuoto.
      Questo era lo spirito del nostro Risorgimento, il resto sono solo cavolate sparate da buffoni furbi coperti di verde che in questi anni si sono arricchiti grazie all’ingenuità e ai problemi di tante persone.

      • Garbin 19 Agosto 2013 at 2:31 pm #

        Alle storielle patriottiche del “risorgimento non ci credo, sta nell’ordine delle cose che a posteriori i governi inventassero una mitologia italica che mostrasse la volontà de popolo a unirsi e sentirsi italiani, chi ha studiato con imparzialità la nostra storia ha ammesso che il popolo non mosse un dito per fare l’italia, e che senza i cosiddetti oppressori stranieri mai sarebbe nata, non è strano? i tanto da lei odiati oppressori stranieri hanno il merito (per lei) di aver costruito l’italia.

        Altra cosa, l’italia è sottomessa a stranieri anche adesso, un calabrese e un friulano distano fra loro quanto un qualsiasi cittadino di altri stati europei.

        E lo sfruttamento che le regioni del nord subiscono non ha paragoni nella storia ed è superiore a quello che queste regioni hanno subito di presunti stranieri tedeschi ecc.

      • Heinrich 19 Agosto 2013 at 4:05 pm #

        Wop meno cazzate, se c’era un paese di analfabeti e privo di infrastrutture e democrazia, quella era proprio l’italia.

  7. Wop 17 Agosto 2013 at 10:25 pm #

    Quando mi capita di leggere articoli come questo, ancora prima di provare estrema vergogna
    per i tanti (purtroppo) connazionali che denigrano in questo modo il nostro Risorgimento, i suoi ideali e soprattutto la memoria dei tanti che hanno dato la vita per realizzare l’Italia unita, mi chiedo davvero quanta gente stupida ed ipocrita vive in Italia.
    In genere coloro che si lamentano dei guai del nostro Paese e auspicano secessioni e ridicoli revisionismi
    sono anche quelli che da quasi vent’anni votano buffoni da avanspettacolo quali Berlusconi e Bossi (e prima di loro Andreotti e Craxi), che sono i principali responsabili dei guai del nostro Paese.
    Sarebbe ora che anche questi nostri connazionali un po’ infantili crescessero e si prendessero le loro responsabilità facendo una sana autocritica…

    • Gherardo 18 Agosto 2013 at 9:09 am #

      Ha ragione wop.Non si deve denigrare anche a costo di non dire la verità.Si legga Gobetti e il compagno Gramsci sul Risorgimento.

      • Wop 18 Agosto 2013 at 1:19 pm #

        No dica cavolate per favore, Gramsci non ha mai denigrato il Risorgimento. Lo considerava una rivoluzione incompleta, dal suo punto di vista progressista. Ed effettivamente è così, ma è una cosa abbastanza normale che nell’Ottocento ci fossero meno diritti di oggi, dato che la sensibilità politica di allora era molto più arretrata di quella odierna. Ciò non toglie che l’Italia grazie al Risorgimento ha fatto un grande balzo in avanti sulla strada del progresso, passando da una condizione di frammentazione politica e asservimento a Stati stranieri a uno stato unitario in grado di progredire e mettersi alla pari con gli altri Stati europei. Se poi oggi gli italiani sono tanto instupiditi da non saper più distinguere un politico da un buffone e da pensare che è meglio non pagare nessuna tassa piuttosto che avere uno Stato funzionante, la colpa non è certo del Risorgimento e degli uomini di quel tempo…

        P.S. Si legga le confessioni di un italiano di Ippolito Nievo e più in generale ripassi la Storia del mondo, prima di scrivere certe assurdità

        • daniele quaglia 18 Agosto 2013 at 4:54 pm #

          che mondo è il suo? Perchè è così diverso dal mio?
          Lei parla come chi ha avuto tutto da questo Stato invece io parlo come chi è stato depredato di tutto da questo Stato. Lei è felice di questa vita, io invece estremamente deluso. Forse che il suo lavoro è diverso dal mio e magari Lei ha tutto garantito senza nulla rischiare e io invece di garantito non ho nulla salvo la depredazione fiscale e il rischio di perdere tutto. Chi intraprende, in questo stato ha una sola certezza: quella di potere perdere tutto domani mattina.
          E’ bello pontificare da posizioni privilegiate come i generali savoiardi che mandavano al macello migliaia di giovani costretti a combattere e osservavano col cannocchiale il loro massacro. Si vergogni. Lei e quelli come Lei costituite la condanna a morte di questo Stato ottuso ai cambiamenti all’equità socio-politica e insolvente ai patti internazionali ratificati

          • Wop 18 Agosto 2013 at 11:06 pm #

            Guardi che io esprimo solo la mia opinione cercando di argomentarla. Mi spiace se lei ora non naviga in buone acque, ma d’altronde anche io ho dovuto lasciare l’Italia per trovare lavoro, che non è per nulla garantito. E capisco anche il suo punto di vista, ma non credo onestamente che mettendo in dubbio l’esistenza del nostro Stato la situazione possa migliorare per nessuno.

            Quanto all’argomento dell’articolo, ripeto, guerre civili e di conquista sono avvenute praticamente in ogni nazione europea negli ultimi mille anni…Anche nella oggi tanto placida Svizzera. Probabilmente lei come tanti altri invidia il benessere degli Svizzeri, e vorrebbe che la sua Regione (presumo che lei sia del nord Italia) fosse un po’ come il Ticino. Ebbene, nessuno ha chiesto al Ticino se voleva far parte delle confederazione svizzera, è un territorio conquistato con la forza che per secoli è stato sottomesso. La valle Levantina per esempio, è stata per secoli un possedimento del Canton Uri, e quando nel 1755 i valligiani chiesero autonomia la valle venne occupata dall’esercito urano e i capi vennero giustiziati.
            Questo evento le sembra meno cruento delle guerre d’indipendenza d’Italia? Eppure in Ticino quasi nessuno mette in dubbio oggi l’appartenenza alla confederazione.

            • caterina 19 Agosto 2013 at 8:01 am #

              appunto, è per lo meno una “confederazione” non un’accozzaglia costretta a stare insieme per il disegno, guarda un po’…di inghilterra e Francia, ovvio, con la complicità di qualche genio nostrano, perchè la caratteristica nostrana degli ultimi due secoli è di essere esterofili, da Cavour a Mazzini, gl’intellettuali, dei generali di passare dall’altra parte….

    • Heinrich 18 Agosto 2013 at 9:43 am #

      Di gente stupida ed ipocrita ce n’è a bizzeffe, a partire da te.
      Non è che una causa pessima diventa buona perché per realizzarla muoiono delle persone, altrimenti dovremmo santificare il nazismo.

      Il risorgimento non fu altro che una imperialista guerra di espansione e conquista dello Stato sabaudo, ed a credere sinceramente in quelli che tu chiami “ideali” erano solo una manciata di intellettuali, mentre nel 99% della popolazione di avere una “italia unita” non glie ne fregava un benemerito cazzo.

      Anzi, stavano molto meglio prima (e di ciò testimonianze ve ne sono in abbondanza).

      Se ci fosse stata questa gran voglia di unità i Savoia non l’avrebbero realizzata attraverso guerre di espansione, ai “plebisciti” avrebbero fatto votare tutti e non solo una minima parte delle popolazioni (tra l’altro con pesanti brogli ed intimidazioni), e non avrebbero represso, rastrellato e deportato migliaia di civili ribelli che combattevano da partigiani contro l’occupazione sabauda, visto che se fossero stati tutti felici di aver “fatto l’italia” questi fenomeni di resistenza non sarebbero nemmeno esistiti.

      L’occupazione delle terre “irredente” della prima guerra mondiale vide pure una pulizia etnica senza eguali prima del nazismo, perché bisognava italianizzare ad ogni costo terre che si pretendeva italiane ma di italiano non v’era nulla, perché con il mondo italiano non avevano mai avuto nulla a che spartire.

      Renditi conto che il tuo amato risorgimento ed i suoi ideali non sono altro che una gigantesca bufala, vivi nello stesso sogno di propaganda in cui vivrebbe un tedesco se la guerra l’avesse vinta Hitler, dove la guerra e l’olocausto sarebbero minimizzati nella loro gravità ed esaltati nella loro funzione patriottica, esattamente come in italia si tace dei crimini italiani e si esaltano le guerre risorgimentali in virtù della creazione di una “italia unita”.

      • Salice triestino 18 Agosto 2013 at 12:31 pm #

        Ottimo commento, Heinrich, proprio vero!

      • wop 18 Agosto 2013 at 2:10 pm #

        E lei si renda conto che tutte le nazioni europee hanno sperimentato periodi di guerra civile.
        La Francia durante la Rivoluzione, quando addirittura venne perpetrato il primo genocidio della storia contemporanea (quello della Vandea);
        L’inghilterra durante la guerra 1642 fra il re e il Parlamento,
        La Germania e la Svizzera durante le guerre di religione del ’500 e del ’600,e via dicendo.

        Tutti questi eventi, seppure naturalmente tragici, hanno però contribuito a raffrozare queste nazioni, forgiarne l’identità e far loro acquisire l’importanza internazionale che hanno oggi.
        E nessuno in tali Stati si sognerebbe di mettere in dubbio l’appartenenza nazionale perché si sono verificati in passato tali eventi.

        Non ha senso infatti applicare la sensibilità odierna agli eventi del passato e lamentarsi che allora non esistessero la democrazia e diritti che ci sono oggi.
        La democrazia e i diritti anzi sono nati anche grazie a questi eventi tragici.

        Oggi occorre sforzarsi di progredire e risolvere i problemi, per rendere il proprio Paese sempre più prospero e importante nel mondo.
        Così si fa nelle nazioni civili.

        • Tito Livio 18 Agosto 2013 at 5:17 pm #

          Caro Wop bisognerebbe spiegarlo ai neo borbonici che fondano pretese politiche odierne su eventi di quasi 150 anni fa….il c.d ALIBI meridionale.

          • Wop 18 Agosto 2013 at 10:51 pm #

            I neoborbonici sono degli ingenui ignoranti esattamente come i leghisti.

        • gigi ragagnin 18 Agosto 2013 at 7:07 pm #

          wop ci crede per davvero. è uno che è stato imbevuto di spiriti patriottici e non ha saputo (voluto) informarsi.

          • Wop 18 Agosto 2013 at 10:53 pm #

            Secondo me invece troppe persone in Italia non hanno mai aperto un libro di Storia in vita loro, altrimenti non la invocherebbero per trovare sostegno alle proprie assurde teorie revisioniste…

            • caterina 19 Agosto 2013 at 8:09 am #

              è forse più interessante leggere anche libri di chi fa controstoria, perchè di bufale, o per essere più eleganti, di visioni interessate ce ne hanno propinato fin dalla prima infanzia…
              Si tenga pure sulla testa l’elmo di scipio chi lo desidera…io lo considero un inconsapevole idiota.

        • Heinrich 19 Agosto 2013 at 4:10 pm #

          wop la smetta con questo nazionalcomunismo d’accatto patetico e ridicolo condito da falsi storici talmente palesi da essere totalmente non credibili nemmeno dall’ultimo degli ebeti (esclusi gli ebeti infarciti di propaganda patriottarda).

        • Heinrich 22 Agosto 2013 at 10:07 am #

          wop, hai una conoscenza nozionistica dei fatti storici superiore alla media italiota, ma in quanto ad interpretazione sei fazioso e distorto come da propaganda italiota, e soprattutto usi il classico doppiopesismo italico, tutte le giustificazioni sono valide se vanno a tuo vantaggio, nessuna per gli altri.

          “tutte le nazioni europee hanno sperimentato la guerra civile”…balle. Gli Stati in maggior parte si, le Nazioni sono un altro paio di maniche, e solo per voi nazionalisti Stato è sinonimo di Nazione, ma in realtà le due cose sono totalmente diverse.
          La Francia monarchica era uno Stato nazionalista ed imperialista già di suo, e la rivoluzione non fece che esasperarne il carattere, ma le identità nazionali basche, catalane, occitane e bretoni sono sopravvissute ad entrambe.
          L’Inghilterra della guerra civile era uno Stato, non una Nazione, Nazioni erano Scozia, Galles, Cornovaglia ed Irlanda, occupate dall’Inghilterra.
          Le guerre di religione, che ebbero anche i regni di Francia, Inghilterra e Spagna, erano guerre di religione, non di “unificazione nazionale”, Francia, Spagna ed Inghilterra erano già Stati unitari prima delle questioni religiose, ed identità nazionali come quelle scozzese, irlandese, gallese, basca, bretone, occitana e catalana esistevano da prima delle “guerre di religione” e continuarono ad esistere dopo.
          All’epoca delle “guerre di religione” la Germania non esisteva, esisteva viceversa il Sacro Romano Impero, che era tutt’altra cosa, una grande federazione di Stati indipendenti tra loro (all’epoca comprendeva ancora i territori degli attuali Belgio, Lussemburgo, Liechtenstein, Olanda, Austria, Rep. Ceca, Slovenia, province di Gorizia, Trieste, Trento e Bolzano, Lombardia, Liguria, Corsica ed una serie di territori oggi francesi e polacchi) che continuò ad esistere fino alla fine dell’ottocento, e la stessa Germania di oggi ne ricalca la struttura, visto che è uno Stato federale dove ogni Land rappresenta una identità storica ben distinta dalle altre, ma il solo ed unico tentativo di imporre una unica identità “tedesca” fu quello del Reich nazista.
          La Confederazione Svizzera esisteva già da prima delle “guerre di religione”.
          Nessuna identità nazionale nacque quindi da queste guerre “civili”.

          E’ giusto dire che all’epoca non esistevano democrazia e diritti, ma non per questo significa che oggi che ci sono si debba comportarsi come allora. Le Nazioni esistono ancora, a dispetto degli Stati, ed oggi che ci sono diritti e democrazia è finalmente arrivato il momento che gli Stati si facciano da parte e lascino le Nazioni libere di autodeterminarsi, invece di continuare ad opprimerle con delle ideologie totalitarie ed imperialiste proprie dei secoli scorsi.

          Io voglio sforzarmi di progredire e risolvere i problemi, per rendere la mia Nazione sempre più prospera, ma la mia Nazione non coincide con lo Stato italiano che la occupa e la opprime, ergo io da patriota combatterò fino all’ultimo in ogni modo per liberare la mia Nazione dall’occupazione italiana.
          Perché è così che si fa nei paesi civili.

    • mirco 18 Agosto 2013 at 12:15 pm #

      questa gente tra un po’ sfascera’ l’italia e voi meridionali resterete con i vostri pomodori

    • Lucky 18 Agosto 2013 at 9:01 pm #

      diciamo che gli ideali del risorgimento coincidono con il razzismo verso i popoli italiani, così si deduce che lei è un bel ra….sistello|

  8. Babbini 17 Agosto 2013 at 9:47 pm #

    Oggi a Venezia la marina Veneta ha Affondato una gondola. Morto un Austriaco, Feriti una.

    • Lucky 18 Agosto 2013 at 9:03 pm #

      ciao babb…, non si fa sarcasmo con le tragedie.

  9. daniele quaglia 17 Agosto 2013 at 6:44 pm #

    Queste sono alcune delle memorie da me raccolte e che dovrebbero essere parte di una prossima pubblicazione

    ……..Dice il Montanelli ne – La Storia d’italia – ed. Rizzoli : “ Ma la pubblica opinione non stette al gioco, e della sua insoddisfazione e amarezza si rese interprete Cattaneo in una lettera a Musio : “ Il Senato non può esigere il rendiconto di Lissa senza esigere il rendiconto di Custoza …..A Lissa non si vede come a Custoza il proposito sofistico di vincere senza vincere, non si vede l’umile accordo con lo straniero imperioso, il vile accordo col burbero nemico, non si vede il traffico dell’onore col guadagno, la guerra finta e pur sanguinosa che pone per sempre nel cuore del soldato non la fiducia della vittoria, ma il ghiaccio del sospetto. E’ per queste arti indegne che l’italia aveva perduto a memoria nostra l’onore delle armi”.

    ……Di ciò sarà testimone scomodo Giuseppe Mazzini che in un suo articolo su “Il Dovere” del 24 agosto 1866 dà sfogo a tutto il suo rancore scrivendo: “E’ possibile che l’italia accetti di essere additata in Europa come la sola nazione che non sappia combattere, la sola nazione che non possa ricevere il suo se non per beneficio d’armi straniere e concessioni umilianti dell’usurpatore nemico?”.

    ……Ma anche Napoleone III, riferendosi ai Savoia e indirettamente all’italia ebbe ad esclamare: “Ancora una sconfitta e mi chiederanno Parigi!”.

    ……In una sola ora di combattimento sarà affondata la corrazzata ammiraglia italiana, Re d’italia, nave in acciaio gioiello della reale marina militare, speronata dalla ammiraglia, Ferdinand Max, al comando diretto di Von Tegetthoff; la corvetta Palestro, speronata e colpita da proiettili incendiari, si inabisserà dopo l’esplosione della santabarbara: 620 saranno i morti italiani e 40 i feriti contro i 38 morti e 138 feriti (austro) Veneti.
    Al momento dell’affondamento delle due navi italiane si levò da quelle (austro)Venete un solo grido:
    “Viva San Marco”, storico grido di battaglia della Serenissima.

    • Tito Livio 17 Agosto 2013 at 8:27 pm #

      E quali sono le fonti di Montanelli?

      • daniele quaglia 17 Agosto 2013 at 10:33 pm #

        e quali sono le tue?

        • Tito Livio 18 Agosto 2013 at 5:14 pm #

          Ma che risposta è scusi? le ho chiesto quale sia la fonte prima per cui si possa dire che è stato gridato W San Marco in una nave austriaca dopo i fatti del 1848.
          Qual’è la fonte di Montanelli?

          • Heinrich 22 Agosto 2013 at 10:11 am #

            Quanto scritto da Montanelli non solo è un riportare di luoghi comuni mitizzati e senza fonti, ma anche uno scritto palesemente fazioso.

  10. eridanio 17 Agosto 2013 at 3:41 pm #

    scusate il venetissimo “in mona” lissa e l’italia.
    La storia non seve a niente se non si tirano fuori progetti concreti, realizzabili, (col consenso).
    Per progetti intendo un canovaccio di regole da sottoporre al gradimento della gente. Non costa nulla e sappiamo come la pensa la gente. Quando il processo di formazione del consenso avrà raggiunto l’obiettivo, lo stesso giorno, l’autonomia sarà solo un fatto dichiarativo e non uno strappo inoltre non si sarà sprovvisti di regole per continuare da soli in pace e senza scossoni. Portare la gente allo scontro oggi è cosa inutile. Certo, molti criptogenerali vedendosi sottrarre la carne da cannone sulla quale costruire una gloriosa carriera potrebbero dire che non è cosi che si vince una guerra,
    E’ che le guerre sono arnesi del passato e sono sicuro che se domattina smettessimo di pagare i tributi a roma, la reazione sarebbe tanto floscia quanto rassegnata perchè oltre a non avere più i soldi per muovere le autoblindo la motivazione dei soldati a sparare ad inermi soggetti che si dichiarano indipendenti sarebbe pari a zero.

    • Tito Livio 17 Agosto 2013 at 8:28 pm #

      Scherzi? in Veneto abbiamo 3 governi veneti che sono i legittimi continuatori della Serenissima!

  11. luigi bandiera 17 Agosto 2013 at 2:33 pm #

    Forse ho capito…(?)

    L’italiano e’ il dialetto della lingua inglese: ha un sacco di parole inglesi..?

    OK e’ sempre presente…

    Bay bay pure…

    Spread…

    e non so quante altre…

    Quindi..??

    Si parla un dialetto inglese, cioe’: il TALIBANO..!

  12. Johnny 17 Agosto 2013 at 1:07 pm #

    adesso siamo un po più stanchi e meno affiatati, ci facciamo mettere i piedi in testa con gusto! il Leone non porta più il libro, o la spada, porta una roccia 100 volte più grande di lui

  13. daniele quaglia 17 Agosto 2013 at 12:40 pm #

    Nota per Bracalini I Veneti non hanno mai parlato dialetto (dialetto di quale lingua?) bensì la lingua veneta in tutte le sue varianti.
    All’affondamento delle due navi italiane si levò un unico grido da quelle austro-venete: Viva San Marco, e fu l’ultima grande vittoria della marina veneta che di austriaco aveva solo i quadri, ufficiali formatisi presso l’Accademia di Venezia, che conoscevano perfettamente la lingua veneta ed in questa impartivano gli ordini

    • Heinrich 17 Agosto 2013 at 1:16 pm #

      balle, di veneziani vi erano solo una parte non maggioritaria dei marinai, e tutte le storie sulle varie “grida di esultanza” sono inventate postume, nei rapporti dell’epoca non v’è traccia alcuna

      • Tito Livio 17 Agosto 2013 at 4:35 pm #

        Heinrich non dirlo! è inutile qui non si parla di storia ma di fede….pensa che te che secondo alcuni vinta la battaglia i veneti hanno pure issato la bandiera di S.Marco sulla nave : ) : )
        Tra l’altro erano veneziani, istriani, dalmati….

      • Attilio Bradamante 18 Agosto 2013 at 8:32 pm #

        ma vah?

        E a proposito avete mai letto su un libro di storia delle scuole italiane che Cesare Battisti, una volta tornato a Trento da “vincitore” e “liberatore” venne apostrofato, ripeto APOSTROFATO da sua papà con un: “Ma cosa ti gà fato, disgrasià e traditor!”

        • Heinrich 19 Agosto 2013 at 4:08 pm #

          Peccato che Battisti non sia mai tornato da “vincitore e liberatore”, visto che fu catturato e impiccato da traditore ben prima che gli alleati vincessero la guerra per l’italia.
          Che invece suo padre gli abbia sputato mentre passava sul carro della gendarmeria diretto al patibolo è vero.

    • luigi bandiera 17 Agosto 2013 at 2:15 pm #

      daniele quaglia e altri,

      quando si parla e si scrive sui VENETHI sbagliamo tutti.
      Il fatto e’ che NON abbiamo la vera storia.

      Di certo ho pensato lo stesso anch’io: parlavano il dialetto ma di quale lingua..?? E vale per tutti i dialetti in Terra.

      Il dialetto e’ una specie si sottomarca linguistica..?
      Bene, ma la vera marca linguistica quale sara’..??

      I venethi parlano si tanti dialetti, ma della loro madre lingua e cioe’ il VENETHO..!

      Cosi’ tutti gli altri con le loro MADRI LINGUE.

      Il dialetto italiano quale mai sara’..??

      Beh, gli scrittori dovrebbero saperlo. Io non lo so.

      Eh kax, tse se la regina confusione imperversa specie letteralmente in letteratura…

      Tuttavia, bella storia del nostro passato. La ripropose anche Ettore Beggiato.

      Adesso pero’ a noi serve una bella storia del PRESENTE..!

      Quella sull’INDIPENDENZA..!!

      Chi la vuole realizzare e chi poi la vuole scrivere..??

      PSM

  14. Garbin 17 Agosto 2013 at 12:07 pm #

    L’italia ha perso tutte le guerre e tutte le battaglie perchè non è una nazione, e mai lo sarà, a parte qualche piccolo corpo speciale formato da gente che ama comunque più la guerra che la patria, nessuno vuole morire per questo paese e a ragione direi, nella seconda guerra mondiale gli alleati non sapevano neanche più dove mettere i prigionieri italiani dato che erano moltissimi, non è difficile immaginare cosa si dicesse la truppa : “come? morire per l’italia? appena vedo un soldato inglese o americano alzo bandiera bianca e fanculo tutti quanti”

    Vi ricordate i soldati iracheni ( non quelli della guardia di Saddam) che si arrendevano anche alle troupe televisive? facevano gli stessi discorsi.

    Non si devono costruire i paesi a tavolino.

  15. lucano 17 Agosto 2013 at 11:00 am #

    http://www.pontelandolfonews.com/index.php?id=151

    • luigi bandiera 17 Agosto 2013 at 2:23 pm #

      lucano,

      vallo a dire a chi vuole l’italia.

      Io insisto: nessuno voleva questo stato di merrrrddd. Solo un manipolo di intellighenti del tempo e loro ruffiani.

      Ovvio, i crimini erano all’ordine del giorno.

      Ma come si ottengono certi risultati..?

      Con la DOTTRINA e la PROPAGANDA: oggi siamo al culmine.

  16. FabrizioC 17 Agosto 2013 at 10:04 am #

    Viva i Napoletani che si sono rifiutati di combattere per i savoia.

    • Tito Livio 17 Agosto 2013 at 4:36 pm #

      Una parte….

  17. Heinrich 17 Agosto 2013 at 10:02 am #

    Bracalini, Tegethoff non aspettò affatto di sapere se avesse vinto o meno dalle reazioni italiane, lui sapeva bene che risultato aveva ottenuto, e già due giorni dopo la battaglia le gazzette austriache annunciavano la vittoria di Tegethoff.

    Viceversa erano gli italiani a non sapere, visto che Persano in persona comunicò in patria di aver vinto ed i giornali italiani pubblicarono l’annuncio della vittoria, insistendo su essa per una settimana filata.

    http://www.linkiesta.it/blogs/c-era-volta/lissa-i-giornali-taroccano-e-la-sconfitta-diventa-vittoria

    nota: smettiamola per favore con l’epitteto italiota di “dialetti”, quei marinai non parlavano dialetto, parlavano lingue, quale quella veneta adottata come lingua franca nella marina imperiale, mentre quella napolitana, quella toscana e quella sarda parlate nella flotta sabauda.

    • Tito Livio 17 Agosto 2013 at 4:38 pm #

      Più che lingue direi che sarebbe più corretto dire idiomi…senza voler ledere i gusti e le aspirazioni di nessuno.

  18. Albert Nextein 17 Agosto 2013 at 9:50 am #

    Bella , la storia.
    Una bella cosa che potrebbero fare i veneti, anzi i veneziani, è impedire immediatamente l’accesso di transatlantici in laguna.
    Con lance, gondole, e altre piccole imbarcazioni devono chiudere gli accessi a questi grattacieli galleggianti.

    Non so se siano o meno pericolosi questi accessi in laguna.
    Ma non mi paiono utili ad alcuno.

    Non sarà una lotta politica, ma secondo me serve comunque.
    Più che assaltare San Marco.

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